INTER VAR REVIEW – 24° GIORNATA – LAZIO- INTER – ROCCHI

LAZIO – INTER h. 20.45 
ROCCHI
ALASSIO – COSTANZO 
IV: PASQUA  
VAR: MAZZOLENI 
AVAR: VIVENZI 

Il miglior arbitro della Serie A, Gianluca Rocchi è stato designato per il big match Lazio-Inter valevole per la ventiquattresima giornata di Serie A. Lo avevamo anticipato la settimana scorsa:per una sfida così importante poteva essere designato solo un “Top” assoluto, quindi o lui Orsato. Quest’ultimo, a questo punto sembra quasi scontato, dovrebbe dirigere il 1 marzo l’altro big match tra Juventus e Inter a Torino. 

Premessa importante: ho visto la partita dal settore ospitidell’Olimpico, quindi i singoli episodi ho dovuto rivederli successivamente in tv, ma allo stesso tempo ho potuto apprezzare tutti i quei dettagli della partita che sfuggono alle telecamere ma non agli occhi degli arbitri. 

Arriviamo subito al dunque: il rigore che Rocchi assegna alla Lazio per una spinta di De Vrij rientra perfettamente in quei casi in cui sta alla discrezionalità dell’arbitro valutarne la gravità e dunque la fallosità. Nulla può fare il VAR, perché il contatto, seppur lieve, c’è stato. Giusto il giallo, sarebbe stata eccessiva l’espulsione. Cosa si può dire di più? Peccato. Perché non si può parlare di torti o malafede, ma sicuramente di sfortuna: se dovessimo mostrare in un’ aula di Coverciano quest’ episodio ai21 arbitri di Serie A, non so quanti avrebbero assegnato il rigore. Sfortuna perché a causare il rigore è stato proprio De Vrij che è stato fischiato da tutto lo stadio dal 1’ all’ultimo minuto della partita.

La cosa mi ha impressionato di più del rigore, è che “vedendolo” dallo stadio ovviamente non sono riuscito a capire l’entità della spinta, ma ero convintissimo che assegnare il rigore fosse la decisione corretta, semplicemente per la reazione dei giocatori dell’Inter. Proteste leggerine, De Vrij che sembra prendersela più che altro con sé stesso, in diretta mi sono detto “vabbè neanche protestano più di tanto, sarà stato rigore netto”.

Cosa significa tuto questo? Che al netto di un rigore generoso, Rocchi ha dimostrato di essere un Top assoluto della categoria, grazie ad un controllo e un’ascendenza sui calciatori pari a quella di Orsato e seconda a nessuno. E la differenza tra un grande arbitro e un arbitro medio sta proprio in questo: Maresca e Calvarese hanno commesso meno errori nei singoli episodi, o perlomeno non hanno dovuto prendere decisione che cambiano l’esito della partita come un rigore contro sullo 0-1. Eppure le loro prestazioni nel complesso si sono rivelate inferiore, non tanto sul lato tecnico quanto su quello comportamentale, non dimostrando la stessa autorevolezza di Rocchi, che grazie alla sua esperienza èriuscito a costruirsi negli anni ul campo e fuori. Un’ autorevolezza che ultimamente sembra scarseggiare nelle nuove e neanche poi tanto, leve, il che è molto preoccupante per la classe arbitrale.D’altronde, piccola parentesi, sono rischi che si devono mettere in conto se si mantiene al comando per 12 lunghi anni la stessa persona. 

Venendo agli episodi clou del match: 

Rocchi è bravissimo a modulare la soglia del fallo e di conseguenza del giallo. Fino al gol dell’Inter la tiene altissima, lasciando spesso giocare sui contatti leggeri e risparmiando da una parte e dell’altra un paio di ammonizione. Con la rete dell’Inter e soprattutto il pareggio della Lazio, Rocchi è bravissimo (e non è scontato, i suoi colleghi ne prendano esempio) ad abbassare la soglia, fischiando di più e ammonendo subito ai primi falli provocati da un aumento di tensione della gara, come ad esempio quelli di Leiva e Luiz Felipe. 

