INTER VAR RIVEW – SEMIFINALE DI COPPA ITALIA – CALVARESE

Per dirigere la semifinale di andata di Coppa Italia è stato designato Giampaolo Calvarese. Arbitro Teramano che in questa stagione ha diretto, tra le altre, la Supercoppa Italiana tra Lazio e Juventus e il derby Roma-Lazio. Una stagione la sua in forte ascesa, grazie alla fiducia che Rizzoli ha riposto in lui nonostante una carriera in Serie A che non l’ha mai visto brillare completamente, complice anche un lungo infortunio al tendine d’Achille. Una designazione tutto sommato coerente, considerando che si trattava di una gara di coppa e per giunta nel turno di andata. Una piccola chicca, vi spoilero già che la finale sarà arbitrata da un arbitro che a fine anno verrà dismesso per limiti di età.

INTER – NAPOLI Mercoledì 12/02 h. 20.45 
CALVARESE
RANGHETTI – LONGO 
IV: LA PENNA  
VAR: MARIANI  
AVAR: PAGANESSI 

La gara di Calvarese non parte bene è già dopo pochi minuti fa un errore che lo condizionerà per tutta la prestazione.

Dopo un contrasto tra Skriniar e un giocatore Napoli, questo rimane a terra, l’Inter butta fuori il pallone per permettere i soccorsi e con il pallone non più in gioco Calvarese, nell’incredulità generale, fischia, assegna il fallo per il Napoli e ammonisce Skriniar. Il motivo di tale gestione resta inspiegabile anche a noi. Ad ogni modo questa ammonizione peserà sulla partita di Skriniar, che sarà condizionato in tutti gli interventi per tutto il primo tempo, a tal punto che Conte opta per lasciarlo direttamente negli spogliatoi. Sembra assurdo, ma questo è il caso di come anche una semplice ammonizione può influire sull’andamento di una gara.

Da qui in poi la credibilità e l’autorevolezza di Calvarese vengono meno, pur non sbagliando nessun episodio in particolare, e quindi, se non per il caso Skriniar, non influendo sull’andamento della gara.

Il culmine di tale situazione lo si raggiunge alla metà del secondo tempo quando la rabbia di Conte esplode. Calvarese valuta bene un contatto tra Brozovic e Mertens assegnando la punizione al Napoli. Conte esplode esclamando “Calvarese ogni volta vieni a fare il fenomeno!”. L’arbitro lo ammonisce, il mister continua nella sua agitazione e viene richiamato ancora, anche dal 4° uomo ancora e calmato con difficoltà dai suoi collaboratori. Oggettivamente un’ammonizione sembra un po’ poco e l’espulsione non sarebbe stata la scelta sbagliata.

Analizzando invece gli episodi più nello specifico:

– intorno al 20’ del tempo c’è un “Silent Check” in area del Napoli per un presunto tocco di mano di Maksimovic, ma come dimostrano le immagini il pallone lo colpisce sul fianco. Giusto lasciar proseguire.

– tra il 26’ e il 43’ del 1t Calvarese si perde due ammonizioni (per due falli ben più gravi di quello di Skriniar), una per parte. Al 26’ è Demme a sgambettare Lautaro in contropiede, il giallo sarebbe stato giusto. Così come al 43’ quando Biraghi sgambetta con un calcio da dietro Elmas. In questi casi la mancata ammonizione mina la credibilità di un arbitro, soprattutto se ha deciso di ammonire un calciatore dopo soli due minuti per un fallo che era ben al di sotto del “giallo automatico”.

– al minuto 47’ è ancora il “Silent Check” del VAR ad essere protagonista, ma questa volta nell’area dell’Inter. C’è stato infatti un contatto tra il pallone e la mano di De Vrij. Come avrete notato dall’aumento de rigori fischiati in questo campionato di Serie A per falli di mano, quest’anno è stata rivisito il criterio di volontarietà. (Rimando al pezzo de “L’Ultimo Uomo”: “Mathias de Ligt e la regola dei falli di mano” per ulteriori spiegazioni). Ad ogni modo in questo caso il pallone colpisce De Vrij che sta correndo (posizione naturale) dopo essere stato parato da Padelli e rimbalzato sul terreno. Non sanzionarlo è stata la scelta giusta anche in questo caso perché per traiettoria del pallone e movimento del calciatore, era impossibili prevedere dove potesse andare a finire e dunque fare qualcosa per evitare il contatto, tanto più se si nota che De Vrij correva guardando dall’altra parte.

– Al minuto 51’ è “automatico” il giallo di Manolas su Lautaro che lo colpisce sul polpaccio in scivolata.

– Al minuto 60’ ancora proteste dell’Inter (tante proteste = poca credibilità) per un presunto rigore per un contatto tra Callejon e Biraghi. Il Napoletano saltando colpisce con una leggera gomitataal volto il calciatore interista, ma è da considerarsi un contatto di gioco regolare per intensità e dinamica dell’azione e dunque anche in questo caso la decisione è stata corretta.

– Altre proteste dell’Inter al minuto 62’ quando Lautaro viene colpito in scivolata dopo aver calciato. Anche in questo caso,corretta la decisione di non fischiare fallo poiché il contatto avviene dopo il calcio e dunque per inerzia dello stesso.

– Come accennavamo sopra giusto anche il fallo fischiato a Brozovic per una ginocchiata alla schiena di Mertens da cui nascono le proteste di Conte.

Giusto infine anche al 90’ non assegnare un rigore all’Inter per una spinta di Elmas su D’ambrosio, oggettivamente troppo leggera per essere considerata fallosa.

In conclusione: come accennato nelle prime righe, Calvarese, pur non sbagliando nessun episodio decisivo, ammonendo erroneamente Skriniar dopo pochi minuti, perde la fiducia e la considerazione da parte dei giocatori e dello staff dell’Inter. Non è bravo a gestirla, poiché in più occasioni, specie su Conte, avrebbe potuto dimostrare una maggiore autorevolezza. Una prestazione dunque da arbitro di medio livello, qual è sempre stato, che ogni qualvolta gli si presenta l’occasione per emergere, facendo gare di un livello superiore, dimostra di non saper mai tenerle fino in fondo.