Conte: “Sanchez verrà valutato. Ai tifosi dico che daremo tutto per i nostri colori”

Dopo la sosta per le Nazionali, inizia per l’Inter un tour de force incessante con 7 partite in 23 giorni fino alla prossima pausa. E la prima è di lusso, contro il lanciatissimo Milan di Stefano Pioli. Tra rientri last minute dei Nazionali e assenze causa quarantena, Antonio Conte avrà il suo bel da fare per presentare una squadra il più competitiva possibile. Intanto, il tecnico salentino risponde alle domande dei giornalisti collegati con la Media Room del Suning Training Centre.

Che valore attribuisce a questa partita?
“Penso di dare una risposta abbastanza scontata. Cerchiamo di far bene in tutte le partite anche perché ogni vittoria vale tre punti. Sicuramente il derby porta delle difficoltà maggiori anche perché affrontiamo una squadra forte che sta facendo molto bene. Ha finito lo scorso anno in maniera importante e ha iniziato nel giusto modo. Così come contro la Lazio, affrontiamo una squadra forte. Vogliamo far bene e proseguire il percorso iniziato sapendo che domani ci saranno delle difficoltà”.

I nazionali hanno fatto molto bene. Cosa si aspetta da loro?
“La maggior parte sono rientrati ieri, gli ultimi Vidal e Sanchez dal Cile ieri sera. Se fai bene in Nazionale arrivi col morale più alto e la voglia nostra è cercare di metterci a disposizione, preparare bene la partita e sfruttare il morale di questi giocatori che sono tornati”.

Quanto è difficile preparare il derby in queste condizioni?
“Sicuramente, avessi potuto scegliere, avrei preferito avere almeno un giorno in più. Sappiamo benissimo che ci sono calendari nazionali e internazionali da rispettare e ci prepareremo di conseguenza. Prepareremo oggi la partita, non abbiamo altre vie. Cercheremo tra video-analisi e lavagna di accorciare un po’ l’allenamento che dovrà essere non tanto impegnativo e intenso visto che i giocatori sono tornati ieri e c’è gente che ha giocato la seconda o terza gara consecutiva due giorni fa”.

Alla fine del torneo crede ci sarà una sorta di riequlibrio anche delle situazioni legate al coronavirus?
“Penso che in un momento così bisogna essere bravi tutti nell’essere propositivi, accettare la situazione in essere perché deve accettarla lo sport ma anche in generale servirà grande disponibilità. Abbiamo passato un periodo molto duro e ce ne siamo dimenticati in fretta. Adesso sembra che stia ritornando di nuovo un periodo difficile per tutti. Secondo me sia a livello sportivo che di vita privata dobbiamo essere ancora più uniti per cercare di affrontare questa situazione nel migliore dei modi perché fermarsi sarebbe disastroso per tutti. Diventa inutile parlare di lamentele o altro tra chi è più o meno penalizzato o anche solo di favori arbitrali. Bisogna cercare di fare ognuno il massimo nel proprio ambito”.

Si aspetta di vedere tutto quanto acquisito dalla squadra in questo anno e mezzo, in questa emergenza?
“Siamo alla quarta gara, prove importanti ce ne saranno ancora tante. Mi aspetto sempre una crescita sotto tutti i punti di vista, soprattutto da quello della responsabilità. Sto cercando di lavorare molto sotto questo aspetto. Penso che questo sia importante per la crescita di tutto il gruppo e per fare un ulteriore step”.

Che notizie avete su Sanchez?
“E’ tornato con un affaticamente muscolare ieri sera alle dieci. Faremo delle valutazione oggi durante l’allenamento. Cercheremo di stare attenti anche perché abbiamo un ciclo di sette partite in cui giocheremo ogni tre giorni. Valuteremo col giocatore e ci prenderemo il giusto rischio. Voglio che i giocatori si responsabilizzino e quindi voglio che anche lui mi dica se può giocare o se preferisce aspettare la prossima”.

C’è una scelta precisa dietro al fatto di segnare molto e magari prendere qualche gol?
“Riprendo il discorso fatto quando ho parlato dei 113 gol fatti lo scorso anno. Il calcio cambia e penso che un calcio propositivo, di ritmo e pressione sia un po’ quello che viene fatto soprattutto in Italia e in Europa dalla maggior parte delle squadre. Ribadisco che è inevitabile che ognuno deve lavorare in base alla situazione e alle possibilità. Puoi professare quel che vuoi ma ti devi adeguare alla situazione perché se devi lottare per salvarti sai che quando giochi con squadre che hanno rose più forti dovrai adottare una strategia diversa rispetto a chi gioca ogni volta per vincere. Però penso che in Italia si sia alzato il livello e la voglia di confrontarsi a viso aperto, di portare pressione, di costruire e cercare soluzioni. Questo è molto importante perché lo stiamo portando anche all’estero”.

