Come esce l’Inter dal mese di Giugno

Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images

Continua questa nostra rubrica mensile che analizza l’andamento dell’Inter in questa stagione, qua potete trovare le puntate precedenti relative a Febbraio Gennaio, Dicembre, NovembreOttobre e Settembre/Agosto

Risultati del mese

Napoli-Inter 1-1 [Eriksen 2’, Mertens 41’] Semifinale Coppa Italia (ritorno)
Inter-Sampdoria 2-1 [Lukaku 10′, Lautaro 33′, Thorsby 52′] 25a Serie A *recupero*
Inter-Sassuolo 3-3 [Caputo 4′, Lukaku 41′ (R), Biraghi 45’+, Berardi 81′ (R), Borja Valero 86′, Magnani 89′] 27a Serie A
Parma-Inter 1-2 [Gervinho 15′, De Vrij 84′, Bastoni 87′] 28a Serie A

Giocatore del mese: Alessandro Bastoni (a cura di Milo Furlan)

Il nostro ambito premio per questa primo mese di Serie A post-Covid19 se lo porta a casa Bastoni, uno dei ragazzi più giovani in rosa (classe 1999), un giocatore su cui Conte ha dimostrato di puntare sin da subito, ma che difficilmente avremmo pensato potesse riuscire, durante la sua prima stagione in nerazzurro, a contendere il posto da titolare ad un veterano come Godin.

Infatti il difensore cremonese è sceso fin’ora in campo 14 volte in campionato, non male per quella che per molti ad agosto sarebbe dovuta essere la quarta o quinta scelta del pacchetto difensivo e tre di queste sono arrivate proprio nel mese di giugno, in due casi da titolare.

Contro la Sampdoria disputa un’ottima partita, diligente e talvolta propositiva in fase d’impostazione, arrivando addirittura a sovrapporsi sulla corsia di sinistra per provare ad andare sul fondo a crossare o provando ad occupare l’area nelle situazioni in cui la manovra si sviluppa sul lato opposto.
La prestazione è anche condita da 106 passaggi realizzati (miglior dato in stagione) con l’84,9% come percentuale di successo e da un passaggio chiave (ricordiamo che ne mette a segno 0,7 di media, dato notevole e che denota notevole personalità e visione di gioco).
È sfortunato sul gol di Thorsby, situazione in cui forse avrebbe potuto essere più reattivo ma l’azione è stata talmente rocambolesca che non ce la sentiamo di attribuirgli una colpa.

Meno bene con il Sassuolo, soffre l’asse Muldur-Berardi, complici anche le prestazioni a dir poco grigie dei suoi compagni di reparto e delle ali (prima Biraghi e poi Young) che concedono diversi 1vs1 tra lui e Berardi, soprattutto nel primo tempo; Bastoni annaspa, si acciglia, commette anche più falli rispetto al solito (e si porta a casa un’ammonizione), ma tutto sommato non affonda mai realmente, reggendo dignitosamente l’urto dell’offensiva neroverde.

Contro il Parma, invece, subentra ad una ventina di minuti dalla fine, sull’1-0 per gli emiliani, sin da subito si dimostra molto volenteroso proponendosi sulla fascia come un fluidificante e cercando di portare qualità all’impostazione della manovra. Viene così premiato con il gol della vittoria che arriva a 3 minuti dal novantesimo, in una situazione che denota tutta l’intraprendenza portata in campo nei minuti concessigli da Conte/Stellini. Sottolineo questo perché è evidentemente che il suo tap-in di testa fosse di elementare realizzazione e che il merito della rete vada ampiamente condiviso con Moses, autore di una straordinaria azione sulla corsia di destra, ma la sua caparbietà nell’andare a riampire l’area durante la discese dell’esterno nigeriano è indubbiamente da evidenziare, così come lo è quel bacio alla maglia che ogni tifoso avrà sicuramente notato e apprezzato.

 

Le 3 giocate più belle (a cura di Stefano Ferrero)

L’assist decisivo di Moses

La partita contro il Parma è forse tra le peggiori in stagione, almeno per 80 minuti. Conte, al 70’, ha fatto un doppio cambio che probabilmente vedremo spesso da qui fino a fine campionato: rotazione tra gli esterni. Al Tardini, il turno di entrare spetta a Young e Moses, i neoacquisti di Gennaio. L’inglese aveva inciso in negativo contro il Sassuolo, causando un rigore; il nigeriano ci ha aiutato a strappare i 3 punti contro i crociati.
Moses entra in area di rigore dopo aver dato un’occhiata alla zona dove crossare, il secondo palo. Punta l’avversario e sembra aver perso il tempo, quando si gira dando le spalle alla porta per proteggere il pallone. A memoria, a fiducia rispetto a quanto visto prima, effettua una torsione e riesce a mettere una palla delicata che cade sulla testa dello smarcatissimo Bastoni, che deve soltanto appoggiare in porta. Forse non una delle giocate migliori dell’anno, ma importantissima e soprattutto efficace. Insomma, quello che vorremmo vedere tutte le partite.

