Nuovi Acquisti: Sime Vrsaljko

Ryan Pierse/Getty Images

Prima di cominciare la lettura di questo articolo consigliamo l’ascolto di questo brano tratto dal film Eternal Sunshine of the Spotless Mind (https://www.youtube.com/watch?v=zI-YR4LBzL0 )

Se mi lasci ti Cancelo
Il giorno in cui Cancelo è passato dal Valencia alla Juventus avrei tanto voluto rivolgermi alla clinica Lacuna, come nel film Eternal Sunshine of the Spotless Mind (distribuito in Italia col pessimo titolo “Se mi lasci ti cancello”), per rimuovere il ricordo di Joao Cancelo in maglia nerazzurra nella stagione 2017-18; pur non considero il suo passaggio alla Juventus un tradimento. Ritengo Cancelo uno dei migliori terzini destri in circolazione e potenzialmente uno dei migliori interpreti del ruolo nel prossimo futuro e mi ritengo privilegiato ad averlo visto all’opera con indosso i colori della mia squadra del cuore, anche solo per 28 partite. Cancelo è stato il miglior terzino destro nerazzurro da quando Maicon ha lasciato Milano. Aver adorato calcisticamente Cancelo per un anno e poi vederlo in bianconero è stata veramente una pugnalata, come una storia d’amore finita male. Per questo avrei preferito rimuovere dalla mia mente a sua militanza nerazzurra anziché soffrire a vederlo in bianconero negli anni a venire.

Benvenuto Sime
Sime Vrsaljko è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter. Il terzino croato arriva a titolo temporaneo annuale con diritto di opzione a favore dei nerazzurri fissato a 17,5 milioni. Già nel 2014 l’Inter aveva approcciato il terzino croato, ai tempi al Genoa, che però preferì continuare il suo percorso di crescita al Sassuolo, step intermedio in una società ambiziosa, ma non frenetica. Dal Sassuolo è passato, nell’estate del 2016, all’Atletico Madrid, i due anni in maglia colchoneros sono stati importanti per il croato che si è potuto approcciare al grande calcio europeo, senza però mai imporsi come titolare inamovibile nello scacchiere del Cholo Simeone. Il mondiale ne ha rilanciato le quotazioni, raggiungendo la finale e mettendosi in luce come uno dei migliori terzini del torneo.

Run run run
Vrsaljko è un terzino che dà il meglio di sé quando non ha la palla tra i piedi, non ha un bagaglio tecnico tale da poter essere il regista occulto della squadra, infatti la sua influenza nel gioco è solitamente marginale, giocando a pochi tocchi preferisce scambiare corto col compagno vicino per poi ricevere il passaggio di ritorno in corsa. Il croato per sopperire ai suoi limiti tecnici interpreta il ruolo in maniera molto classica, basandosi sulla sua incredibile facilità di corsa e ai suoi potenti scatti, con picchi di velocità di 33 km/h. Vrsaljko è un terzino monodimensionale che gioca seguendo i binari immaginari della linea laterale; sostiene sempre la manovra, grazie ad un dinamismo fuori dal comune, così da offrire al portatore di palla un a linea di passaggio esterna per rendere più ariosa la manovra.

Conscio delle sue grandi doti in corsa si affida poco al dribbling, infatti nell’ultima stagione ha tentato solo 1,1 dribbling p90, dei quali poco più del 45% sono andati a buon fine. Vrsaljko preferisce saltare l’avversario sfruttando le combinazioni uno-due coi compagni vicini per poi giocarsi il passaggio di ritorno, contro il diretto avversario, sulla corsa.


Nella gif (sopra) si può notare la sua difficoltà quando non ha una linea di passaggio corta e sicura a disposizione. Biondini e Berardi attaccano lo spazio alle spalle del centrocampo avversario lasciando Vrsaljko in isolamento contro il terzino avversario, il croato impossibilitato nel tentare un uno-due col compagno vicino sembra avere poco chiaro cosa fare col pallone, non riesce a saltare nettamente l’avversario, né a trovare un compagno da servire. Viene tolto d’impaccio dall’arretramento di Berardi, che va a prendersi letteralmente la palla, Vrsaljko lo serve con un rischioso passaggio orizzontale, un po’ forzato e poco preciso.

Il prezzo del suo gioco fortemente improntato sulla corsa e sulle combinazioni veloci è dato dalla scarsa precisione dei suoi passaggi, a fronte di una buona precisione nel gioco corto, che nell’ultima stagione si è attestata al 79,6%, la percentuale di precisione dei passaggi crolla quando si parla di passaggi lunghi, infatti solo il 30,8% dei suoi passaggi lunghi sono andati a buon fine. Discorso affine lo si può fare anche sui cross, Vrsaljko tenta il cross 4 volte ogni 90 minuti, con esiti però molto modesti, infatti solo il 12,64% dei suoi cross sono ben indirizzati (mediamente 3,5 errati e 0,5 completati). L’ex terzino del Sassuolo non è neanche un giocatore particolarmente creativo, infatti riesce a mettere in condizione il compagno di segnare solo 0,7 volte p90 e oltre la metà dei suoi passaggi chiave arriva da cross; da queste situazioni nell’ultima stagione in maglia colchoneros è comunque riuscito a sfornare 3 assist.

