Che Inter potremmo vedere alla ripresa vol.3

Questo articolo fa parte di una serie di articoli di natura tattica legati alla ripresa del campionato, nella prima parte abbiamo parlato del modulo e dell’inserimento di Eriksen, mentre nella seconda parte abbiamo parlato di alcuni correttivi da attuare nel pressing e nelle scalate difensive

In un’intervista rilasciata all’emittente Cinese, di proprietà del gruppo Suning, PP Sport, Antonio Conte ha dichiarato che un aspetto positivo della pausa imposta dall’emergenza sanitaria è stato quello di aver avuto del tempo per rivedere i primi sette mesi del progetto tecnico, così da ripensare alle caratteristiche della rosa e analizzare gli aspetti negativi e quelli positivi. La pausa è stata dunque un’occasione per migliorare la squadra, attraverso lo studio di nuove varianti tattiche.

Nel nostro piccolo con questa serie di articoli abbiamo anche noi voluto analizzare alcune criticità del sistema di gioco, che certamente non saranno sfuggite al meticoloso lavoro del tecnico salentino e del suo staff. Con questo articolo chiudiamo questa analisi e ci proiettiamo con rinnovata fiducia ad assistere al termine della stagione.

Come aggirare gli accorgimenti avversari volti a limitare il regista

Uno dei giocatori centrali nel sistema di gioco dell’Inter è certamente Marcelo Brozovic, il croato a partire dal marzo 2018 ha acquistato sempre maggiore centralità all’interno del sistema di gioco nerazzurro e si è definitivamente imposto come uno dei migliori registi della Serie A. Il croato è un regista completo, in grado di organizzare la manovra, risultando molto bravo sia nella distribuzione nel gioco corto che nel gioco lungo, inoltre Brozovic dà un enorme contributo difensivo (basti pensare che nelle ultime due stagioni è il centrocampista con il maggior numero di Chilometri percorsi).

L’influenza che Brozovic ha nel sistema di gioco è molto grande, non è un caso che in quasi tutte le gare giocate dall’Inter è il giocatore col maggior numero di palloni toccati e di passaggi effettuati. In questa stagione Brozovic compone insieme ai 3 centrali il rombo di prima costruzione; questa disposizione in prima costruzione punta, attraverso un ragionato palleggio arretrato, ad attrarre la pressione avversaria, così da servire il croato alle spalle della prima linea di pressione. L’innesco di Brozovic è fondamentale per far arrivare il pallone nella metà campo avversaria così da aumentare la pericolosità dell’azione nerazzurra.

Nel contesto del campionato di Serie A, in cui ogni allenatore è sempre molto attento ad arginare lo sviluppo del gioco avversario, Marcelo Brozovic gode di molte attenzioni da parte dell’avversario di turno. Ogni avversario che affronta l’Inter cerca di individuare uno stratagemma per ridurre l’impatto del croato sulla partita.

Kulusevski francobolla Brozovic. La soluzione proposta da D’Aversa per limitare il croato consisteva nella marcatura a uomo di Kulusevski su Brozovic.

Di partita in partita possiamo assistere a vari accorgimenti: dalle gabbie di giocatori che cercano di schermare le linee di passaggio in direzione del 77 nerazzurro, a marcature a uomo dedicate sul croato o anche a giocatori pronti ad uscire in pressione sul croato per limitarne lo spazio e il tempo della giocata. Questi accorgimenti, soprattutto se ben eseguiti dai giocatori avversari hanno il pregio di limitare l’influenza di Brozovic sulla gara, ciò può rivelarsi problematico per la squadra, in quanto verrebbe a mancare il fulcro del gioco.

In una simile situazione, per supplire Brozovic, toccherà dunque ai tre centrali aumentare le rispettive responsabilità in costruzione, divenendo di fatto i registi della squadra. Ovviamente i centrali nerazzurri sono molto dotati tecnicamente, sono difensori che sanno trattare il pallone e soprattutto sono in grado anche di eseguire giocate aleatorie pur di riuscire a trovare il compagno alle spalle della linea di pressione.

