Repubblica – Nuovo stadio, ci siamo: no alla ristrutturazione. Progetto da 700 milioni, pronto per il 2022/23

Milan e Inter verso un nuovo stadio. Entro fine mese, come scrive oggi Repubblica, verrà presentata in Comune la domanda ufficiale per costruire il nuovo stadio. “Il gruppo di lavoro congiunto dei due club sta ultimando la compilazione dei documenti, comprensivi del progetto e dello sviluppo urbanistico di tutta l’area, in modo che la giunta possa arrivare al via libera definitivo per far partire i lavori entro la fine del prossimo campionato – si legge -. Secondo le informazioni raccolte, il costo previsto dovrebbe aggirarsi attorno ai 700 milioni, per uno stadio che sarà in parte realizzato sotto il livello stradale per limitare l’impatto visivo sul quartiere e i cui lavori dureranno almeno due anni e mezzo, per essere così pronto per il campionato 2022-23. E, comunque, più che in tempo per essere preso in considerazione per ospitare la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali del 2026 se saranno assegnate a Milano-Cortina“.

Non ci sarà quindi alcuna ristrutturazione dell’attuale impianto di San Siro. L’idea della ristrutturazione è stata bocciata, si legge ancora, per questioni logistiche ma anche economiche. “Dovendo giocare per molta parte dell’anno anche due volte a settimana, i tempi del cantiere sarebbero come minimo raddoppiati. Inoltre, per quattro anni lo stadio avrebbe avuto una capienza ridotta a non più di 40-45 mila spettatori, mentre Milan e Inter hanno appena dimostrato di poter tranquillamente reggere medie di 50 mila presenza per tutta la stagione. Non solo: nella parte finale dei lavori di ristrutturazione, non è escluso che i due club debbano giocare in trasferta“.

Previsti, nel nuovo progetto, “un’area in cui ospitare le sedi delle società, spazi commerciali e i rispettivi musei per i tifosi in visita”, mentre una parte del vecchio impianto potrebbe essere conservata “come simbolo del quartiere”. In più “Milan e Inter dovranno decidere se costituire una società che si occuperà di realizzare le nuove edificazioni, oppure se vendere i diritti del progetto una volta ottenuto il via libera del Comune. In quest’ultima ipotesi, i due club guadagnerebbero meno in prospettiva, ma si accollerebbero meno rischi imprenditoriali limitando gli impegni con le banche per finanziare la costruzione dello stadio“.