Un Tuffo Nel Passato Nerazzurro – Vol.3: Julio El Jardinero Cruz, il 12° uomo perfetto

Julio Ricardo Cruz esulta dopo un gol segnato

Nel basket, come nel calcio, non bastano mai i giocatori titolari per vincere le partite e i titoli a fine stagione. La panchina si dimostra un fattore fondamentale per cambiare le partite ribaltandole in pochi minuti. Julio El Jardinero Cruz è stato per molti anni la vera arma in più dell’Inter. Sia da titolare, ma soprattuto da subentrante, Cruz ha saputo lasciare molte volte il segno come pochi altri attaccanti hanno saputo fare.

Le origini di Cruz e l’approdo in Europa

Nato a Santiago del Estero, Argentina, il 10 ottobre 1974, Julio Cruz comincia a giocare a calcio nel Banfield, squadra a 15 chilometri da Buenos Aires. L’inizio della carriera dell’attaccante alto 1,90 m è tanto casuale quanto unica:

Quando era ragazzino, passava ore allo stadio del Banfield, dando una mano a mettere a posto il campo da gioco. «Ehi, jardinero, vieni a giocare!» gli chiesero un giorno alcuni giocatori, vedendo Julio palleggiare a bordo campo, proprio vicino ad un tagliaerba

Da quel giorno si sono accorti di Julio Cruz che è entrato così in pianta stabile in prima squadra diventando «el Jardinero», uno degli attaccanti più apprezzati del panorama calcistico mondiale. Con la maglia biancoverde bastarono tre stagioni a Cruz per farsi notare dal River Plate dove approdò nel 1996. In quella stagione, el Jardinero andò a formare la coppia d’attacco con Ortega conquistando due campionati (Apertura 1996 e Clausura nel 1997) ma perdendo la finale di Coppa Intercontinentale contro la Juventus.

Julio Cruz in un’azione nella coppa Intercontinentale persa nel 1996 contro la Juventus

Le ottime stagioni condite da tanti gol, permettono a Cruz di approdare nel vecchio continente e nel calcio che conta. A prelevarlo dal River è il Feyenoord dove Cruz andrà a completare l’attacco al fianco di Tomasson. Qui il “pennellone” argentino realizzerà quasi un gol ogni due partite con 44 gol in 86 partite conquistando 1 campionato olandese e una Supercoppa. Le ottime stagioni nei Paesi Bassi valsero la chiamata della serie A. A bussare alla porta del Feyenoord è il Bologna.

Le 10 stagioni in serie A fino al ritiro

Nel 2000, a inizio millennio, approda in rossoblù. Quando arriva in Serie A, Cruz ha 26 anni ed è nel pieno della sua carriera calcistica. Con il Bologna, el Jardinero si mette in luce andando a segno 27 volte in 88 partite dimostrando di giocare molto per la squadra andando a segno nei match più significativi. Le più che ottime prestazioni suscitano l’interesse dell’Inter di Moratti che nel 2003 decide di prelevarlo per 9,5 milioni di euro.

Julio Cruz con la maglia del Bologna in serie A

Cruz, arriva all’Inter a 29 anni e nel post Ronaldo andando a sostituire Hernan Crespo, venduto nella stessa estate al Chelsea. In un reparto d’attacco di primo livello, con Vieri, Martins, Adriano e Recoba, Cruz realizza nella sua prima stagione 11 reti in 35 presenze stagionali.

Tra le reti più belle e più pesanti di Julio Cruz in maglia nerazzurra, abbiamo raccolto tre dei momenti chiavi nella sua esperienza a San Siro:

  1. Arsenal – Inter 0-3, 17/09/2003: è la giornata inaugurale dei gironi di Champions League e l’Inter di Hector Cuper affronta in trasferta una delle formazioni più forti d’Europa, l’Arsenal dei futuri “invincibili” di Arsene Wenger. La formazione messa in campo dall’Hombre Vertical è un classico 4-4-2 con Martins e Cruz tandem d’attacco. L’argentino segnerà la prima delle tre reti totali dell’Inter con un tocco sotto delizioso a scavalcare Lehman in uscita. È la rete che spiana la strada ai nerazzurri che andranno a segno nuovamente con Van der Meyde e Martins, tutte nel primo tempo. Quella dell’Inter, sarà la prima vittoria di un’italiana nel tempio di Highbury, la storica casa dell’Arsenal.

2. Juventus – Inter 1-3, 29/11/2003: al Delle Alpi di Torino va in scena il Derby d’Italia. L’Inter non vince in casa dalla Juventus da ben 10 anni, ma in quella notte, Julio Cruz conquista definitivamente i cuori dei tifosi nerazzurri. Con un gol per tempo di cui il primo una perla su punizione, Cruz incanala la partita su binari favorevoli per l’Inter. A completare l’impresa, la terza rete di Martins su svarione di Legrottaglie. L’Inter torna a vincere a Torino e lo fa in grande stile. La Juventus inoltre, sarà la vittima preferita del Jardinero a cui segnerà addirittura 7 volte con la maglia dell’Inter.

3. Inter – Milan, 11/03/2007: nel primo derby da avversario per l’ex fenomeno nerazzurro Ronaldo, andato a segno proprio in quella partita portando i rossoneri sull’1-0 all’intervallo, per riprendere il match serve una scossa. Roberto Mancini, dopo essersi affidato al tandem Crespo – Ibrahimovic, butta nella mischia Cruz nel secondo tempo, esattamente al 54°. Al numero 9 argentino bastano 11 secondi (!) per riequilibrare il risultato: Ibra scappa a destra e mette in mezzo per Cruz, Dida non trattiene ed el Jardinero fa 1-1 da due passi. Cruz sarà protagonista anche più tardi quando con caparbietà servirà il pallone giusto allo stesso Ibrahimovic che farà 2-1. Ancora una volta, la legge Cruz si è imposta.

Julio Cruz ha vinto tanto negli anni all’Inter: 4 scudetti, 3 supercoppe e 2 Coppe Italia. I tifosi nerazzurri, ma in generale tutto l’ambiente dell’Inter lo ricordano come un professionista esemplare: mai una parola fuori posto e sempre pronto a dare il 100% in ogni occasione. Quando chiamato in causa, Cruz lasciava sempre il segno. Julio Ricardo el Jardinero Cruz, il 12° uomo ideale.

Non ho mai amato o odiato nessun allenatore. Per me il calcio era lavoro e io ho sempre cercato di viverlo in modo professionale

23 anni, quasi 24. Giornalista pubblicista laureato in Scienze della Comunicazione, coltivo da sempre la passione per lo sport e per le sue emozioni. Scrivo per LineaInter per l'amore che ho verso i colori nero e azzurro.