Mappa dei passaggi progressivi (di almeno 15 metri) effettuati da Skriniar in questa stagione. Foto “Il Terzo Uomo”

In un simile contesto, il blocco degli avversari su Brozovic e la superiorità numerica garantita dalla difesa a 3 consente ai difensori nerazzurri di poter costruire il gioco non solo grazie ai passaggi, ma grazie alle conduzioni palla, attraverso cui attrarre la pressione avversaria e liberare spazio per le ricezioni dei compagni dietro le linee.

Nella semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, la squadra di Gattuso si è schierata con un 4-1-4-1 compatto e corto, in grado di coprire adeguatamente l’ampiezza senza concedere spazi nei corridoi interni. In particolare, Brozovic veniva controllato da Mertens, il quale cercava di occupare la linea di passaggio che veniva a crearsi in direzione di Brozovic quando i centrali erano in possesso palla. In quella gara il croato sarà il terzo giocatore dell’Inter per palloni toccati e passaggi effettuati, dietro a Bastoni e De Vrij. Quindi la limitazione subita da Brozovic in prima costruzione ha fatto si che i centrali di difesa fossero investiti di maggiori compiti di costruzione e sviluppo del gioco.

In un simile contesto tattico i centrali avrebbero potuto condurre palla per scardinare il blocco difensivo avversario, soprattutto nelle situazioni in cui nessun avversario usciva in pressione. Le conduzioni dei centrali avrebbero inevitabilmente chiamato i giocatori del Napoli ad uscire ed a creare spazi alle loro spalle. In generale la prudenza di alcune giocate dei centrali ha favorito la strategia del Napoli, soprattutto una volta che passato in vantaggio ha abbassato ulteriormente il proprio baricentro e serrato le linee.

Nei mesi di pausa Lo staff tecnico ha elaborato una soluzione alle limitazioni di Brozovic, senza chiedere ai centrali maggiori conduzioni palla, ma una semplice rotazione posizionale tale da eludere la pressione avversaria sul regista, favorita anche dal cambio di modulo. Col il 3-4-1-2 le punte sono chiamate ad occupare maggiormente i corridoi esterni, ciò ha favorito la creazione di una catena laterale così funzionante: l’abbassamento di uno dei mediani sulla linea difensiva, porta il terzo centrale ad agire largo occupando il corridoio laterale e portando l’esterno di riferimento ad accentrarsi; il movimento dell’esterno ad entrare dentro al campo è poi compensato, in un secondo momento, dal movimento della punta ad attaccare la profondità con un taglio interno esterno.

Foto “Ultimo Uomo”

In conclusione, la soluzione trovata dallo staff tecnico si è dimostrata fin da subito molto efficace e soprattutto estremamente funzionale al nuovo modulo adottato. Questo sviluppo sul corridoio esterno consente, inoltre, alla squadra si trovare con relativa facilità ricezioni in corridoi interni, come in occasione del goal di Lautaro contro la Sampdoria: lo scatto di Lukaku in fascia ha liberato spazio alla sovrapposizione interna di Candreva che è riuscito ad entrare in area ed a servire il Toro a centro area; un’azione veloce, verticale e fatta di pochi tocchi.

È sempre Calciomercato: dove si può intervenire? (a cura di Ugo Donato)

Parlare di calciomercato è sempre una cosa difficile, ma intrigante allo stesso tempo. Lo diventa ancora di più in questo periodo caratterizzato dallo stop causa Covid-19. La pandemia ha posticipato la fine dei principali tornei nazionali ed internazionali, escluse le eccezioni del campionato francese, belga e olandese. Lo spettro della crisi sul calciomercato sarà rilevante e probabilmente non vedremo più con tanta naturalezza sborsare cifre astronomiche per acquistare i cartellini dei giocatori, almeno nei momenti subito successivi alla crisi.

