Pregi e difetti dell’Inter di Conte : punto statistico dopo 1/3 di campionato

Attualmente l’Inter occupa la seconda posizione in campionato a -1 dalla Juventus con ben 34 punti conquistati sui 39 a disposizione, con la sola e dolorosa sconfitta proprio nello scontro diretto contro la Juve a San Siro. Mentre se il percorso in campionato è stato netto non si può dire altrettanto di quello in Champions League dove l’Inter per il secondo anno di fila ha dovuto fare i conti con un girone di ferro e ora si trova con un piede e mezzo fuori dalla competizione. La squadra nerazzurra infatti è costretta a vincere per qualificarsi nelle ultime due partite rimanenti, a Praga contro lo Slavia e a San Siro contro il Barcellona.
Dopo una finestra di mercato tormentata ma redditizia l’Inter ha visto rinforzare la rosa in tutti i reparti con gli acquisti di Godin a parametro 0, il ritorno di Bastoni dal prestito, gli acquisti a centrocampo di Sensi e Barella e dei tornanti Biraghi e Lazaro e infine la punta di diamante Romelu Lukaku dopo una lunga ed estenuante trattativa. Questi acquisti però hanno fatto da contraltare alle cessioni di diversi giocatori importanti della scorsa stagione quali Icardi, Perisic e Nainggolan che per motivi comportamentali o tattici non sono stati ritenuti consoni al progetto, per via di quei principi di coesione di squadra tanto cari a Conte. Come si sono inseriti i nuovi acquisti e le vecchie pedine nello scacchiere di Conte ? Andiamo ad analizzare reparto per reparto i maggiori cambiamenti che hanno dovuto sostenere i giocatori dell’inter schierati con il modulo 3-5-2. Per l’analisi statistica dei dati mi sono affidato al sito Whoscored.

 

  • Porta

Photo by Claudio Villa Getty Images
                         

Alla voce portiere risponde soltanto Samir Handanovic visto che finora ha giocato tutte le partite a disposizione subendo 12 gol nelle 13 partite di Campionato e 6 gol nelle 4 partite di Champions. In generale ha mostrato la solita sicurezza tra i pali e in alcune circostanze ha dovuto reggere il fortino più di quanto ci si aspettasse con quella difesa. Dal punto di vista della partecipazione alla manovra dal basso sta continuando il percorso intrapreso da Spalletti 2 anni prima fungendo sempre da perno inferiore del rombo che si viene a creare con i 3 difensori centrali. Di media quest’anno effettua 24 passaggi a partita con l’82% di precisione in campionato, questo dato si alza ulteriormente in Champions con 30 passaggi a partita con l’84% di precisione ( favorito dalla pressione maggiore e più alta delle squadre avversarie). In sintesi il suo stile di gioco non è cambiato dall’ultima versione dell’Inter di Spalletti e sia tra i pali che in fase di possesso si sta confermando una colonna portante della squadra.

 

  • Difesa

Il reparto che a detta di tutti doveva essere il punto fermo della squadra ha avuto un buon inizio di stagione, offuscato solo da qualche amnesia o problema di “sistema”. Il giocatore che senza ombra di dubbio ha beneficiato maggiormente dell’arrivo di Conte è stato Stefan De Vrij vero leader tecnico del reparto arretrato. Sgravato dai compiti di marcatura a uomo classici delle difese a 4 ha potuto lavorare su quelli che sono i suoi principali pregi come le letture di gioco (gli intercetti sono aumentati da 0,9 a 1,3 a partita) e l’impostazione da dietro arrivata ad un livello di elite. Di media effettua 53 passaggi a partita con una precisione del 93%, di cui sono compresi quasi 2 passaggi lunghi a partita, per lo più cambi di gioco. Skriniar e Godin invece hanno avuto bisogno di un graduale adattamento a quelli che sono i ritmi e la gestione della difesa a 3 . Se per il primo la fiducia di Conte non è mai mancata, vista la presenza in campo in tutte e 13 le partite di Campionato (unico assieme ad Handanovic e Brozovic). Lo stesso non si può dire di Godin che si è visto alternare con il più giovane Bastoni. Quest’ultimo nonostante la giovane età è stato per adesso il primo cambio della difesa a 3 di Conte e inoltre è l’unico difensore mancino in rosa. Nonostante non possa vantare la stessa efficacia in marcatura di gente del calibro di Godin e Skriniar, ha saputo farsi valere soprattutto grazie alle sue abilità palla al piede che gli sono valsi 1,2 passaggi chiave a partita, ovvero quei passaggi che consentono di superare linee di pressione e che permettono alla manovra di acquisire pericolosità, De Vrij per intenderci ne effettua “solo” 0,8 a partita. In questo particolare fondamentale si è rivelato particolarmente indietro Godin, che tra i difensori è quello che ha la peggiore percentuale di passaggi riusciti e anche il maggior numero di lanci effettuati. Per questo finora è forse il giocatore che ha convinto leggermente meno nel reparto arretrato anche se i suoi numeri difensivi si sono confermati all’altezza del suo nome.

