Un Tuffo Nel Passato Nerazzurro – Vol. 7: Luigi Simoni, semplicemente, Gigi

Gigi Simoni ai tempi dell'Inter

Ci sono allenatori che sono passati all’Inter, anche per un solo anno, ma che non hanno lasciato il segno. E poi ci sono quegli allenatori, come Gigi Simoni, che si legano ai colori nerazzurri dichiarando amore per essi e venendo ricambiato nella stessa maniera.

Gigi Simoni, come è noto a tutti, non c’è più. L’ex allenatore dell’Inter, dal 1997 al novembre del 1998, se ne è andato nel giorno più bello della storia nerazzurra. Nel 10° anniversario del Triplete interista, conquistato a Madrid nel 2010 il 22 maggio, Gigi Simoni si è spento. Un fulmine a ciel sereno in un giorno di ricordi e festa. E se si pensa a Gigi, non si può avere ricordi negativi.

Grazie Gigi, colui che coccolò Ronaldo

Nell’estate del 1997, tramite accordi anticipatamente stretti, Simoni arriva sulla panchina dell’Inter. Come regalo, l’ex patron nerazzurro Massimo Moratti, gli mette a disposizione un fenomeno, anzi, O Fenomeno. Con 48 miliardi di lire infatti, Ronaldo Luis Nazario de Lima, sbarca a Milano. Con Gigi, Ronaldo creerà un rapporto molto al di sopra del semplice rapporto calcistico.

Gigi per me non è stato solo un allenatore. Se oggi penso a lui, penso a un uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti. Penso a un maestro, come in quella foto che facemmo a Natale: lui direttore, noi l’orchestra

Gigi Simoni dirige l’Orchestra nerazzurra

Con l’Inter, Gigi Simoni, vinse. «Potevamo e dovevamo vincere di più, ma abbiamo vinto insieme» il ricordo del Fenomeno. Simoni, in quel famoso Juventus – Inter del 26 aprile ’98, c’era e molti interisti ancora oggi ricordano la sua entrata in campo per inveire contro l’arbitro Paolo Ceccarini.

Come lo stesso Simoni dichiarerà molti anni più tardi in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, quell’episodio non lo volle vedere per anni tanta era l’amarezza e tanto era il rammarico. Nonostante quello scudetto sfumato però, Gigi riuscì a conquistare la Coppa UEFA al termine della stagione battendo in finale la Lazio 3-0. Le reti furono di Zamorano e Ronaldo intermezzate dallo straordinario gol di Zanetti. Celebre, dopo quel gol, l’esultanza pugni al cielo di Simoni conscio che quella finale sarebbe stata loro.

Proprio Zanetti, arrivato all’Inter due anni prima Simoni, riconoscerà il valore umano e le capacità tecniche di Gigi. In quella stagione infatti, Zanetti fu traslocato a sinistra lasciando la fascia destra a Checco Moriero. Zanetti in futuro ricoprirà poi quel ruolo di terzino sinistro che gli aveva disegnato addosso Gigi Simoni. Anche nel 2010, l’anno del trionfo nerazzurro, si ricorda Zanetti impegnato a sinistra nella retroguardia nerazzurra, sopratutto nel periodo in cui venne a mancare per infortunio Chivu.

Nonostante poi l’anno successivo, nel novembre del ’98, Massimo Moratti fu quasi «costretto» a sollevare dall’incarico Simoni, l’ex patron dell’Inter ha sempre sostenuto come quella fu una scelta dolorosa e presa a malincuore.

È stato proprio un errore mandarlo via, ma lui è sempre stato riconoscente. Simoni era tecnico gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto nei suoi confronti. La telefonata con la quale la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso.

Gigi Simoni e Massimo Moratti durante un confronto in un allenamento

Gigi Simoni ha scritto due pagine della storia nerazzurra. Una bella e una «brutta». Bella perché riuscì a conquistare un trofeo importante per l’Inter mettendo in bacheca la terza (e ultima) Coppa Uefa. «Brutta», ma anche bella da un altro punto di vista, perché Simoni sarà per sempre ricordato dai tifosi interisti come l’uomo a cui «impedirono di vincere uno scudetto».
Ciao Gigi.

23 anni, quasi 24. Giornalista pubblicista laureato in Scienze della Comunicazione, coltivo da sempre la passione per lo sport e per le sue emozioni. Scrivo per LineaInter per l'amore che ho verso i colori nero e azzurro.