L’Inter si trova in una situazione particolare. Vediamo perché: la società ha da poco portato a termine la seconda cessione più remunerativa della sua storia, quella di Mauro Icardi al PSG per una cifra vicina ai 50 mln di euro più 8 di bonus. Una operazione solo cash, molto utile per il bilancio nerazzurro, nonostante un piccolo sconto concesso alla squadra parigina. Infatti, le cifre dell’operazione sono state riviste al ribasso: rispetto ai circa 70 mln di euro pattuiti l’anno scorso, la società nerazzurra ha applicato una riduzione del prezzo di circa il 17%. Vedremo col tempo, se questo diventerà un parametro generale a livello europeo in tempi di Covid-19, a cui tutti si rifaranno, oppure se rimarrà solo un gentlemen’s aggreement tra due società in rapporti di amicizia. Quindi, se in definitiva l’operazione Icardi si può comunque definire soddisfacente, allo stesso tempo ci sono altre situazioni più sfocate da cui potrebbe dipendere la disponibilità economica del club nelle prossime sessioni di mercato. Tanti sono i giocatori in prestito, il cui riscatto per alcuni, non è affatto scontato. Stiamo parlando di Perisic, Lazaro, Joao Mario e Dalbert, che se riscattati frutterebbero al club una cifra che si aggira intorno ai 70 mln di euro. C’è poi la situazione Radja Nainggolan, che tornerà sicuramente all’Inter come confermato recentemente ai microfoni di SkySport sia da Marotta che da Ausilio, ma di cui conosceremo il futuro più avanti. Fatta questa premessa generale adesso, possiamo vedere cosa si può fare per accrescere il valore della rosa.

Indubbiamente il reparto dove servirà maggiormente intervenire è quello formato dagli esterni di centrocampo. Fondamentali per il sistema di gioco di Conte, gli esterni che si sono susseguiti finora non hanno convinto a pieno. Il migliore è stato Candreva, autore di 2 goal e ben 5 assist in campionato, seguito poi da Ashley Young, autore di 1 goal e 1 assist. L’inglese infatti, ha avuto un buon impatto da quando è arrivato a gennaio. Negativa l’esperienza di Valentino Lazaro, ceduto in prestito a gennaio al Newcastle e poco convincente anche Biraghi, che nonostante il tanto spazio avuto a disposizione non ha saputo sfruttare a pieno le occasioni avute, non sembrando pronto per una squadra che punta a vincere lo scudetto, qual è l’Inter. Moses (l’altro arrivo del mercato di gennaio) ha ancora disputato troppe poche partite per poter esprimere un giudizio e non si sa quanto potrà incidere da qui alla fine vista la concorrenza di Candreva, vedremo. Non pervenuto Asamoah, assente per gran parte della stagione finora disputata, causa infortunio. Partiamo dal problema per provare a trovare una soluzione. L’Inter è una squadra che soffre gli spazi chiusi, soffre quando le squadre che affronta difendono basse e con ordine. Questo per una serie di motivi, uno dei quali è il seguente: l’Inter è una squadra che effettua pochi dribbling. Ha una media di 13.6 dribbling tentati a partita, di cui 8.5 riusciti. I numeri non sono male in termini assoluti, ma in termini relativi la squadra nerazzurra si colloca dietro alle big d’Europa, e anche dietro a Lazio, Atalanta e Juve le quali registrano un numero di dribbling riusciti a partita superiore (dati whoscored.com). Meno tentativi di dribbling rispetto alle squadre sopra citate si spiegano anche con l’assenza per gran parte della stagione di due giocatori tecnici che non hanno dei veri sostituti in rosa, quali sono Sanchez e Sensi. Sicuramente se questi due giocatori avessero avuto più continuità anche il gioco della squadra ne avrebbe beneficiato. Tornando al punto, come già detto l’Inter, non riesce a spezzare con facilità le linee avversarie quando sono basse e ordinate e soffre anche le fasi di pressing super aggressivo come successo a Dortmund (nel secondo tempo) e a Barcellona (sempre nel secondo tempo). E in questo senso gli esterni di cui dispone non danno una grossa mano. Tutti gli esterni in rosa non hanno nell’uno vs uno la loro migliore qualità. Sono esterni molto ordinati che non amano rompere gli schemi e che quasi mai tentano una giocata rischiosa. Difficilmente arrivano sul fondo per crossare, piuttosto preferiscono farlo da zone di campo più vicine alla trequarti, con il rischio però che la mole di cross effettuata perda di efficacia. Nello stesso tempo non dispongono di quella prepotenza fisica che potrebbe compensare una qualità tecnica ordinaria. Per Young l’Inter ha esercitato l’opzione di riscatto dal Manchester United, presumendo che Candreva venga riconfermato essendo stato il migliore nel ruolo e visti i riscatti di Biraghi e Moses abbastanza in bilico, l’Inter avrà bisogno di due rinforzi sulle fasce. L’intenzione di chi scrive non è quella di fare nomi, di quello si occupano (anche troppo) già i giornali, pertanto non ne saranno fatti. Certo è poco ma sicuro che l’Inter ha bisogno di esterni di centrocampo più abili nella gestione della palla, più disposti ad assumersi dei rischi e a tentare di creare superiorità numerica con le loro iniziative; così da poter offrire a Conte un’arma in più per rompere gli equilibri di partite bloccate o molto combattute.

