SPIEGHIAMO IL PIANO DI RAFFORZAMENTO DI MAROTTA E CONTE

Eriksen da giorni viene accostato all’Inter in Danimarca e Inghilterra. Un fatto che non poteva essere ignorato. Solo in Italia ancora si titubava. Questo perché la dirigenza non si è mai sbottonata con gli addetti ai lavori, lavorando nel silenzio più totale per un giocatore che fa sognare ma che ha ancora oggi una concorrenza spietata. È però evidente che Christian ed il procuratore abbiano dato ottimi segnali alla dirigenza nerazzurra per giugno.

L’incontro che avverrà potrà essere la chiave di volta di un piano di rafforzamento clamoroso da parte di Marotta e Conte. Il Tottenham, lo sanno tutti, vorrebbe monetizzare per il danese, ma comprendendo la situazione ormai irreversibile di un addio a costo zero, è disponibile a discutere di un possibile affare con l’Inter, ovvero la società più vicina ad accaparrarsi Eriksen.

L’accordo logicamente non prevederebbe un consistente esborso in denaro ma una contropartita tecnica gradita agli Spurs: Matias Vecino. Soprattutto dopo l’infortunio di Sissoko. Qualche tifoso si chiederà: ‘perché non Gagliardini allora?’. Beh il nesso è logico: parliamo di un nazionale uruguaiano con esperienza internazionale in grado di rivestire più ruoli a centrocampo. In più l’Inter andrebbe a rispettare la regola dell’1+1 (una entrata, una uscita) anticipando l’arrivo di un rinforzo, abbattendo la concorrenza, altresì liberandosi di un giocatore che, con il possibile arrivo di Vidal, non avrebbe più spazio nel progetto tecnico di Antonio Conte. Se riuscisse quindi sarebbero ben due ad entrare, vista l’emergenza a centrocampo, unico settore a cui è permesso aggiungere senza per forza sostituire in pareggio (2+1). Se non andasse in porto comunque, nel peggiore dei casi, avresti portato a casa almeno uno degli obiettivi, un campione in grado di svoltare la stagione facendoti fare un salto qualitativo notevole.

Discorso simile per Matteo Politano. Altro giocatore non ritenuto centrale. Sacrificabile per arrivare ad un vice Lukaku. Il prescelto da mesi è Giroud, con i suoi agenti ormai d’accordo su tutto con l’Inter. Una entrata, una uscita obbligatoria. Upgrade sicuro in esperienza e forza.

Infine con Ashley Young, Marotta vira per una soluzione low cost viste le difficoltà a trovare la giusta valutazione con il Chelsea su Alonso o Emerson. Stesso discorso per Acuna. Con Darmian comunque in arrivo a giugno, per Conte la vera necessità è scongiurare una possibile emergenza, garantendo una opzione sulle fasce in caso di nuovi infortuni. Questo in attesa di pesca grossa nel mercato estivo: una sorta di stand by, per poi decidere con calma chi confermare e chi no sugli esterni. D’altronde non si può avere tutto subito. La squadra verrà migliorata in ogni aspetto per gradi ovviamente.

Un piano ambizioso, anticipato a gennaio per assicurare al tecnico di lottare per traguardi solo immaginati e sperati ad agosto. Di fatto viene smantellato il mercato attuato con Spalletti, fatto di scelte anche dettate dalla necessità ed opportunità: Vecino, Politano, Nainggolan, Keita, Dalbert… ecc ecc. Uno step ulteriore che dimostra l’impegno totale della proprietà per il progetto, uno step necessario per dimostrare a tutti che l’Inter c’è e fa sul serio. Non resta quindi che incrociare le dita per un piano di rafforzamento che, se realizzato, potremmo definire tra i più riusciti e incredibili della storia nerazzurra, al pari dello scambio Eto’o-Ibrahimovic.

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