È magistrale inoltre nella gestione delle proteste e nei rapporti con i calciatori (Manganiello vada a fare ripetizioni!), ponendosi sempre in un modo autorevole e mai autoritario. 

Nella prima frazione, al 7’ e al 23’ Leiva e alcuni suoi compagni, incluso Inzaghi, chiedono a gran voce un giallo per Lautaro prima e Candreva dopo. Rocchi è bravissimo a rispondere a tutti a muso duro e a fare il primo richiamo ufficiale a Simone Inzaghi (senza cartellino, molto più efficace del giallo di Calvarese a Conte in Inter- Napoli di Coppa). 

Il presunto rigore richiesto, con fare timido, dall’Inter al minuto 61’ per un contatto tra Luiz Felipe e Ashley Young in realtà non è da considerarsi falloso perché è netto che il difensore biancoceleste prenda prima il pallone (si era visto anche dalla curva opposta in diretta) che il piede. 

Al 78’ la sfortuna mette ancora i bastoni tra le ruote dell’Inter, quando Lautaro è colto in posizione di fuorigioco al momento di colpire di testa da due passi e insaccare il gol del pareggio su assist di Young. Peccato perché se l’esterno inglese avesse fatto 1 metro in più verso la linea di porta, a quel punto Lautaro si sarebbe trovato comunque solo, ma in posizione regolare, poiché dietro la linea del pallone*.

Nei minuti di recupero nell’area della Lazio doppia trattenuta, di Acerbi su De Vrij e Cataldi su Skriniar. Personalmente non sono mai dell’idea di fischiare questi rigori, ma in un concetto di equità tra le due squadre, se alla Lazio era stato dato quel rigore su Immobile, non sarebbe stato certo uno scandalo se all’Inter avessero assegnato questo.

In conclusione: l’Inter si può dire sfortunata negli episodi, ma non derubata o sfavorita. Non so quanti altri arbitri avrebbero fischiato quel rigore e non so nemmeno se Rocchi avesse arbitrato Inter Cagliari, avrebbe assegnato il rigore su Ashley Young (livello di gravità pressoché uguale a quello di questa sera). Con i se e con i ma nel calcio non si va da nessuna parte, così come con le teorie complottistiche e polemiche. Si deve ripartire dai dati e dalle analisi, e in quest’ottica 14 rigori in 24 giornate sono tanti, tantissimi. E tanti di questi sono stati decisivi, ergo se una squadra, la Lazio in questo caso, deve sempre aspettare un rigore per vincere una partita, è chiaro che quando, spero prima che poi, la fortuna gli girerà le spalle e non beneficerà più di un rigore una domenica si e l’altra pure, allora forse, finirà di vincere.

*L’occasione è ideale per spiegare bene la regola del fuorigioco: 

innanzitutto si basa su 3 condizioni:

-posizione del penultimo difendente

-posizione del pallone

-posizione geografica dell’attaccante oltre la linea mediana del campo.  

Negli anni inoltre sono stati introdotti i concetti di FG attivo e passivo. 

La discriminante sta: – nell’influenzare un avversario che sta per fare una giocata o nel caso di un portiere una parata (il difensore colpisce il pallone di testa per anticipare un attaccante in FG anche se questo non salta) (l’attaccante n posizione di FG allarga le gambe davanti al portiere per impedirgli la visione corretta del tiro) – trarre vantaggio dalla propria posizione (es: tiro di un centrocampista, respinta, l’attaccante tira e segna, gol annullato perché al momento del primo tiro era oltre la linea del FG. 

Retropassaggio giocata/deviazione: 

un attaccante che si trova in posizione geografica di FG può segnare una rete se riceve palla da un difendente che ha giocato volontariamente e quindi non semplicemente deviato un calciatore. (es facile: colpo di testa all’indietro per il portiere, attaccante ne approfitta arriva prima e segna).