LINEA INTER VAR RVIEW – BENEVENTO – INTER – PICCININI

Mg Milano 31/10/2019 - campionato di calcio serie A / Milan-Spal / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Marco Piccinini

BENEVENTO – INTER h. 18.00
PICCININI
MONDIN – MASTRODONATO
IV: MARINELLI
VAR: NASCA
AVAR: DE MEO

Prestazione assolutamente da rivedere quella di Piccinini in Benevento- Inter.
Una designazione particolare in quanto si tratta di una variazione. Forneau, l’arbitro originariamente designato, così come il suo compagno La Penna, entrambi di Roma 1, sono stati sostituiti poiché domenica erano al San Paolo per Napoli – Genoa e a seguito dei contagi tra i calciatori del Genoa sono dovuti rimanere a Roma per fare il tampone.

Prima di analizzare la gara di Piccinini facciamo un passo indietro sulla designazione di Forneau.

Forneau è un arbitro di Roma 1 che quest’anno, anche senza la riunificazione CAN A e B sarebbe stato in organico CAN A, poiché l’anno scorso si è classificato primo in CAN B, tanto da meritarsi di arbitrare la partita in cui la Juventus si è laureata campione d’Italia.

Ancora non ha debuttato in questa stagione e il motivo lo si è scoperto lunedì quando uscì la designazione per la gara in analisi. Una partita particolare, non di certo facile considerando che vi era una big in trasferta su un campo comunque ostico, sebbene l’avversario fosse di diverse ambizioni.

Scoppiato il “Caso Genoa” con ben 14 tesserati contagiati, ecco che giustamente Forneau (e la Penna) vengono sostituiti. La scelta ricade per l’appunto su Piccinini che è un arbitro, almeno sulla carta, di livello leggermente superiore a Foreneau, poiché è al secondo anno di CAN A e tra i neopromossi della scorsa stagione è stato quello che senza dubbio ha fatto meglio.

Coerente dunque la scelta del sostituto, sebbene, così come con il titolare, la scelta in sé di mandare un arbitro poco esperto su una gara così piena di insidie non è del tutto convincente.

 

Arrivando dunque all’analisi vera e propria della partita: Piccinini ha dimostrato tutte le perplessità che vi erano in un arbitro poco esperto per una gara del genere. Il suo arbitraggio non si può ritenere assolutamente sufficiente, sebbene, per sua fortuna, con le sue decisioni non ha influito sul risultato finale della gara.

Piccinini è caduto in una delle trappole in cui finiscono la maggior parte degli arbitri giovani. Arbitrare “All’inglese”, lasciando giocare quanto più possibile, non è affatto cosa semplice. Ci vuole esperienza per capire, in un contesto nel quale si tende a lasciar giocare, quali siano quei pochi falli effettivamente da fischiare, senza perdersi quelli appunto gravi, ma soprattutto senza fischiare quelli che oggettivamente sono al di sotto della soglia che si è tenuta fino a quel momento.

Piccinini ha alternato corrette valutazioni in tal senso, specie nella prima parte di gara, ad esempio nell’occasione del primo gol del Benevento è stato corretto non fischiare fallo su Gagliardini, poiché Dabo interviene sul pallone, così come in altri contrasti, rudi, ma non fallosi a centrocampo.

Il momento nel quale Piccinini è andato in difficoltà e di conseguenza ha perso la partita è stato il finale del primo tempo. L’episodio che ha cambiato negativamente la sua partita è stato al min 10’ quando ha fischiato inspiegabilmente un fallo a Lukaku per una presunta spinta ad un difensore del Benevento che si sarebbe poi andato a scontrare con il proprio portiere, lasciando così strada libera a Lukaku verso la porta.

In questo caso Piccinini commette dei gravi errori:

  • Valutazione: non è mai fallo quello di Lukaku perché non c’è nessuna spinta, al massimo una mano appoggiata, nulla da giustificare la caduta del difensore.
  • Coerenza: come detto sopra, in una gara arbitrata “all’inglese”, che prima ha visto giustamente assegnare un gol al Benevento dopo un contrasto dubbio su Gagliardini, non è assolutamente coerente fischiare un fallo per una manata di tale livello.
  • Furbizia: si è completamente dimenticato del salvagente “VAR”. Trattandosi di un’azione che molto probabilmente si sarebbe conclusa in rete, il VAR sarebbe potuto intervenire a dare sostegno all’arbitro in campo. Avrebbe infatti dovuto lasciare giocare e anche se avesse sospettato di una condotta irregolare, aspettare indicazioni del VAR per un’eventuale “on field review”. Vediamo situazioni in cui gli assistenti aspettano la conclusione dell’azione nonostante l’attaccante sia in palese posizione punibile di fuorigioco per lasciare poi intervenire il VAR, questo era sicuramente un caso che necessitava ancor di più dell’intervento VAR.

Al minuto ’47 Piccinini commette un altro gravissimo errore praticamente identico a questo sopra: il portiere del Benevento travolge il piccolo Sensi che non fa ponte, non fa blocco, ma inspiegabilmente non solo non assegna un calcio di rigore solare per l’Inter, ma fischia anche fallo sul portiere, negando così anche l’eventuale calcio di punizione diretto che avrebbe potuto calciare Sensi stesso poiché il portiere per effetto della caduta era uscito dall’area di rigore con il pallone in mano.

Gli errori sono gli stessi dei punti sopra 1, 2 e 3. Da entrambi emerge un’ acerba furbizia di Piccinini, molto nota all’ambiente arbitrale in tutte le categorie: nel dubbio fischiare fallo alla difesa. Bravo a non farlo su Gagliardini nel primo gol del Benevento come detto sopra, malissimo a farlo nei casi di Sensi e Lukaku. Un arbitro di Serie A che vuole ambire ad alti livelli deve saper assumersi le proprie responsabilità e non prendere sempre quella che è la decisione “più comoda”.

Da lì i toni della partita si sono alzati poiché l’Inter, nonostante il vantaggio di 3-1, si è risentita e si è innervosita, poiché non ha più trovato coerenza nell’arbitraggio e incattivendo così la partita. Per sua fortuna l’Inter è andata in gol nuovamente prima della fine del primo tempo e gli animi si sono calmati. Non di certo per merito suo. È molto grave infatti che un arbitro incattivisca con le sue decisioni una partita dall’esito scontato.

 

Per quanto riguarda la nostra “Review”, detto dei due mancati rigori all’Inter e della regolarità del primo gol del Benevento, analizziamo in dettaglio gli altri episodi.

-14’ il Benevento chiede un rigore per una presunta spinta di Skriniar su un calcio d’angolo. Nulla di cosi grave da giustificare la massima punizione. Decisione corretta quella di lasciar giocare.

-30′ Manca un altro rigore all’Inter per un intervento in svicolata di Glik che colpisce la caviglia di Lukaku impedendogli di calciare.

-73’ Gradi proteste dell’Inter che chiede un fallo di mano di un difensore Sannita su un tiro di Barella. Il braccio è oggettivamente larghissimo ma, vedendo bene anche il replay, è evidente che il pallone tocchi prima la coscia e poi il braccio. Giusto in questo caso non assegnare il rigore.