Come esce l’Inter dal mese di Settembre

Marco Luzzani - Inter/Getty Images

Sintesi sui risultati
Inter-Lecce 4-0 (Brozovic, Sensi, Lukaku, Candreva) [Agosto]
Cagliari-Inter 1-2 (Lautaro, Joao Pedro, Lukaku)
Inter-Udinese 1-0 (Sensi)
Inter-Slavia Praga 1-1 (Olayinka, Barella)
Milan-Inter 0-2 (Brozovic, Lukaku)
Inter-Lazio 1-0 (D’Ambrosio)
Sampdoria-Inter 1-3 (Sensi, Sanchez, Jankto, Gagliardini)

Report sull’andamento tattico della squadra

L’Inter esce dal mese imbattuta e con solamente lo Slavia Praga ad impedire una serie di sole vittorie.
Primo posto e punteggio pieno in campionato, ma portando a casa 1 solo punto nella partita, sulla carta, più “semplice” del girone di Champions League.
L’effetto Conte si osserva subito: la squadra approccia la gara con determinazione e voglia di vincere, cercando subito di imprimere il proprio contesto sulla gara, attuando al meglio il piano gara studiato dall’allenatore. Sin dalla prima conferenza stampa Conte ha manifestato la volontà di schierare la squadra con la difesa a 3, andando in controtendenza col recente passato, e proponendo uno schieramento con 3 difensori centrali, impiegando tutti i difensori che compongono pacchetto arretrato (il più impiegato e stato Skriniar che finora ha giocato in tutte le gare, attorno allo Slovacco si sono alternati D’ambrosio e De Vrij che han disputato oltre 500′ a testa, seguiti da Godin che finora ha giocato per 371′ in nerazzurro per chiudere con Ranocchia e Bastoni che hanno rispettivamente disputato 180 e 90 minuti).
L’altra, oltre alla difesa a 3, sono i differenti principi di gioco, infatti rispetto alla scorsa stagione i tre centrali hanno maggiore responsabilità in costruzione, complice anche la marcatura predisposta dall’avversario di turno su Brozovic, infatti tutti i principali protagonisti della retroguardia nerazzurra han visto aumentare il numero di passaggi effettuati e completati.
Mentre nelle prime gare di campionato l’Inter si è schierata con un centrocampo a 5, nel corso delle varie partite Conte ha spesso utilizzato una mediana composta da 4 giocatori, così da poter schierare 2 giocatori a sostegno della punta. Già nella gara casalinga contro l’Udinese l’Inter aveva provato a giocare con Politano e Sensi a sostegno di Lukaku; in questo caso l’Inter puntava anche a dominare centralmente il gioco creando un quadrilatero centrale composto da Brozovic-Vecino-Sensi-Politano.
Interpretazione differente la si è vista col Milan, dove l’Inter si è presentata con un 3-5-2, ma in fase di prima pressione, per consentire ai centrocampisti nerazzurri di orientarsi a uomo sul centrocampista diretto avversario, Sensi si alzava in marcatura su Biglia andando a creare un 3-4-1-2, mossa replicata anche nella gara contro la Lazio, con Vecino in pressione su Leiva.
Sorprendente, finora, è stato il rendimento offensivo dei centrocampisti, infatti dai centrocampisti sono arrivate già 9 reti segnate da ben 6 marcatori differenti, soprattutto spicca l’exploit di Sensi, autore di 3 reti e miglior marcatore nerazzurro al pari di Lukaku. In particolare l’Inter in appena 8 gare ha già realizzato 3 reti da fuori area, mentre nella scorsa stagione solo 8 reti furono realizzate al di fuori degli ultimi 16 metri.
In queste prime gare stagionali Conte sta cercando di far esprimere la squadra con un ritmo elevato, fatto di una circolazione palla massimo a 2-3 tocchi, di uno scaglionamento dei giocatori ben preciso così da dare sempre numerose linee di passaggio semplici. La trasmissione di palla dei nerazzurri è abbastanza rapida, ma spesso non è così sicura nell’ultimo terzo di campo, infatti spesso l’Inter non riesce ad attivare le ricezioni e i movimenti delle punte, complici gli accorgimenti avversari o l’aggressività in marcatura degli avversari, ma soprattutto a causa di errori di misura delle punte.

