Conte: “Abbiamo il dovere di lottare fino alla fine. Nainggolan? Inutile parlarne”

Il nuovo anno nerazzurro si apre con la sfida casalinga contro il Crotone di Stroppa. Mister Conte in conferenza stampa presenta il match:

Che tipo di gara dobbiamo aspettarci?

“Ci dobbiamo aspettare una partita impegnativa come penso lo siano tutte nel campionato italiano. Affrontiamo una squadra galvanizzata dall’aver chiuso l’anno passato con una vittoria sul Parma. Bisognerà fare molta attenzione. Ripartire dopo le feste è sempre una grande incognita, ma sappiamo dell’importanza di continuare nella nostra serie positiva”.

Che aspettative ha per quest’anno e che messaggio vuole lanciare?

“Dobbiamo confermarci tra le squadre che devono provare a vincere. Non dobbiamo lanciare nessun messaggio, solo essere credibili”.

Al netto del mercato quest’Inter ha le qualità per giocarsela fino alla fine? Come è andato il vertice con il presidente?

“Abbiamo il dovere di credere, essendo nell’Inter, che dobbiamo lottare fino alla fine per il massimo. Sugli incontri con la società è giusto che rimangano privati e che ci sia rispetto nei confronti di tutti”.

Cosa significa essere a +9 sulla Juventus? Può spingere i giocatori a crederci?

“Quello che è emerso è che il campionato è equilibrato, ogni partita la devi sudare per vincere. Non ci sono gare facili. Alla fine emergeranno dei valori importanti come il lavoro, l’organizzazione. Cose che portano a primeggiare e vincere”.

Nainggolan ha detto di non aver avuto chance. Perché non ha funzionato?

“Inutile tornare su argomenti passati e giocatori che non fanno parte dell’Inter. Auguro a Radja le migliori fortune per la seconda parte di stagione e lo abbraccio con affetto”.

A Verona si è vista una variante del modulo. La squadra è arrivata al livello che voleva? Dove si può migliorare?

“Questa squadra, dopo un anno e mezzo di lavoro, si può permettere delle varianti anche a gara in corso. Le abbiamo utilizzate anche in altre situazioni, con Sanchez dietro le punte. L’importante è che i concetti base non subiscano variazioni perché durante la gara ci sono momenti in cui bisogna sparigliare. Sappiamo che abbiamo fatto qualcosa costruendolo su determinate basi che oggi sono conosciute da tutti i calciatori”.

Trapattoni nell’89 disse, a un certo punto, che era il momento di vincere. Quanto è importante che la squadra si convinca della sua forza? Cosa si aspetta a livello di mentalità?

“Colgo l’occasione per salutare mister Trapattoni che per me è stato un secondo padre. Faccio gli auguri di buon anno a lui e la famiglia. Trapattoni ha fatto cose importanti per l’Inter, non oso paragonarmi a lui perché stiamo parlando di un’icona che ha fatto la storia del calcio. Al tempo stesso spero di fare qualcosa di importante”.

Cosa può darvi in più Vidal nella posizione in cui ha giocato a Verona nel 3-4-3?

“Alla fine quando è entrato ha giocato nella stessa posizione. Cambia la situazione nella fase di non possesso, il Verona costruiva con tre difensorei e noi abbiamo portato la parità numerica prima con Perisic e poi con Arturo. Non è cambiato niente. La posizione di Arturo è quella di interno di centrocampo, è bravo nella fase di non possesso, è bravo nell’attaccare. Ha giocato nella sua posizione”.

Cosa chiede ai giocatori come ulteriore step di crescita?

“Io chiedo sempre tanto ai miei calciatori. Ogni giocatore, finché gioca ha la capacità di migliorare sempre. Questa è la mia richiesta, migliorarsi non solo tatticamente ma anche nella gestione in tutto. In campo e fuori. La mia richiesta è l’eccellenza, se si vuole fare qualcosa di straordinario bisogna fare qualcosa di straordinario”.