Tabella riepilogativa delle principali voci statistiche degli esterni nerazzurri. Fonte dati Whoscored.com *dati aggiornati alla 26esima giornata

Un altro reparto dove probabilmente servirà intervenire è il centrocampo. Rispetto al discorso fatto sugli esterni, qui la situazione è più complessa. L’Inter dispone già di ottimi elementi, ma sembra ancora mancare qualcosa, in attesa della completa integrazione di Eriksen. Anche i rumors di mercato sembrano confermare come la squadra nerazzurra sia interessata a compiere almeno un’operazione in entrata, e in questo momento il nome “caldo” è quello di Sandro Tonali, centrocampista classe 2000 autore di 23 presenze in Serie A quest’anno con la maglia del Brescia. Marotta a La Gazzetta dello Sport, in un’intervista di qualche giorno fa, ha aperto alla possibile trattativa senza comunque sbilanciarsi troppo: “Tonali è più abbordabile, un’operazione che si può costruire in maniera migliore. Ed è un ragazzo che è ancora in fase di crescita”.

Vedremo come andrà a finire. In ogni caso all’Inter servirebbe un centrocampista in grado di fare più cose, adattarsi al ruolo di mezz’ala (se Conte continuerà con il 3-5-2) ma anche, e forse cosa più importante, dare la possibilità a Marcelo Brozovic di rifiatare. Il giocatore croato è il fulcro del gioco della Beneamata, ma il suo stile di gioco richiede un grosso dispendio di energie fisiche e mentali. Da due anni Brozovic è il giocatore che percorre più km in Serie A e anche in questa stagione è al momento primo in questa speciale classifica (12.5 km di media partita, fonte: Lega Serie A). Inoltre, da Brozovic passano gran parte delle azioni della squadra di Conte, il croato tocca moltissimi palloni e non sempre riesce a rimanere lucido. Per questo avere un giocatore che possa farlo rifiatare potrebbe essere una mossa vincente. D’altronde è impensabile pensare che Brozovic possa giocare 50 partite all’anno con il motore sempre al massimo dei giri.

Inoltre un giocatore abituato a giocare davanti la difesa potrebbe risultare utile anche in un eventuale scenario di cambio modulo (ad esempio 3-4-1-2), ipotesi che Conte sembra stia valutando già per la ripresa di questa stagione. Restano da verificare le posizioni di Vecino e Gagliardini: entrambi hanno mercato e uno dei due almeno, potrebbe essere sacrificato. Da valutare anche la situazione Borja Valero, vero sostituto di Brozovic in questa stagione, ma in scadenza di contratto e ormai in là con l’età. Una soluzione possibile potrebbe essere il reintegro a pieno regime di Nainggolan. E magari in quel caso sarebbe Sensi a dare riposo a Brozovic, quando necessario. Il centrocampista italiano ha ricoperto il ruolo di regista davanti la difesa sia al Sassuolo che al Cesena. Sembra improbabile però che Conte si privi di Sensi come mezz’ala, visto l’impatto che il centrocampista ha saputo avere in stagione, nonostante i numerosi problemi fisici. Vedremo cosa accadrà: il mercato è fatto anche e soprattutto di occasioni e opportunità da cogliere, e non sempre queste coincidono con i programmi di partenza. Anche il modo in cui l’Inter terminerà questa stagione influenzerà inevitabilmente le scelte future. Comunque vada sarà intrigante e interessante osservare il club meneghino affrontare la prima sessione di calciomercato ai tempi del Coronavirus.