Handanovic: “E’ un orgoglio indossare la fascia dell’Inter. I giocatori devono avere anche dei doveri, non ti è tutto permesso”

Alla vigilia di Inter-Lugano, il capitano Samir Handanovic  parla in conferenza stampa.

Queste le sue parole:

Come sta andando il ritiro? Ti ha stupito il lavoro di Conte, c’è un’aria diversa?
“Il ritiro procede come deve, c’è tanta fatica e tanto sudore. Si lavora tanto. Il mister non mi ha stupito perché sapevamo cosa si aspetta e conosciamo il suo curriculum. Eravamo preparati. Vedo i compagni motivati”.

Cosa speri che accada nella situazione di Icardi?
“La società è stata chiara, non c’è bisogno che aggiunga altro”.

Sentite che questa possa essere una stagione della svolta?
“Penso che il nostro percorso sia cominciato due anni fa con Spalletti. Ora abbiamo ottime basi su cui lavorare. Alla squadra pensa la società, abbiamo tanti giocatori motivati. Poi si vedrà”.

Negli anni in cui sei stato all’Inter c’è sempre stato un forte gap. Ritieni ci siano le possibilità di accorciarlo o annullarlo?
“In otto anni sono cambiate tre proprietà e tanti allenatori. Certe cose erano difficili. Questo gap deve però diminuire, dobbiamo giocarcela per il campionato italiano. Come ha detto il mister non dobbiamo porci limiti, sacrificarci e pensare in grande. L’estate è il momento delle chiacchiere. Ci deve essere spirito di sacrificio al primo posto e diventare una squadra”.

Come valuti l’impatto dei nuovi e cosa ti aspetti da Godin e Barella?
“Ci conosceremo meglio col tempo, in una settimana chiacchieri un po’ ma serve tempo. Servono le partite per conoscersi meglio”.

La partita di domani che importanza ha?
“Non ho mai sentito che una partita non è importante. Dobbiamo sempre giocare per vincere”.

Cosa significa quest’anno portare la fascia di capitano?
“Ho già risposto due-tre volte. E’ un orgoglio fare il capitano dell’Inter. Il mio atteggiamento da prima non cambia, il capitano è quello che si prende le responsabilità e che parla quando deve, cercando di essere giusto. Ci vogliono tanti capitani in squadra, non ne basta uno”.

Rispetto allo scorso anno, cosa c’è di diverso nello spogliatoio?
“In questi primi giorni di ritiro si respira un’aria di euforia ma come atteggiamento non è cambiato molto. Personalmente ripeto che vedo giocatori motivati”.

Dalla porta sembra l’Inter più forte in assoluto, avete questa sensazione?
“Lo vedremo nelle partite. Sulla carta siamo tutti forti, ma poi si comincia a giocare. Sicuramente la difesa deve essere un nostro punto di forza. Chi ha vinto in Italia ha sempre preso meno gol”.

Credi che questa Inter sia costruita per giocare a tre?
“Ci stiamo allenando a tre. Non c’è ancora Godin ma lavoriamo su questo”.

Che figura è per voi Oriali?
“Siamo contenti del suo ritorno. E’ una figura tra società e squadra, guarda tutto. E’ qui perché vogliamo tornare ad avere certi valori che negli anni si sono persi. I giocatori devono avere anche dei doveri, non pensare solo che se sei un grande giocatore ti è tutto permesso. Col suo ritorno possiamo migliorare molto”.

Sale sul palco Giuseppe Marotta con il presidente del Lugano, Angelo Renzetti.

Giuseppe Marotta: “Prendo la parola per i ringraziamenti, ci eravamo presentati qui per l’inizio della stagione e avevo colto un po’ di preoccupazione nel non riuscire ad accontentare l’Inter. Oggi invece siamo qui per ringraziare e chiudere il periodo di ritiro che è stato ottimo, sotto il punto di vista delle strutture, delle competenze e alla disponibilità umana dei semplici addetti. Questo connubio tra Inter e Lugano, rappresentata da Angelo Renzetti, è stata all’insegna dell’eccellenza. Quella di cui andiamo alla ricerca. Dietro questo connubio c’è anche uno spot positivo che deve essere riconosciuto, il fatto che due città come Lugano e Milano abbiano di nuovo dimostrato una grande qualità ed eccellenza in questo evento che testimonia grande cultura del lavoro. Da parte mia ringrazio tutte le autorità che ci hanno dato questa ospitalità e le strutture che si sono prodigate per poter realizzare al meglio l’evento, non ultimo il Casinò di Lugano che domani trova la massima disponibilità nel coronamento della Casinò Lugano Cup. Da ultimo ringrazio l’amico Angelo Renzetti, che conosco da tanti anni e che ha dimostrato di poter gestire la realtà calcistica di Lugano che oggi ha trovato una stabilità. Essere di nuovo in Europa League è un risultato prestigiosissimo e denotano il lavoro svolto. Siamo molto contenti di aver potuto lavorare con la qualità delle strutture che ci è stata offerta e auspico che la collaborazione possa proseguire durante la stagione, valorizzando i rispettivi settori giovanili e soprattutto ritrovandoci l’anno prossimo per consolidare il rapporto tra Lugano e Inter”.