LINEA INTER VAR REVIEW – INTER – MILAN – MARIANI

MARIANI
COSTANZO – BINDONI
IV: MARESCA
VAR: IRRATI
AVAR: CARBONE

Per il derby della Madonnina valevole per la 4° giornata del campionato di Serie A TIM 20/21 è stato designato Maurizio Mariani di Aprilia, con al VAR, ancora una volta, Massimiliano Irrati di Pistoia.

Non serve certo questa rubrica per capire l’arbitraggio di Mariani è stato assolutamente insufficiente. Pieno di errori in varie occasioni e di pesanti lacune su più aspetti.

La gara per Mariani tuttavia inizia subito in discesa quando al 10’ del 1t Kolarov falcia in area Ibrahimovic. Calcio di rigore, molto facile, netto e solare, che l’arbitro ha facilmente valutato in autonomia, giusta l’assegnazione.

Nel corso della partita Mariani, più che singoli errori, come fanno, ed è naturale che lo sia, tutti i suoi colleghi, è sembrato andare completamente in bambola e non riuscire più a gestire non solo un singolo dubbio, ma l’intera gestione della partita.

È inizialmente caduto nella trappola in cui inciampano più o meno tutti gli arbitri, specialmente quelli in rampa di lancio: la gestione della soglia del fallo.

Lo ripetiamo ancora: arbitrare “all’inglese”, fischiare poco e ammonire meno è molto difficile e soprattutto non sempre possibile. Bisogna essere bravissimi nella lettura della gara e capire sin dai primissimi minuti come impostare la soglia del fallo.

E fin dai primi minuti la scelta di Mariani di optare per una soglia del fallo molto alta è stata assolutamente errata e controproducente anche per egli stesso, forse compiacendosi dell’aver assegnato correttamente un rigore dopo pochi minuti.

La partita era ben più maschia degli ultimi derby ai quali siamo stati abituati. Vuoi per i fattori esterni, nervosismo per le assenze da covid-19, mancanza di spettatori, vuoi soprattutto per la presenza in campo di giocatori come Vidal, Barella, Kolarov, Ibrahimovic, Kessie, che tramutano spesso la loro personalità e il loro stile gioco nell’intervenire duro e nel provocare.

Probabilmente la miglior decisione presa da Mariani in tale ottica è stata il giallo a Ibrahimovic 60’ per una gomitata a De Vrij.

Tuttavia, è gravissimo, non grave, la mancata espulsione di Kessie per doppio giallo per un intervento su Hakimi al 56’; un intervento neanche sanzionato con il fallo, figlio della scellerata scelta tecnica di fischiare poco. Il VAR purtroppo non sarebbe potuto intervenire perché si trattava di un secondo cartellino giallo e non di un rosso diretto, scagionato da colpe dunque Irrati in questo caso.

(Si ringrazia Errori Arbitrali per la foto) 

Altri esempi di mancati falli fischiati, che sembrano pesare poco nell’economia della gara, ma che invece ci danno una fotografia di quanto sia successo in campo sono quelli al 35’ del 1t di Kjaer che abbraccia e si porta giù Lautaro e al 37’ del 1t quando Theo Hernadez sbracciando stende Lukaku in corsa. In questi due minuti sono venute a galla tutte le lacune di Mariani nel non saper leggere e non saper interpretare la partita. La mancata espulsione di Kessie ne è solo una inevitabile conseguenza, al pari dei ben 29 falli fischiati (e menomale che voleva fischiare poco), le continue proteste di entrambe le panchine, le perdite di tempo e le varie ammonizioni. Tutte situazione a cui l’arbitro è dovuto correre appresso, come ad un cavallo del quale, quando era in sella, non è riuscito a tenere le redini perché non pensava potesse andare così veloce.

Analizzando l’altro episodio clou della partita, al min 73’ Donnarumma travolge in area di rigore Lukaku. Rigore solare tanto quello per il Milan del primo tempo sembrerebbe. Interviene il VAR, sembra un normale controllo come da procedura e invece Mariani dopo pochi secondi alza in braccio e fischia calcio di punizione indiretto per il Milan per fuorigioco attivo di Lukaku.

(Si ringrazia Errori Arbitrali per la foto) 

Partiamo dunque, come fanno proprio gli arbitri, ad analizzare le cose per gradi di tempo e di certezze.

  • Lukaku è in posizione geografica di fuorigioco: significa che è oltra la linea del penultimo difendente, del pallone e della metà campo. Questo di per sé non costituisce un elemento per essere considerato attivo perché ancora non ha il possesso del pallone.
  • Il primo tocco di Kjaer è una giocata o una deviazione? È evidente che è una deviazione: significa che ha fatto un tocco involontario e non aveva il pieno possesso del pallone (estremizzandola nella maniera più assoluta, è come se a FIFA facessi un passaggio senza premere il tasto X)
  • Quando Kjaer tocca il pallone una seconda volta per passarlo a Donnarumma lì sicuramente è una giocata (come se avesse premuto X).
  • Lukaku però contendendo il pallone, influenza sicuramente la sua giocata, perché se il belga non ci fosse stato Kjaer sicuramente avrebbe gestito il pallone con più calma e precisione
  • La domanda tuttavia è: per influenzare una giocata basta contendere il pallone o è necessario toccarlo? Il regolamento ci dice questo:

interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone passato o toccato da un compagno oppure interferendo con un avversario:

  • impedendogli di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la linea di visione, o
  • contendendogli il pallone, o
  • tentando chiaramente di giocare il pallone che è vicino quando questa azione impatta sull’avversario, o
  • facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone

Sembra dunque corretta la decisione di Irrati in questo caso che reputa che Lukaku abbia impattato sulla capacità di Kjaer di giocare il pallone.

Sull’episodio in sé si deve anche assolvere da colpe Mariani così come l’assistente n°2 Bindoni, anche lui non sempre attento, specie nel primo tempo, perché la situazione era difficile ed è stato giusto aspettare la decisione del VAR.

Per il resto della partita sono pochi gli episodi da segnalare, nonostante gli animi siano rimasti sempre focosi e polemici, giuste le ammonizioni da una parte e dall’altra per Kjaer, Brozovic, Ibrahimovic come detto. Manca infine al 92’ il giallo a The Hernandez per l’ennesimo fallo su Hackimi, che per fortuna, nonostante Mariani non abbia garantito sulla sua integrità con gli adeguati provvedimenti, è uscito intero sulle sue caviglie.

Spiace per Mariani, che è anche un bravo e umile ragazzo, ma se vuole fare il salto di qualità è bene che faccia le cose semplici che sa far bene, senza dover usare i metri di giudizio e gli stili diversi.