Le avversità devono spingere chi andrà in campo ad essere più battaglieri?
“Non penso che le difficoltà maggiori o minori di un periodo debbano abbassare o alzare la determinazione della squadra. Quella deve rimanere la stessa sempre: la voglia, la concentrazione, non deve cambiare assolutamente. Sono molto contento di quel che vedo nei miei calciatori, li ho sempre trovati qui all’Inter molto disposti ad affrontare allenamento e partita. Il risultato finale è spesso figlio di tante circostanze ma sono contento di quel che vedo”.

Che partita si aspetta da Hakimi ed Hernandez? Possono far male entrambi?
“Mi aspetto una partita tra due squadre: Inter e Milan. Dentro queste due squadre ci saranno elementi come Hakimi e Hernandez che sono interessanti e mettendosi a disposizione della squadra devono portare il proprio apporto. Stiamo parlando di due esterni micidiali in velocità e con ottima qualità”.

Come sta Sanchez? Ieri in Cile si diceva che non può giocare.
“Mi sembra di aver risposto. E’ stato visitato oggi dai dottori, faremo delle valutazioni durante l’allenamento sentendo la sua opinione e il feeling che ha col suo corpo. Poi prenderemo delle decisioni, ma oggi non escludo nulla”.

La difesa a tre è un dato di fatto, quali sono i suggerimenti agli esterni ai lati di De Vrij?
“Al di là di chi giochi in quella posizione, noi chiediamo al centrale di essere bravo in costruzione e di diventare un elemento aggiuntivo in fase offensiva. A volte inserendone uno e l’altro rimanendo indietro. Mi è capitato di avere calciatori che sono nati terzini e poi sono stati impostati in quella posizione, mi ricordo ad esempio Azpilicueta o adesso D’Ambrosio. Lo stesso Kolarov. Tante volte si pensa che la difesa a tre sia più difensiva e invece è più offensiva e tante squadre stanno utilizzando questa soluzione. Per me è un’evoluzione in avanti, poi dipende sempre da che tipo di situazione attui nella partita, se stai dietro a fare barricate o se vai avanti”.

Hai già deciso chi giocherà a centrocampo?
“Sicuramente ho meno problemi tra virgolette di altre volte, visto che ho a disposizione quattro giocatori. Domani sarà la prima partita di sette che ci vedranno protagonisti ogni tre giorni tra campionato e Champions. Per forza di cose, come ho detto e come ribadirò, ci saranno delle necessarie rotazioni. Sono molto tranquillo nel farlo. Magari domani partiremo con tre centrocampisti, mercoledì partiremo con altri e sabato con altri ancora. Tutti saranno protagonisti, sto lavorando con tutti affinché tutti capiscano quel che dobbiamo fare. L’Importante è che ci sia grande disponibilità, questa è la chiave della stagione. Disponibilità ad entrare e ad avere un buon impatto. Questo sarà importante anche in generale per la mia squadra”.

E’ stata data grande enfasi alle frasi recenti di Eriksen. E’ stata un’enfasi esagerata?
“Se all’Inter giochi poco o meno questo non lo so. Per me sta giocando il giusto. Io prendo delle decisioni per il bene della squadra, posso sbagliarle in toto, per nulla o a metà ma sono contento di quel che sta dando lui all’Inter, di come si è integrato. Penso che anche lui sia contento di lavorare con me e il mio staff e con questi compagni. Ci sarà spazio per lui e per tutti quanti, sarà una stagione lunga, difficile, estenuante. Basti pensare che domani avremo tre centrocampisti in campo e uno solo in panchina. Poi ne avremo un’altra mercoledì con il Borussia. Ripeto, devo fare delle scelte e penso che Eriksen abbia avuto il suo spazio e abbia dimostrato il suo “

Come vi state comportando con i giocatori positivi?
“Ci siamo organizzati cercando di monitorarli quotidianamente insieme allo staff, con i preparatori della parte fisica e atletica. Dal punto di vista tattico diventa difficile utilizzare il pallone o fare qualcosa. Cerchiamo di mantenerli con un minimo di condizione perché il problema non è tanto il fatto di essere colpiti dal virus, il problema è che sei a casa, hai difficoltà ad allenarti. Perdi la condizione e rispetto ai compagni devi rimetterti a posto. Il compito mio e dello staff è cercare quotidianamente tramite delle sedute, anche video, di far sì che il danno sia meno possibile dannoso”.

Quanto influirà l’assenza di pubblico?
“Non è bello, dispiace che non ci sia il pubblico. Si lavora tanto proprio per dare soddisfazioni al tifoso che viene allo stadio, che rinuncia a qualcosa nella vita privata pur di venire allo stadio. Mi spiace non ci sia questo scambio di emozioni tra chi gioca durante la partita e il nostro tifoso sugli spalti per incitarci ma ribadisco che dobbiamo essere quanto più collaborativi e propositivi per uscirne nel migliore dei modi. Cerchiamo di aiutare anche chi deve prendere delle decisioni. Per il resto ai nostri tifosi posso dire che nell’ultimo derby sono stati importanti per la rimonta da 0-2 a 4-2. Daremo sempre il massimo per la nostra maglia”.