Conte: “Dobbiamo dare il massimo e uscire senza rimpianti. Hakimi? Ragazzo dalle grandi potenzialità”

Quinta giornata della fase a gironi della Champions League per l’Inter impegnata domani sera in casa del Borussia Moenchengladbach. Antonio Conte e Andrea Ranocchia parlano alla vigilia del fondamentale impegno europeo. Queste le parole del tecnico nerazzurro:

Cosa bisogna fare per non “sentire” la gara con il Borussia come è accaduto in quella contro il Real?

“Sono stati espressi tanti giudizi negativi per la gara contro il Real Madrid. Tanta gente ha parlato anche di partita in cui il Real ha fatto ciò che ha voluto. Dimenticando che al 30′ eravamo dieci contro undici e avevamo subito un rigore dopo 4′. Sfido chiunque ad essere bravi e cambiare. Come detto, sono rimasto soddisfatto dell’impegno in campo in inferiorità numerica, al tempo stesso quelle situazioni ce le siamo create noi e ci hanno penalizzato. Dobbiamo essere bravi a lavorare e migliorare per far sì che queste condizioni negative non si creino. La partita di domani è contro una buonissima squadra che sta facendo molto bene in Champions. Dovremo dare il massimo e uscire dal campo senza rimpianti”.

Non siete padroni del vostro destino. Quanta convinzione c’è di passare il turno?

“A inizio percorso eravamo arbitri del nostro destino, se non lo siamo più significa che siamo mancati in alcune situazioni. Detto questo l’unico modo per cercare di restare in vita è quello di vincere domani. Sappiamo che non sarà semplice, il Borussia ha dimostrato la sua forza. Al tempo stesso è un’occasione per noi per dare seguito a un percorso iniziato in Europa dove spesso e volentieri ti trovi a giocare partite dentro o fuori, importanti. C’è l’occasione per testare una volta di più queste situazioni”.

C’è una motivazione per le difficoltà di Hakimi?

“A me non piace parlare dei singoli, ma capisco che voi dobbiate fare il vostro lavoro. Andate a rileggere cosa ho detto a inizio stagione di Hakimi. A quello rimango. Ha delle grandi potenzialità ma deve lavorare tanto soprattutto in fase difensiva. Non dimentichiamo che in Italia ci sono pressioni e aspettative molto più alte rispetto ad altri campionati come quello tedesco o inglese dove c’è più ‘enjoy’. Qui c’è pressione. Il ragazzo deve continuare a lavorare, sapendo anche lui che qui ci sono aspettative e pressioni totalmente diverse rispetto alla Germania”.

L’Inter è stata spesso accusata di mancanza di equilibrio, a Sassuolo abbiamo visto una squadra diversa. Credi sia la formula giusta per questo momento del campionato?

“Continuo a ribadire un discorso molto semplice, che può essere recepito o meno. Ci siamo trovati dopo pochissimo tempo a dover fare partite ufficiali con calciatori che non erano con l’Inter, non hanno finito con l’Inter, come Hakimi, Kolarov, Vidal. Darmian aveva già giocato con me, così come Arturo erano più rodati da questo punto di vista. Abbiamo dovuto, in partite ufficiali, mettere calciatori che avevano bisogno di lavorare un bel po’ per capire determinate situazioni. Invece ci siamo ritrovati a buttarli nella mischia, con i rischi del caso. E’ inevitabile che in tutte le situazioni serve equilibrio, capendo le situazioni e i calciatori capendo che ci sono condizioni diverse rispetto al passato. A volte siamo riusciti a trovare il risultato, a volte meno. Penso che sia chiara la situazione”.

L’intervista a Ranocchia:

Il confronto di cui si è letto dopo il Real Madrid è stato determinante per vincere sabato?

“Noi analizziamo sempre le partite il giorno dopo, esaminando le cose positive e negative. Non credo ci siano stati punti di svolta, abbiamo fatto due ottime partite anche se quella col Real è stata molto condizionata dagli episodi, mentre col Sassuolo abbiamo ottenuto una bella vittoria che ci dà morale per la sfida di domani”.

Nella partita di andata vi siete complicati le cose da soli, cosa bisogna portarsi dietro da quella sera nel match di domani?

“Domani dovremo affrontare la partita come l’ultima di campionato, con spirito di gruppo e voglia di vincere. Sapendo di affrontare una squadra forte, con grandi individualità, ma essendo convinti di quello che stiamo costruendo e di avere solo l’obiettivo della vittoria. Non abbiamo altri risultati domani”.

Hai affrontato tante ere di Inter, c’è un modo per descrivere quella attuale?

“Quest’anno, con tutte le difficoltà del caso perché abbiamo finito il campionato il 21 agosto e il 26-27 agosto molti giocatori sono andati in Nazionale e hanno fatto tantissime partite, stiamo vivendo un periodo di grande crescita. Tra mille difficoltà siamo ancora in corsa per la qualificazione agli ottavi, possiamo ancora pensare di passare il turno e questo deve essere il nostro obiettivo nelle ultime due gare. In campionato siamo lassù, in qualche partita siamo mancati ma ci siamo. All’Inter quando le cose vanno bene si cerca sempre di buttarla giù e vedere gli aspetti negativi; quando invece le cose vanno male sembra tutto da buttare. Invece non è così, tutto va razionalizzato e letto nella giusta maniera. Siamo in corsa per tutti gli obiettivi, siamo a inizio stagione. Questo è quello che deve essere”.

All’Inter non ci sono mai mezze misure. Perché secondo te succede questo?

“Perché succeda non lo so, ma è sempre stato così. Questo magari perché nel 2010 l’Inter era abituata a vincere, ma ora sono passati dieci anni di non vittorie e quindi c’è da pensare che va cambiato il modo di ragionare da parte dei media che attaccano molto giocatori e allenatore. Adesso attaccate Hakimi, che però viene da un campionato diverso e deve ambientarsi. Ha qualità ma ogni giorno vedo caso Hakimi, ed è sbagliato. Nelle grandi squadre i giocatori non hanno tempo, ma spesso i giudizi e i pregiudizi sono affrettati, le cose vanno viste nel modo giusto. Qui ci sono tantissimi giocatori che possono fare bene, il campionato è lunghissimo e abbiamo anche avuto tanti problemi col Covid. Ci sarà spazio per tutti, spero che anche da parte dei media ci sia più razionalità”.