Nella gif (sotto) c’è una delle sue azioni tipiche di Vrsaljko. arrivato sulla trequarti Ghoulam lo affronta, Vrsaljko anziché provare a superarlo dà palla a Pellegrini e attacca lo spazio alle spalle dell’avversario, riuscendo anche ad evitare il ritorno di questo, per poi arrivare sul fondo e mettere in area il cross.


Nonostante non sia un gran dribblatore né un passatore eccezionale, perde raramente il possesso della palla,infatti nell’ultima stagione ha perso il pallone 0,7 volte p90 ed ha perso un contrasto col diretto avversario solo 0,6 volte p90. Questi dati vengono certamente “gonfiati” sia a causa dei pochi minuti giocati, ma anche perché dal suo scarso coinvolgimento nella manovra, non a caso nella stagione appena conclusasi la sua influenza nel gioco dell’Atletico Madrid è stata solo del 7,21%.

Vrsaljko in uscita palla, soprattutto nelle situazioni di recupero basse non ha scelta molto raffinate, infatti nell’ultima stagione ha spazzato quasi 3 palloni ogni 90 minuti. Questo va sicuramente in contrapposizione con la corrente di pensiero calcistico oggi dominante, alla quale aderiscono molti allenatori (tra cui anche Luciano Spalletti), che impongono ai loro giocatori, sin dalle retrovie, di provare a giocare sempre il pallone e di non buttare mai via la il possesso. Questo lato del gioco di Vrsaljko dovrà certamente essere smussato dal lavoro di Luciano Spalletti.

Solidità difensiva

Vrsaljko non è né un terzino spiccatamente offensivo né un terzino che bada solo alla fase difensiva. È abile in entrambe le fasi senza eccellere particolarmente in una rispetto all’altra. Nei primi anni di carriera era stato bollato, in maniera un po’ superficiale,  come un terzino prevalentemente offensivo, ma il lavoro di Di Francesco prima e di Simeone poi lo hanno reso molto più completo e meno istintivo in entrambe le fasi di gioco.

Il gioco di Vrasljko è molto improntato sulla corsa e le doti fisiche, i suoi 181cm lo rendono un terzino solido e potente fisicamente, ma senza minarne l’agilità e la rapidità. Difensivamente il suo contributo è molto valido, sia nelle situazioni difensive individuali che di reparto. Unico grande limite è l’eccesso di aggressività verso il diretto avversario, che spesso lo conduce al fallo. Questa negligenza negli interventi gli è costata cara varie volte in termini di sanzioni disciplinari, come in occasione del cartellino rosso ricevuto nella semifinale di andata di Europa League in casa dell’Arsenal, dove lasciò i suoi compagni in 10 uomini dopo appena 10 minuti di gara. Nell’ultima stagione ha commesso mediamente 1,7 falli ogni 90 minuti che complessivamente gli sono costati 8 gialli e un rosso.

Nella gif (sotto) viene presentata una situazione in cui la sua aggressività gli si ritorce contro venendo saltato dal diretto avversario. Vrsaljko si stacca dalla linea difensiva per tamponare la transizione avversaria; non si capisce se il suo intento sia quello di anticipare l’avversario oppure di rallentare l’aziona avversaria, ma viene facilmente aggirato dalla croqueta di Iniesta che lo costringe al fallo.


L’upgrade che Vrsaljko porta in dote rispetto al predecessore Cancelo consiste nell’abilità nel gioco aereo. I terzini sono solitamente deputati a difendere la zona del secondo palo sui cross avversari, Vrsaljko in questa situazione di gioco può certamente offrire maggiori garanzie soprattutto nel gioco aereo. Pur non essendo altissimo ha una buona scelta di tempo abbinato ad uno stacco potente. Nell’ultima stagione all’Atletico Madrid ha intrapreso 3,77 duelli aerei vincendone 2,51 ogni 90 minuti, praticamente due terzi dei duelli aerei complessivi.

Pur forte delle sue doti fisiche, Vrsaljko puntella i suoi dati difensivi mettendo a segno quasi 2 intercetti ogni 90 minuti, a dimostrazione che sa anche essere un difensore cerebrale che legge in anticipo le linee di passaggio avversarie. Ai dati sugli intercetti si aggiungono anche le respinte sui tiri, cross e passaggi avversari, con una media di 1,7 respinte p90.

Nella difesa individuale si fa preferire nelle situazioni di 1vs1, la grande esplosività dei suoi arti inferiori compensano anche le poche situazioni in cui la sua postura non è irreprensibile. Nell’ultima stagione ha subito solo 0,7 dribbling ogni 90 minuti, mentre ha contrastato con successo il diretto avversario quasi il 78% delle volte.

