LINEA INTER VAR REVIEW – ROMA VS INTER – DI BELLO

Per la gara di cartello della domenica sera dell’Olimpico è stato scelto Di Bello di Brindisi. Una designazione particolare, considerando che l’arbitro brindisino non è in un ottimo periodo di forma, come si è visto in Lazio-Sassuolo. Rientra tuttavia in quell’ampio roster di arbitri neo-internazionali da cui ci si aspetta un salto di qualità e che per questo vengono scelti anche per gare leggermente al di sopra del proprio livello. È vero che il campionato è quasi finito ed entrambe le squadre sono vicine ai loro obiettivi e dunque è una gara di relativo peso specifico per la classifica, tuttavia si tratta pur sempre di una sfida tra due grandi del calcio italiano, peraltro deluse da una stagione non del tutto serena per entrambe. 

ROMA – INTER
DI BELLO
CECCONI – GALETTO
IV: GIUA
VAR: GUIDA
AVAR: DI VUOLO

La prestazione di Di Bello purtroppo ha confermato le aspettative, lasciando perplessi e sugli episodi singoli ma anche, ed è ancor più grave, sulla gestione della gara. È infatti caduto nella stessa trappola in cui molti dei colleghi del suo livello sono affondati: impostare la gara lasciando giocare “all’inglese”, ma perdendo vari interventi fallosi, per poi ad un certo punto (in questo caso all’inizio del secondo tempo) iniziare a fischiare qualsiasi tipo di contatto, dando così la sensazione di dover rincorrere la partita più che condurla. Arbitrare lasciando giocare, gare soprattutto di livello come Roma – Inter non è affatto semplice, ma è ciò che fa la differenza tra un arbitro medio e un arbitro top. Infatti bisogna essere sicuri e autorevoli nell’intervenire in quelle poche situazioni che lo richiedono, lasciando invece giocare quando i contatti sono al di sotto della soglia del fallo che si è deciso di adottare. 

Prima di analizzare in dettaglio gli episodi, è bene parlare subito dell’episodio più discusso della partita: 

-46’ la Roma pareggia con un gol di Spinazzola. Guida richiama Di Bello al VAR per un intervento di Kolarov su Lautaro a centrocampo all’inizio dell’azione. 

Queste le imagini dalle quali si può considerare: 

è sbagliata la chiamata di Guida dal VAR, poiché non si tratta assolutamente di un errore CHIARO ed EVIDENTE, tanto più che come si vede dalla foto (©Luca Marelli) l’arbitro è in perfetta posizione e controllo per valutare il contatto.

Tuttavia, nonostante la scelta sbagliata di Guida è ancora più assurdo quello che fa Di Bello: rivede l’episodio al VAR ma incredibilmente non cambia la sua decisione. Ripetiamo: il non aver fischiato fallo live non è assolutamente sbagliato, ma dal momento che lo si è andato a rivedere, è difficile, difficilissimo che un arbitro non cambi idea e torni sui propri passi e tendenzialmente se lo fa e perchè sbaglia come Di Bello in questo caso. 

Analizzando l’episodio in sé il contatto non è così chiaro ed evidente come detto sopra, l’appoggio delle mani di Kolarov sulla schiena di Lautaro non è da considerarsi falloso perchè si tratta appunto solo di un appoggio, ciò che invece è da considerarsi falloso è il calcio che Kolarov rifila con il piede sinistro sul piede sinistro di Lautaro. Si potrebbe dire che il piede di Lautaro sia già sollevato da terra, ma questo è irrilevante poiché è pur sempre un calcio quindi falloso poiché rientra nella casistica della regola 12 del regolamento del giuoco del calcio (dare un calcio ad un avversario è da considerarsi fallo).

Rimane appunto incomprensibile la scelta di Di Bello che in sostanza si tira la zappa sui piedi da solo. Male nella fattispecie anche Guida, un pò troppo moviolista e poco arbitro, se non avesse chiamato la VAR REVIEW avrebbe evitato dei problemi al collega. 

Analizzando dunque gli altri episodi: 

-37’ Richiamo per Conte che si lamenta per la mancata ammonizione per un fallo di Ibanez su Gagliardini. È il classico caso in cui un allenatore si lamenta più a seguito della reazione del suo calciatore (Gagliardini resta a terra sanguinante) più che per l’intervento che ha visto. Infatti non è sul fallo in sé che Conte si poteva lamentare, quanto più sul successivo contatto tra Gagliardini stesso e Diawara con quest’ultimo che involontariamente gli pesta con i tacchetti la faccia mentre è in caduta. Difficile da vedere live, non è un episodio da VAR poiché non si parla di un grave fallo di gioco (non è quindi da espulsione), piuttosto di un fallo imprudente (che può far male all’avversario anche se non lo si è fatto apposta). Ripetiamo: difficile da vedere, ma un arbitro top probabilmente non l’avrebbe perso o meglio avrebbe capito la situazione sul momento (se c’è un giocatore che sanguina si cerca di capire subito cosa sia successo ed eventualmente fare provvedimenti). 

 

-53’ SPLENDIDA chiamata dell’assistente N°1 Dario Cecconi che annulla la rete del vantaggio di Lautaro partito, come rivisto al VAR con la testa oltre la linea del penultimo difendente. Bravo nelle tempistica: attendere sempre in caso di dubbio la fine dell’azione se si può concludere in gol, alzare per manifestare la propria decisione ad azione terminata. Un fuorigioco clamoroso, veramente difficile da vedere ad occhio nudo, molto bene Cecconi allineatissimo. Un secondo anno CAN A che da qui ai prossimi anni vedremo tanto spesso impegnato in match di livello. 

-60’ proteste, più dei giornalisti di Sky che dei calciatori della Roma per un contatto tra Barella e Vertout a centrocampo. Per loro sarebbe stato da fischiare il fallo e addirittura ammonire Barella per la seconda volta e dunque espellerlo. Premettendo che per fare un secondo giallo il fallo deve essere sempre un fallo chiaro ed evidente, in questo caso è corretta anche la decisione di non fischiare fallo per la coerenza della soglia del fallo adottata a partire dal contatto Kolarov – Lautaro. Quantomeno non si può rimproverare a di Bello di non essere stato coerente in questo caso. (foto ©Luca Marelli)

-72’ Mano palese di Ibanez in barriera sulla punizione di Eriksen. È un errore che può sembrare relativo, anche perché la barriera non era nemmeno in aerea (e dunque il VAR non poteva intervenire), tuttavia è molto grave per Di Bello.
Premesso che nei calci di punizione l’arbitro cerca sempre di dare una priorità o alla barriera o ai contatti in area di rigore (a seconda chiaramente se si aspetta un tiro o un cross), per il semplice fatto che la barriera può oscurare la visuale dell’area di rigore, resta da capire se: 

  1. Di Bello non si aspettava il tiro di Eriksen e dunque non ha dato priorità alla barriera e dunque non ha visto proprio il contatto con la mano (errore più di lettura che di regolamento). 
  2. Di Bello ha valutato l’episodio concentrandosi sulla barriera ma incredibilmente non ha reputato falloso il contatto (il che sarebbe un vero errore di regolamento e dunque ben più grave). 

-85’ Rigore netto per l’Inter con Spinazzola che calcia negligentemente Moses anziché il pallone. (foto ©Errori Arbitrali). Un rigore facile che anche di Bello poteva vedere, e infatti ha visto, senza neanche l’ausilio della “moviola” di Guida, che si sarà forse fatto troppo influenzare dai ricordi del Processo del Lunedì di Aldo Biscardi (“Vogliamo la moviola in campo!!!”! cit.).