Le pagelle di fine anno vol. 5 – Attaccanti

Arriva l’ultima parte delle pagelle di Linea Inter e questa volta tocca ai nostri 4 attaccanti. Questo reparto è riuscito ad essere indipendente nelle partite più difficili ma anche molto associativo nelle fasi in cui tutta la squadra riusciva a girare secondo i meccanismi tanto caratteristici di Conte.

Romelu Lukaku voto 8

Romelu Lukaku ha realizzato la sua 34ª rete stagionale: l’ultimo nerazzurro ad aver segnato altrettanti gol alla sua prima stagione con l’Inter fu Ronaldo nel 1997/98. Pantera. -OptaPaolo

Basterebbe questo dato per illustrare la stagione straripante dell’attaccante belga. Certamente non possiede la qualità del Fenomeno, ma tutti, squadra e tifosi, ci siamo fatti conquistare da Big Rom, leader in campo e fuori. Conte lo ha voluto fortemente per le sue caratteristiche, adatte alla sua idea di calcio codificato. Il belga è magistrale nel farsi trovare nell’half-space di destra dove, partendo largo, può progredire palla al piede e accentrarsi senza ammettere contrasti. Quante volte abbiamo visto difensori rimbalzargli addosso?

Col passare dei mesi ha anche sopperito alla mancanza della rosa interista di un pivot offensivo, quel giocatore capace di ricevere lanci lunghi e ripulirli e a cui affidarsi in caso di pressing avversario (quello che doveva essere Dzeko, insomma). Lukaku è stato in grado di adattarsi e a svolgere anche questo compito, senza però dargli costanza: il suo corpo è una macchina difficile da controllare, per questo Romelu ha alternato controlli deliziosi a tocchi, anche semplici, impacciati.

Lukaku ha concluso la Serie A con una media di 0.63 xG p90, meritandosi il bottino di 23 goal totali con una overperformance di 2.21: attaccante cinico, ma anche costante sottoporta per occasioni.
Ultima nota: il rendimento inferiore che apporta contro le “big” non è un fattore del singolo, ma di tutta la squadra. Diffidate quindi da chi lo accusa di sparire contro squadre più blasonate.
Insomma, pur non essendo perfetto, Lukaku è riuscito ad immergersi alla grande nei meccanismi nerazzurri sviluppando un’intesa non indifferente coi compagni e soprattutto con Lautaro, con cui ha spesso risolto intere partite.

Lautaro Martinez voto 7

Nonostante a inizio anno fosse considerato dai più un’incognita, noi vi avevamo già spiegato perché le nostre aspettative fossero alte.
Forse complice anche la scarsa concorrenza (infortuni per Sanchez, gioventù per Esposito), Lautaro si è trovato a giocare quasi tutte le partite da titolare, consolidando i meccanismi tra le punte tipici delle squadre contiane.  Grazie all’elevato minutaggio, Lautaro è riuscito a migliorarsi avvicinandosi all’idea di attaccante completo che tutti bramano (soprattutto a Barcellona). Fisicità, controllo, dribbling e tiro: il toro eccelle in tutti i fondamentali, mostrando sporadicamente anche colpi da fuoriclasse.

Non stiamo ancora parlando di un giocatore maturo, in quanto ha molta strada da fare nel decision making e, soprattutto, nella finalizzazione. Infatti, ha concluso la Serie A mettendo a referto 14 goal; però, le statistiche segnano la realizzazione di 15.72 xG stagionali. Una underperformance 1.72 expected goals che potrà sembrare irrilevante ma, per un attaccante, è un dato sicuramente negativo.
Nel complesso, però, la stagione di Lautaro deve considerarsi positiva. Come abbiamo già detto, lui e Lukaku hanno spesso preso in mano la squadra, diventando un reparto affiatato a cui i compagni si sono affidati in più partite.
All’interno dell’annata, però, ci son state delle fasi in cui il toro non è sembrato in condizione mentale, scomparendo dal campo e divorandosi goal facili per uno come lui. Per fare un ulteriore salto di qualità dovrebbe trovare più continuità nella qualità delle sue prestazioni, magari entrando più spesso nel vivo del gioco e aumentando la densità delle sue azioni di pressing difensivo.
Per caratteristiche rimane congeniale al suo allenatore e, per il prossimo anno, non possiamo che augurarci che Lautaro alzi ulteriormente l’asticella.

Alexis Sanchez voto 6.5

Gran parte del voto assegnatogli l’ha guadagnato nel post lockdown, dove è emerso tutto il talento del cileno. Concludendo l’annata con ben 9 assist (8 in Serie A, 1 un Champions League) nonostante abbia passato gran parte della stagione in infermeria, è difficile valutare negativamente l’approdo di Sanchez all’Inter. Infatti, questi mesi sono bastati a convincere la dirigenza a non privarsi del giocatore.

El Nino Maravilla si è rivelato un elemento unico all’interno della rosa nerazzurra, garantendo dribbling con continuità (2.7 p90 in stagione, dato WhoScored) e in grado di legare perfettamente il gioco, mostrandosi a suo agio con tutti i compagni. Sia con Lautaro che con Lukaku, infatti, è sempre riuscito a combinare, spesso fornendo passaggi chiave (3.28 p90 in Serie A, dato Understat).

La sottile linea tra Key Pass e assist.

Alle volte, però, Sanchez non è sembrato in condizione fisica tanto da toccare pochi palloni e sbagliando più di quanto ci si aspetterebbe da un giocatore della sua caratura. Anche lui, infatti, registra una leggera underperformance: conclude il campionato con 4 goal contro i 4.83 creati.

Nel prossimo anno riesca a trovare più continuità, sia nel minutaggio che nelle prestazioni. L’Inter ha bisogno di lui per poter fare un ulteriore step in avanti.

Sebastiano Esposito SV

Il baby talento nerazzurro (18 anni compiuti a Luglio) ha militato tutta la stagione in prima squadra, ricoprendo di fatto il ruolo di quarto attaccante nella rosa nerazzurra. Il suo apporto è stato pressoché nullo: Esposito ha giocato poco più di 300 minuti mettendo a referto 1 solo goal (su rigore, contro il Genoa). Ovviamente è ancora troppo presto per esprimere giudizi, ma l’impressione che ha dato il ragazzo è abbastanza positiva: ha coraggio e buoni spunta ma manca di freddezza sotto porta.

Di sicuro tutto il più grande problema è l’esperienza: è difficile trovare spazio in questa Inter, anche per un talento cristallino come Esposito.