Skriniar 2×1

Da quando Conte è approdato all’Inter, il dibattito sul numero ideale di difensori da schierare si è fatto acceso come mai nella recente storia nerazzurra. Discussione che è destinata a non trovare un verdetto: ogni modulo ha i suoi pro e contro, ma l’importante è che i giocatori siano schierati secondo uno schema studiato per esaltarne le caratteristiche.
E nonostante dire che Skriniar faccia fatica a 3 sia diventato un luogo comune, questo concetto è ben lontano dalla verità che racconta il campo di gioco.
Come più spesso spiegato su questa pagina, il 37 nerazzurro dà il meglio di sé quando può uscire aggressivamente sull’avversario (anche a ridosso dell’area di rigore avversaria) rubandogli il tempo del dribbling. La difesa a 3 permette allo slovacco di rompere la linea difensiva (se accompagnato da dovute rotazioni) ed effettuare il contrasto con l’avversario con sicurezza.
Contro il Sassuolo possiamo notare l’efficacia del sistema difensivo: ben coperto da de Vrij, Skriniar può lasciare la posizione e affrontare un 1v1 con la solita perfetta postura, vincendolo in maniera pulita, contro il miglior dribblatore della Serie A. In due tocchi riesce a riconquistare il possesso e lanciare Lukaku a campo aperto con una palla deliziosa: transizione positiva perfetta.

Lampi de “El Niño Maravilla”

Quando pensiamo al nostro reparto offensivo, ci diciamo che manchi un terzo attaccante di livello: ci siamo dimenticati di Sanchez. Complici gli infortuni, non abbiamo mai potuto giudicare veramente il cileno, ma è innegabile che sia ancora capace di giocate di classe. Il rinforzo per il reparto offensivo, infatti, a patto che Alexis rimanga all’Inter, è un altro: serve un pivot, un giocatore su cui appoggiarsi in situazioni ostili. Il profilo che doveva essere Dzeko, insomma. Un uomo con queste caratteristiche manca nella scacchiera di Conte, ma Sanchez sta cercando di sopperire a ciò con la sua tecnica. Il cileno ha qualità che gli permettono di legare il gioco tra centrocampo e attacco e, se dovesse partire, lascerebbe comunque un buco all’interno della rosa.
La freddezza, l’intelligenza e la tecnica con cui effettua questo colpo di tacco per l’inserimento di Eriksen dimostrano che El Niño Maravilla può ancora dire la sua nel nostro calcio.

Goal del mese: Lukaku vs Sampdoria (1-0) (a cura di Milo Furlan)

Con oltre il doppio dei voti rispetto al secondo classificato, il gol di Lukaku si aggiudica il premio di goal più bello di Giugno.

L’azione si sviluppa dai piedi di Skriniar che, molto defilato sulla destra, quasi all’altezza della metà campo, vede il taglio interno-esterno, ad attaccare la profondità, di Lautaro Martinez e lo serve con un lancio lungo a scavalcare la linea di metà campo blucerchiata. L’argentino esegue un ottimo controllo a seguire, contrastato da Bereszyntski si porta all’altezza dell’angolo destro dell’area di rigore; a questo punto decide di aprire il famigerato terzo occhio e, intuisce che Lukaku avrebbe potuto, proseguire la corsa per infilarsi nello spazio che era venuto a crearsi tra le linee della Samp; Lautaro serve uno stupendo pallone di tacco. La lettura del toro si rivela ottima perché il pallone arriva perfettamente sulla corsa del centravanti belga che si trova così a poter attaccare l’area palla al piede, vedendosi però chiuso dallo stesso difensore polacco, che nel frattempo aveva lasciato Martinez per stringere in area, decide, dopo un primo controllo, di appoggiare la palla alla sua sinistra per l’accorrente Eriksen.
Il danese si trova così con la palla tra i piedi all’interno dell’area, potrebbe concludere in porta di sinistro o allargare ulteriormente la manovra su Young che nel frattempo si è lanciato in area come un treno, ma decide però di regalarci la seconda perla di questa azione (la prima era chiaramente il tacco di Lautaro) chiudendo di prima intenzione uno splendido triangolo con Lukaku che può così concludere ad una manciata di metri dalla porta facendo passare la palla sotto la pancia di Audero.

Ginocchio giù e pugno su per la nostra ariete, dopo 10 minuti dalla ripresa del campionato l’Inter è già in vantaggio.

 

Calendario del mese di luglio

Inter v Brescia mercoledì 1 luglio ore 19:30 (DAZN)| 29a Serie A
Inter v Bologna domenica 5 luglio ore 17:15 (DAZN)| 30a Serie A
Hellas Verona v Inter giovedì 9 luglio ore 21:45 (Sky)| 31a Serie A
Inter v Torino lunedì 13 luglio ore 21:45 (Sky)| 32a Serie A
Spal v Inter giovedì 16 luglio ore 21:45 (DAZN)| 33a Serie A
Roma v Inter domenica 19 luglio ore 21:45 (Sky)| 34a Serie A
Inter v Fiorentina mercoledì 22 luglio ore 21:45 (Sky)| 35a Serie A
Genoa v Inter *date, orari ed emittente ancora da comunicare| 36a Serie A
Inter v Napoli *date e orari da comunicare (Sky)| 37a Serie A