Nella gif (sopra) viene puntato dall’avversario, Vrsaljko cerca di mantenere la giusta postura, ponendosi con le spalle perpendicolarmente a quelle dell’avversario e correggendo la sua postura con continui saltelli, così da evitare di appiattirsi col corpo. L’avversario cerca di superarlo convergendo verso l’interno del campo, ma Vrsaljko si fa trovare pronto arpionando il pallone col piede sinistro.

Negli ultimi due anni, il sistema di gioco di Simeone lo ha portato inevitabilmente a migliorare le sue doti difensive, in particolare rendendolo un difensore molto più concentrato. L’Atletico Madrid non è una squadra che tiene molto il pallone, basti pensare che nell’ultima stagione in Liga ha avuto un possesso palla medio del 48,1% attestandosi al dodicesimo posto in questa speciale classifica. Sicuramente la poca attitudine al possesso dei colchoneros ha “gonfiato” i numeri relativi alle statistiche difensive, non solo dei difensori, ma anche di tutta la squadra. La precisione delle scalate e delle rotazioni difensive comporta una grande conoscenza del sistema da parte dei giocatori, ma anche una grande conoscenza reciproca tra i giocatori stessi.


Nella gif (sopra) viene superato dal passaggio di Correa verso il centro dell’area. Il pallone viene deviato a centro area da un difensore dell’Atletico Madrid e sta per tornare tra i piedi di Correa. In questa situazione Vrsaljko rimane sempre concentrato, non perdendo mai il contatto visivo con la sfera, quando la palla sta per tornare nella disponibilità di Correa il terzino croato si allunga in spaccata per deviare il pallone in angolo.

Quale destino in nerazzurro?

Il mancato riscatto di Cancelo ha creato un enorme buco nello scacchiere nerazzurro, le prestazioni del portoghese sulla fascia destra hanno costretto la società ad intervenire pesantemente per integrare lo slot di terzino destro. Nel corso delle settimane sono stati accostati tanti nomi all’Inter, alcuni poco entusiasmanti come Bereszynski e Darmian, altri suggestivi ma non pienamente funzionali come Piccini e Zappacosta, Lazzari e altri interessanti ma non facilmente raggiungibili come Florenzi e Ben Henrichs. Vrsaljko pur essendo un terzino molto diverso da Cancelo è il giocatore in termini di rendimento può far bene già nell’immediato e nei prossimi anni, soprattutto per  non far rimpiangere il laterale portoghese.

Spalletti solitamente preferisce terzini più di gamba che terzini tecnici che tendono a tenere molto palla, infatti nelle squadre di Spalletti gli esterni difensivi partono molto larghi, sulla fascia più esterna del campo, per dare respiro alla manovra o per velocizzarla grazie al loro dinamismo; questi vengono, inoltre, deresponsabilizzati quasi totalmente in fase di costruzione e/ o di consolidamento del possesso.

Vrsaljko ha dalla sua un buon curriculum, in quanto ha già militato per 3 stagioni in Serie A, oltre a provenire dal club che presenta una fase difensiva estremamente curata. I suoi anni di militanza in neroverde saranno sicuramente utili per connettersi coi compagni e per creare con essi catene di fascia, necessarie per risalire il campo. Ingranaggi di risalita che necessiterebbero del suo dinamismo per scorrere con maggiore fluidità.

Il laterale vice campione del mondo potrebbe imporsi come titolare sia in una difesa a 4 che come esterno di centrocampo in una difesa a 3. Luciano Spalletti probabilmente ha in mente un Inter molto verticale, che però se venisse imbottigliata centralmente dall’avversario avrebbe bisogno di grande dinamismo sui corridoi esterni del campo per risalire il campo e creare occasioni da rete. In questo contesto il dinamismo di Vrsaljko potrebbe ritornare molto utile ai nerazzurri, ma non solo in fase offensiva, ma anche in fase difensiva e nelle fasi di transizione. L’utilità di Vrsaljko potrebbe rivelarsi utile sia in situazioni di ri-aggressione dell’avversario per riconquistare il pallone in zone avanzate, che in fase di difesa posizionale.

Vrsaljko non è un giocatore che da solo può determinare il contesto. Sicuramente per il croato sarà importante avere sempre una linea di passaggio semplice e sicura per poter sfruttare al meglio le sue doti di corsa, perciò sarà necessario che vi sia almeno un compagno di squadra con il quale associarsi. Pur avendo una buona difesa della palla, se isolato sulla fascia o intrappolato nel pressing avversario non ha né la visione di gioco, né la qualità necessaria per uscire palla al piede nello stretto o giocare passaggi taglia linee particolarmente lunghi.

Pur non essendo un terzino moderno o spiccatamente offensivo Vrsaljko ha i mezzi per potersi imporre come uno dei migliori terzini del campionato; magari senza impressionare, senza offrire giocate particolarmente qualitative o spettacolari, ma con giocate semplici eseguite però con mezzi fisici superiori per chi gioca sulla linea laterale.