Le punte non sempre sono molto vicine e spesso quando queste ricevono spalle alla porta sbagliano la misura della giocata o vengono anticipate, castrando sul nascere anche delle buone transizioni positive. L’Inter riesce ad attivare stabilmente sulla trequarti solo quando riesce ad aggirare il primo possesso avversario consolidando il possesso coi centrocampisti. L’aspetto in cui l’Inter dovrà necessariamente migliorare è quello relativo all’integrazione delle punte nel sistema di gioco, in particolare serve migliorare la precisione delle giocate, la resistenza alle marcature avversarie  e i tempi di smarcamento, oltre al primo controllo spalle alla porta. In particolare sarà utile cercare di far ricevere Lukaku già fronte alla porta e non spalle alla porta con l’avversario addosso.

Chiave tattica

Una delle principali chiavi tattiche che si possono apprezzare nelle squadre allenate da Antonio Conte sono le transizioni. Le transizioni delle squadre di Antonio Conte sono molto violente, in quanto la squadra ha la necessità di recuperare palla appena questa viene persa (in caso di transizione negativa), mentre appena la palla viene recuperata è importante per il giocatore il possesso avere dei compagni che si muovano aprendo delle linee di passaggio per eludere la ri-aggressione avversaria (in caso di transizione positiva). In questo numero analizzeremo le transizioni negative (o difensive).

Ogni sistema di gioco si basa su una serie di equilibri, tali da rendere la squadra pericolosa quando è in possesso di palla e al tempo stessa impermeabile agli attacchi avversari. In fase di possesso l’Inter tende a svuotare molto il centro del campo, in quanto giocando col 3-5-2 e sviluppando spesso la manovra sulle fasce l’Inter porta la mezzala di riferimento ad aprirsi per dare uno sbocco verticale all’azione intraprese in fascia o anche sovrapponendosi.

Questo svuotamento dal centro può esporre la linea difensiva a difficili transizioni, da gestire in spazi molto ampi. In questo caso è necessario che i tre centrali siano molto aggressivi in uscita, anche a costo di calpestare zone di campo molto avanzate, questo per impedire una ricezione comoda agli avversari, così da rallentare la ripartenza o addirittura recuperare immediatamente il possesso per attaccare la squadra avversaria in un momento in cui non è bene organizzata.

In questa gif si può osservare come il principio base della fase difensiva nerazzurra sia quello di portare i difensori a difendere correndo in avanti. In questo caso su una palla lunga è De Vrij a tentare l’anticipo su una possibile ripartenza della Lazio. In questo caso subisce fallo e riesce così a guadagnare un nuovo possesso, tenendo gli avversari lontani dalla propria porta.

Questo sistema di marcature preventive è comunque abbastanza rischioso, infatti è necessario un apposito sistema di coperture preventive, qualora il difensore che esce venisse saltato; dalla gif si può notare come Brozovic, quando vede De Vrij che si stacca faccia un passo in diagonale per coprire la zona lasciata scoperta dall’olandese, identico movimento fa anche Skriniar che arretra e si accentra per prevenire il peggio.

Giocatore del mese: Stefano Sensi

La sorpresa più grande di questo avvio di campionato è, senza dubbio, l’impatto del giovane italiano nel sistema di gioco nerazzurro. Sensi è stato, ancora una volta, notato dall’Italia ma, finalmente, ha convinto tutti: infatti, è stato premiato come giocatore del mese dall’AIC.

Le qualità di Sensi sono esattamente quelle che ci si immagina da un calciatore alto 165 cm: intelligenza e piede delicato. Posizionato mezzala sinistra, aiuta Brozovic in regia, facilitando la fase di uscita dal primo pressing avversario e tessendo triangoli nell’ultimo terzo di campo che creano spazio per gli inserimenti suoi e dei compagni.

Immagine presa da “L’Ultimo Uomo”

In quest’esempio, Sensi non solo pensa alla giocata con largo anticipo prima di effettuarla, ma ha già in mente quella successiva: prima scarica su Lautaro liberandosi di Linetty (già coordinato al momento dello scarico) attirando il pressing della difesa blucerchiata, poi appoggia a Brozovic attaccando uno spazio creato da lui stesso.

