LINEA INTER VAR REVIEW – INTER vs SPEZIA – FABBRI

PARMA, ITALY - NOVEMBER 10: Referee Michael Fabbri during the Serie A match between Parma Calcio and AS Roma at Stadio Ennio Tardini on November 10, 2019 in Parma, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

INTER – SPEZIA h. 15.00
FABBRI
VILLA – SCATRAGLI
IV: AURELIANO
VAR: VALERI
AVAR: DE MEO

Una designazione particolare quella di Fabbri per Inter – Spezia.  Sembrerebbe strano che una gara di seconda fascia venga diretta da un arbitro Internazionale. Eppure, la scelta di Fabbri non sorprende più di tanto poiché non sta attraversando un buon periodo di forma, e anzi questa gara per lui rappresentava una possibilità di rilancio arbitrando almeno una squadra top.

E la partita è andata anche bene, non è stata particolarmente difficile complici i ritmi bassi e i pochi 1 contro 1. Infatti, con qualche ammonizione da una parte e dall’altra è riuscito a gestire bene la partita.

-18’ giusto il giallo a Brozovic

-40’ giallo giusto per Nzola

-42’ giusto il giallo a Terzi

Giusto inoltre al 42’ non fischiare nulla su una caduta in area Spezzina di Hakimi.

L’episodio più controverso della giornata, su cui è bene soffermarci di più è il rigore assegnato al 68’ all’Inter per un tocco di braccio di Nzola su tiro di Sensi.

La decisione del VAR di assegnarlo è corretta e non vi sono grandi dubbi o discussioni. Ciò che invece è importante sottolineare è un aspetto della gestione dell’evento da parte di Fabbri:il rigore è netto, i calciatori dell’Inter lo invocano subito (non che si debba fischiare a richiesta, ma è necessario farsi sempre almeno due domande), Nzola dal canto suo si ferma e non dice una parola (consapevole dell’errore), la visuale per valutare era anche ottima, il perché Fabbri non abbia fischiato subito è presto detto.

Fabbri viene come detto da un periodo critico, dove a fine ottobre è incappato in qualche prestazione sia da arbitro che da VAR molto negativa che lo ha messo ai margini del roster. 3 settimane a casa, tanta Serie B, un periodo insomma che per un arbitro è ciò che di peggio possa esserci. L’unico modo per uscirne è sbagliare il meno possibile. La soluzione dunque qual è? Decidere di meno. Fabbri non ha fischiato subito ma ha atteso la decisione del VAR come se fosse un salvagente o un paracadute al quale aggrapparsi per non ricadere nel baratro del mese precedente.

Per il tifoso medio, per l’Inter, per la partita, va benissimo così, alla fine della fiera la decisione è stata corretta e non ha scontentato nessuno. Tuttavia è bene, a dover di cronaca sottolineare e ancor di più entrare nelle motivazioni che spingono un arbitro a prendere una decisione piuttosto che un altra.