 

  • Tornanti

foto IPP/osport Nanchino 24-07-2019

Cominciamo ad analizzare il centrocampo dell’Inter partendo da un ruolo tanto caro a Conte ovvero quello dei tornanti del 3-5-2, posizione occupata finora da 5 giocatori:  Asamoah, Candreva, Biraghi, D’Ambrosio e Lazaro. I primi due sono quelli che finora hanno giocato avuto il maggior minutaggio, rispettivamente come tornante di sx e di dx. Il recupero psico-fisico di Antonio Conte nei confronti Candreva è qualcosa di incredibile soprattutto se si pensa all’ultima stagione ,a dir poco disastrosa, dell’esterno italiano. Mentre per quanto riguarda Asamoah, nonostante qualche acciacco di troppo è riuscito a dare solidità grazie al suo apporto concreto alla squadra. Il loro lavoro sporco è molto prezioso per la compattezza della squadra in fase difensiva e per dare ampiezza alla manovra dell’Inter. Il loro problema principale è che entrambi non si trovano proprio nel prime della carriera e nonostante il loro apporto prezioso in fase difensiva, difficilmente riescono a dare supporto alla fase offensiva in maniera soddisfacente o imprevedibile. Candreva nonostante l’inizio di stagione ottimo condito da 2 goal e 1 assist, rimane un giocatore monotematico ed effettua appena 0.1 dribbling a partita, mentre l’apporto di Asamoah si è limitato ad un assist nelle 7 partite disputate. Rispettivamente accumulano 1,6 passaggi chiave a partita il ghanese e 1,9 l’italiano, numeri buoni ma decisamente migliorabili dato l’elevato volume di gioco dell’Inter sulle fasce. Non a caso quando nelle ultime partite Lazaro è cominciato ad entrare nelle rotazioni, è riuscito ad accumulare 2,3 passaggi chiave a partita influenzati ovviamente dalle sue spiccate doti offensive sia in velocità che nel dribbling, a cui fanno però da contraltare alcune amnesie in fase difensiva che finora ne hanno limitato l’impiego. Per quanto riguarda D’Ambrosio, il suo apporto nel ruolo ha avuto benefici soprattutto dal punto di vista difensivo e di esperienza, non a caso è stato schierato anche come difensore nei 3 dietro. Infine per quanto riguarda Biraghi non è ancora riuscito a dimostrarsi una riserva affidabile nonostante diverse chance di giocare visti i problemi fisici di Asamoah, finora il suo sinistro nei cross e nei calci piazzati si è rivelato l’unica nota positiva delle sue prestazioni tendenti al mediocre.

 

  • Centrocampo

(Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

Il centrocampo dell’Inter è stato sicuramente croce e delizia di questa prima parte della stagione ma procediamo per gradi. I nuovi arrivati Sensi e Barella si sono aggiunti ai già noti Brozovic, Vecino, Gagliardini e Borja Valero. Se fin dal principio Sensi è riuscito a conquistarsi un posto da titolare con un pre-campionato entusiasmante. Così non è stato per Barella che aggregatosi al gruppo in ritardo, a causa dell’Europeo Under 21, ha dovuto faticare per rimettersi al pari dei compagni dal punto di vista della condizione fisica. Sensi è riuscito ad avere una centralità importante nella formazione di Conte soprattutto grazie alle sue caratteristiche tecniche, infatti nella rosa dell’inter l’unica altra mezzala di possesso era Borja Valero, poco considerato per via del suo declino atletico. Sensi riusciva a dare una mano nella costruzione a Brozovic e rendeva il gioco dell’inter decisamente più dinamico andando ad occupare l’Half Space di sx e fornendo costantemente una linea di passaggio per i compagni. Dopo l’infortunio subito da quest’ultimo è cominciata progressivamente la scalata di Barella trascinatore nelle ultime partite dell’Inter e della nazionale. Nonostante questo il gioco dell’Inter ha continuato a latitare fondamentalmente per due motivi: la condizione fisica di Brozovic resa via via più precaria dalle numerose partite consecutive giocate e dall’assenza in rosa di un giocatore che potesse sostituire Sensi dal punto di vista tecnico. Infatti nelle ultime giornate si sono alternati Vecino e Gagliardini per sostituire il giovane centrocampista marchigiano con risultati abbastanza scadenti, soprattutto dal punto di vista della costruzione della manovra e in fase di rifinitura. Dal punto di vista statistico è abbastanza netta la differenza tra questi giocatori. Per quanto riguarda i  passaggi chiave infatti siamo passati dagli 1,9 a partita di Sensi agli 1 e 0,8 di Gagliardini e Vecino. Anche nell volume di gioco abbiamo una netta distinzione tra i 44 passaggi a partita di Sensi con l’87% di precisione ai 19 passaggi di Vecino con l’80% di riuscita. A ciò va aggiunto che lo stesso Barella, pur essendo dotato di una discreta tecnica, è un giocatore molto verticale e poco propenso al palleggio (1,2 key pass) ed è senza dubbio una mezzala di inserimento più che di possesso. Per questo la manovra dell’Inter nelle ultime partite è stata abbastanza prevedibile ed è riuscita a sopravvivere grazie soprattutto alle giocate individuali. In alcuni casi invece non sono bastate le prestazioni individuali e il miglior gioco degli avversari ha avuto la meglio come nel caso della sconfitta di Dortmund con sfogo post gara di Conte.