Stefano è unico, in due secondi sa già cosa voglio. Lui vede il calcio prima di tutti. (Antonio conte)

La sua rapidità di pensiero e la sua tecnica gli hanno permesso di conquistare un posto da titolare fisso all’interno della scacchiera di Conte. Il tutto condito anche da un tiro discreto che non ha paura di sfruttare.
In poco tempo si è già guadagnato i paragoni con Xavi e Iniesta anche se questo parallelo era già stato fatto anni fa quando giocava al San Marino dove il suo allenatore, Fernando de Argila, ha persino detto che Iniesta a 18 anni non era già forte come Sensi e che l’italiano ha più potenziale dei due catalani.
Ai tempi lo presero per pazzo e sicuramente ha esagerato, ma Sensi ha ancora tutta una carriera davanti per dimostrare che quel paragone non è azzardato.

Stefano Sensi ha finora collezionato già 3 goal e 2 assist, convincendo sia dal punto di vista statistico (al Sassuolo ne aveva segnati 5 in totale) che sotto l’aspetto delle prestazioni: si tratta di un giocatore fondamentale sia in fase di costruzione che di rifinitura.
Ma i goal sono motivati dall’elevato numero di tentativi: Sensi tira 3,3 volte p90 (solo Kurtic di più tra quelli con almeno 3 partite giocate) di cui 1,2 in porta (dietro solo a Milinkovic Savic) per un totale di 36,4% precisione.
La sua centralità nella manovra viene confermata dai numeri: 62.3 passaggi p90 (87% riusciti) di cui 8,1 sono lanci lunghi, a dimostrare come, oltre a Brozovic, anche le mezzali cerchino il cambio di gioco sugli esterni.
Da menzionare anche il numero di dribbling, 1,9 p90, e di passaggi chiave: ben 2,8 p90.
Per l’appunto, è impressionante la sua presenza in zona goal: i suoi xGBuildup90 e xGChain90 registrano, rispettivamente, 0,49 e 0,76 goal p90. Un numero elevatissimo per un centrocampista.
Nonostante la statura, è presente anche in fase difendente e difensiva, tentando 4,5 contrasti p90 (vincendone più della metà), pressando costantemente gli avversari e facendo della sua arma preferita l’anticipo (1,1 intercetti p90).

Sensi è giunto in una grande piazza e ha dimostrato di poter giocare ad alti livelli adattandosi in poco tempo alle richieste del nuovo mister. Il prossimo passo è conquistare un posto anche in nazionale e noi glielo auguriamo.

Le 3 giocate più belle

La veronica di Sensi:

Abbiamo appena finito il pezzo su Sensi ed ecco che ce lo ritroviamo: la sua veronica con cui ha conquistato il rigore a Cagliari sicuramente merita di far parte nella nostra top 3.

L’assist “mancato” di Brozovic:

Ormai è anni che il croato funge da “faro” nell’Inter tanto da passare spesso e immeritatamente inosservato. Per premiare uno dei migliori e completi registi in Italia (e forse nel mondo), scegliamo questo bellissimo (e importantissimo) filtrante per Gagliardini non trasformato ufficialmente in assist.

Il solito lavoro di Handanovic:

Handanovic garantisce all’Inter, ogni stagione, un complessivo di circa 10-15 punti. Questa stagione non è stato spesso chiamato in causa, anche per merito di una difesa granitica. Quelle volte che sbagliano i tre davanti, però, il nostro capitano non esita a rispondere. Contro la Lazio, lo sloveno carica il bottino di 2 punti.

Il goal più bello

Il missile di Candreva:

Anche se la partita col Lecce si è giocata ad Agosto, fa classifica anche per il mese di Settembre. E questo basta per vincere il premio di “Goal del mese” dell’Inter: un tiro dai 30 metri di Candreva è tutto ciò di cui gli interisti hanno bisogno.
Menzioni d’onore per i goal di Sensi contro il Lecce e Udinese e il goal di Lukaku contro il Milan.

Dal prossimo mese sarete voi followers di LineaInter a votare il goal più bello del mese.

Calendario del mese di ottobre:

Inter-Juventus 6 ottobre 2019 ore 20:45 sky
Sassuolo-Inter 20 ottobre 2019 ore 12:30 DAZN
Inter-Borussia Dortmund 23 ottobre 2019 ore 21:00 sky
Inter-Parma 26 ottobre 2019 ore 18:00 sky
Brescia-Inter 29 ottobre 2019 ore 21:00

PS: Si ringrazia Stefano Ferrero per l’idea e la collaborazione offerta in questo articolo.