Un tuffo nel passato nerazzurro – vol. 4: Youri Djorkaeff, il serpente giusto per il Biscione

Youri Djorkaeff dopo la rovesciata storica alla Roma

Se si parla di classe sopraffina e genio (dal punto di vista calcistico), non si può non parlare di Youri Djorkaeff. Non un gigante in mezzo al campo l’ex numero 6 nerazzurro, ma un mix perfetto di qualità, sostanza e imprevedibilità con colpi da campione.

Le origini del Serpente e l’approdo all’Inter

Youri Djorkaeff nasce a Lione il 9 marzo del 1968 e acquisisce di diritto la cittadinanza francese. Le sue origini però, sono di ben tre etnie diverse: polacche, armene e cosacche. Youri inizia la sua carriera calcistica nelle serie inferiori francesi con un solo obiettivo in testa, quello di far meglio di suo padre Jean, ex calciatore della Ligue 1 ed ex capitano della Francia.

Il calcio per me è un riscatto sociale. Ho onorato mio padre diventando più forte di lui

Un giovanissimo Youri Djorkaeff con la maglia del Grenoble

Dunque comincia a muovere i primi passi nel calcio che conta iniziando nel Grenoble Foot con cui disputò sei campionati dal 1984 al 1989 (cinque in seconda serie ed uno in terza) con una stagione giocata nello Strasburgo (1989-1990, in cui segnò 21 gol). All’inizio dell’ultimo decimo di secolo, il Monaco bussa alla porta della squadra del Basso Reno e porta Djorkaeff nel principato.

Youri Djorkaeff con la maglia del Monaco

Qui, sotto la guida di un giovane Arsene Wenger, Djorkaeff esplode e comincia a macinare prestazioni su prestazioni. A Monaco però, a Youri verrà affibbiato anche il soprannome di “Snake“, serpente in inglese, per la sua disposizione in campo. The Snake è infatti identificato né come un 9 né come un 10, è classificato come un 9 1/2. La motivazione sta tutta nelle sue caratteristiche come giocatore: fantasia e geometrie da vendere ma anche tanta propensione al gol.

Al Monaco Djorkaeff conquista una Coppa di Francia diventando addirittura capocannoniere della Ligue 1 nel 1994 con 20 reti. Nella stagione ’95-’96 passa invece al Paris Saint Germain dove vince una Coppa delle Coppe e andando a segno 13 volte in 35 partite. Nell’estate del ’96 arriva infine la chiamata che farà sbarcare the Snake in Serie A. L’Inter di Massimo Moratti mette sul piatto 7,5 miliardi di lire e si appropria delle prestazioni del talentuoso francese.

La prima ottima stagione in nerazzurro

La prima annata all’Inter è ottima: terzo posto in campionato e Coppa Uefa sfumata solo in finale dove i nerazzurri persero con lo Shalke 04 ai rigori per via degli errori di Ivan Zamorano e Aron Winter. In quella stagione, Djorkaeff conquistò subito i cuori dei tifosi nerazzurri con una rovesciata leggendaria contro la Roma il 5 gennaio del 1997. Sicuramente uno dei gol più belli della storia dell’Inter che fu utilizzata anche come immagine copertina per gli abbonamenti della stagione successiva.

La rovesciata di Youri Djorkaeff usata dall’Inter come immagine per gli abbonamenti della stagione ’97/’98
La convivenza difficile con i fenomeni del calcio

La stagione successiva, l’Inter migliora le sue prestazioni arrivando seconda in campionato e conquistando la Coppa Uefa in finale contro la Lazio in quel Parco dei Principi che permise a Djorkaeff di conquistare l’Inter ai tempi del PSG. In quella stagione però, cominciarono i primi problemi per lo Snake.

Nell’estate del ’97 infatti a Milano e alla Scala del Calcio, era sbarcato un certo Ronaldo Luis Nazario da Lima, O Fenomeno. La convivenza tra due giocatori simili tra loro, senza una dislocazione in campo fissa e tanta libertà che fanno dell’istinto la loro arma principale, è stata difficile. A subirne di più, ovviamente, Djorkaeff. Gigi Simoni però, dal canto suo, dichiarerà di essere innamorato di Youri ma di non poter fare a meno di Ronaldo. E chi lo avrebbe fatto? Al termine di quella stagione, nell’estate del ’98, Youri vincerà anche con la sua nazionale la Coppa del Mondo sconfiggendo in finale proprio il Brasile del Fenomeno.

Youri Djorkaeff e Ronaldo durante i mondiali di France 98

L’ultimo anno in nerazzurro sarà tutt’altro che esaltante con l’Inter che chiuderà il campionato all’ottavo posto in classifica con Youri sofferente dell’arrivo anche di un altro fenomeno della Serie A, Roberto Baggio. La troppa concorrenza e il poco impiego costrinsero Youri a cambiare aria andando a chiudere la carriera in Germania prima, Inghilterra poi e America come ultima tappa.

Le capacità di Djorkaeff non sono mai state messe in discussione. Una carriera costellata di successi e ottime prestazioni. Forse, arrivato all’Inter nella fase calante della sua esperienza calcistica. Ma nonostante questo, lo Snake è stato amato da tutti i tifosi del Biscione per la sua qualità cristallina e le sue giocate in quella posizione di 9 1/2. E quel lampo, quell’elevazione come un airone nel cielo di San Siro, rimarrà uno dei quei gol più belli mai ammirati alla Scala del Calcio.

Youri Raffi Djorkaeff, il giocatore mezzo attaccante e mezzo trequartista.

23 anni, quasi 24. Giornalista pubblicista laureato in Scienze della Comunicazione, coltivo da sempre la passione per lo sport e per le sue emozioni. Scrivo per LineaInter per l'amore che ho verso i colori nero e azzurro.