 

  • Attacco

Uno dei marchi ineluttabili del gioco di Conte è l’attacco a due punte formato da interscambi di posizione, gioco di veli e improvvisi attacchi della profondità oltre che da un energico pressing in fase difensiva. La coppia d’attacco è quella formata dal nuovo acquisto Romelu Lukaku e dall’Argentino Lautaro Martinez. Se dal punto di vista realizzativo la stagione di entrambi risulta essere più che eccellente ( 10 goal il primo, 9 il secondo di cui 3 in Champions) dal punto di vista delle prestazioni entrambi hanno avuto un inizio a rilento per poi aumentare notevolmente il livello delle loro performance. Lukaku è un giocatore atipico e nonostante la stazza non ama giocare spalle alla porta, non difende bene la palla e non ha un gran scelta della giocata. Nonostante questo è riuscito a far valere i propri pregi come la finalizzazione con entrambi i piedi e la potenza fisica decisamente fuori scala per la Serie A, il tutto condito da un’estrema generosità nelle due fasi di gioco sia con la palla che senza. Lautaro invece è un giocatore molto più istintivo e quindi anche molto più incline alla giocata ad effetto ma anche all’errore, in serie A infatti ha segnato “solo” 6 reti nonostante le oltre 4 conclusioni tentate a partita, Lukaku ne effettua poco più di 3. Lautaro può decisamente migliorare nelle scelte e nella freddezza sotto porta ma tolti questi difetti risulta davvero incastrato alla perfezione nel sistema a due punte di Conte. Gli altri attaccanti hanno avuto poca fortuna, Sanchez non appena aveva cominciato ad entrare nelle rotazioni ha subito un brutto infortunio che lo terrà ai box fino all’anno nuovo. Politano invece non è mai stato considerato una prima scelta da Conte ma più un giocatore da subentro nei finali di gara per spezzare il ritmo degli avversari. Questo perché a differenza degli altri attaccanti il suo ruolo è quello di seconda punta atipica che spesso cerca l’esterno del campo per ricevere palla. Questa situazione di difficoltà ha aperto le porte della prima squadra a un giovane di 17 anni di origine campane, Sebastiano Esposito. Il giovane ha fatto il suo esordio in Champions nella cruciale sfida contro il Borussia Dortmund conquistandosi pure un calcio di rigore, quello che impressiona di questo ragazzo è la sua personalità che va ad aggiungersi alle spiccate doti tecniche e fisiche che fanno sperare in qualcosa di più di una semplice promessa.

 

  • Mercato Gennaio

La rosa dell’Inter finora si è dimostrata all’altezza della situazione e la maggior parte dei nuovi acquisti si sono incastrati bene nei meccanismi del gioco di Conte. Allora perché si continua a parlare di mercato ? I motivi sono legati soprattutto alla questione della profondità della rosa accennata anche da Conte più volte durante l’anno. Infatti finora gli unici reparti che possono considerarsi coperti sono quello di difesa e dei tornanti. Anche se per questi ultimi manca un po’ di qualità come descritto precedentemente e la soluzione Florenzi sarebbe molto gradita anche se difficile per Gennaio. A centrocampo attualmente la situazione è abbastanza critica, visto il recente infortunio di Barella e le difficoltà di rimettersi in condizione di Sensi. Non a caso contro il Torino è stato rispolverato Borja Valero. A centrocampo si fanno i nomi di De Paul, Kulusevski, Vidal e Matic. I primi due potrebbero ricoprire il ruolo di mezzali offensive innalzando il livello tecnico del centrocampo ma avrebbero bisogno di tempo per inserirsi negli schemi di Conte. Tempo di inserimento che non servirebbe a Vidal, vecchio pupillo del tecnico Leccese. Matic invece rappresenta un alternativa fisica al ruolo di mediano davanti alla difesa e permetterebbe a Brozovic di rifiatare. Per l’attacco si sono fatti i nomi di Mertens e Giroud, più difficile il primo per Gennaio visto che gioca in una concorrente in campionato mentre per Giugno potrebbe arrivare a parametro 0 visto il contratto in scadenza. Molto più realistico invece l’ingaggio di Olivier Giroud, chiuso nel Chealsea dall’esplosione di Tammy Abraham e da Batshuayi. L’attaccante francese è già stato allenato da Conte nella sua esperienza londinese e arriverebbe per poco vista l’età avanzata. Inoltre potrebbe rivelarsi molto utile anche dal punto di vista tattico visto che rappresenterebbe il prototipo perfetto di punta fisica che protegge palla spalle alla porta e potrebbe permettere alla squadra di risalire il campo anche con lanci lunghi. Vediamo cosa succederà, in attesa del mercato l’Inter è attesa da un mese decisivo che decreterà o meno la permanenza nella massima competizione europea, la Champions League.