Come se l’è cavata l’Inter priva di punte?

Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images

La seconda trasferta stagionale dell’Inter, in casa del Bologna, ha visto i nerazzurri presentarsi con pesanti defezioni, soprattutto in Attacco. Icardi già nella rifinitura ad Appiano Gentile aveva avvertito un fastidio al quadricipite destro, lo staff pur di non rischiare ha preferito estromettere il capitano dalla lista dei convocati. Quindi fuori Icardi la prima punta titolare sarà Lautaro; invece no, anche il dieci nerazzurro ha avuto un lieve affaticamento al polpaccio sinistro, dunque per lui panchina e maglia da titolare a Keita Baldé.

Keita non è propriamente una prima punta, anche se ha giocato in qualche occasione in quel ruolo, probabilmente molti ricorderanno la sua doppietta nel derby di ritorno 2016-17 vinto dalla Lazio. Il senegalese non è un rapace dell’area di rigore alla Icardi, anzi la sua interpretazione del ruolo di centravanti è ideale per una squadra che punta ad attaccare con transizioni lunghe. L’avversario di giornata dell’Inter è però il Bologna di Inzaghi, una squadra che difende con un baricentro molto basso, che dunque nega la profondità vitale per far esprimere al meglio le doti da velocista di Keita. Per intenderci il Bologna in fase di non possesso ha avuto un baricentro medio di 37,5 metri e un PPDA (indicatore dell’intensità di pressing nella metà campo avversaria) estremamente alto pari a 33,3 (il valore del PPDA più e alto e meno intenso è il pressing), quindi il Bologna non ha quasi mai conteso il pallone all’Inter nella propria metà campo.

Sin dai primi minuti l’atteggiamento difensivo dei rossoblù è stato molto passivo, con la linea di difesa quasi sempre a ridosso della sua area di rigore. Il Bologna ha cercato di serrare tutti gli spazi nella propria metà campo, tenendo la squadra raccolta in 24,4 metri in lungo e coprendo un’ampiezza di 32,1 metri (come nell’immagine tratta dal match report della Lega di Serie A)

 

In Campo
Esaminati i numeri vediamo invece cosa è accaduto effettivamente in campo. Come già accennato il Bologna ha difeso molto basso, concedendo molto raramente agli attaccanti nerazzurri di poter attaccare lo spazio alle spalle della linea difensiva felsinea, quindi per questo motivo la presenza di Keita Baldé mal si sposava con l’atteggiamento della linea difensiva avversaria. A questo punto, visti gli spazi intasati centralmente e la quasi impossibilità nell’attaccare alle spalle della difesa l’Inter ha attaccato quasi esclusivamente lateralmente (come nell’immagine) tentando ben 27 cross. Il problema di questi cross è stata l’assenza di una prima punta come Icardi abile a riconvertire i cross in rete e soprattutto a catalizzare l’attenzione dei difensori in area, così da creare spazio per i compagni di squadra che arrivano dalle retrovie.

Il secondo problema è stato nella manipolazione della struttura difensiva avversaria. Il Bologna ha cercato sempre di mantenere le linee di difesa e centrocampo molto vicine così da limitare il più possibile le ricezioni dei giocatori offensivi dell’Inter, lavoro in parte semplificato dalla mancato lavoro di abbassamento della linea difensiva da parte di Keita. Abbassare la linea difensiva così da creare spazio tra le linee di centrocampo e difesa è un lavoro poco appariscente, ma utile per attivare le ricezioni in spazi chiave della trequarti, fondamentale in cui Icardi eccelle, mentre Keita non ha il set di movimenti del capitano nerazzurro e quindi raramente si è mosso senza palla per abbassare la linea difensiva avversaria.


Il movimento principale di Keita è stato quello di allargarsi sulla fascia per trovare palloni giocabili, infatti sulle fasce è riuscito a fare le cose migliori della sua partita, saltando il diretto avversario 3 volte. Quindi Con Keita che tendeva a tagliare verso l’esterno e non in verticale, Perisic o Politano potevano venire maggiormente dentro al campo oppure restare larghi per creare superiorità posizionale, mentre Nainggolan se non riusciva a ricevere palla sulla trequarti attaccava la profondità alle spalle della difesa avversari.

Nel corso della partita, Spalletti ha chiesto ai suoi giocatori offensivi compiti differenti, spesso anche spostandoli di posizione. Quando però l’Inter è riuscita a scollare i reparti di difesa e centrocampo avversari è andata in goal con Nainggolan. Come si può vedere nella Gif Keita e Perisic attaccano la linea difensiva avversaria facendole retrocedere a pochi metri dalla porta e creando un spazio centrale per l’inserimento di Nainggolan, che ha trafitto Skorupski per il vantaggio nerazzurro.

Una volta sbloccata la Gara il Bologna ha cercato di agguantare il pareggio cercando di attaccare più alto, ma allungandosi terribilmente (complice anche la stanchezza e una condizione fisica non ancora ottimale) e prestando il fianco alle transizioni nerazzurre, come in occasione del goal di Candreva, dove con quattro passaggi è stato scardinato il dispositivo difensivo avversario.