Barcellona – Inter: Le chiavi tattiche del match

Tra poche ore l’Inter scenderà in campo al Camp Nou per la seconda giornata di Champions League contro il Barcellona. Entrambe le squadre si trovano ad 1 punto in classifica reduci dai rispettivi pareggi nella prima giornata e cercheranno questa sera di conquistare punti validi per la qualificazione agli ottavi di finale della competizione.

Da questa partita ha più da perdere sicuramente il Barcellona che l’Inter. Bisogna infatti considerare il contesto generale: la dinamica positiva nel gioco e nei risultati della squadra di Conte, quella negativa della squadra di Valverde, ora al quarto posto in Liga.

Conte in conferenza stampa ha detto subito che Lukaku non sarà della partita per infortunio, ma non ha specificato la coppia d’attacco. È verosimile immaginare Alexis Sánchez e Lautaro Martínez insieme. Il cileno è anche squalificato per il prossimo turno di Serie A. Per il resto dovremmo vedere l’undici titolare, con Godín in difesa e quindi il ballottaggio tra D’Ambrosio e Candreva per la fascia destra.

Per Valverde la prima sconfitta in casa significherebbe aprire ufficialmente una crisi che le due vittorie consecutive in Liga sembrano al momento aver lasciato alle spalle. Per questo sono stati convocati sia Messi che Dembélé pur non al 100% della forma. L’argentino dovrebbe giocare dall’inizio in una partita il cui risultato ha assunto importanza dopo il brutto inizio di stagione.

Come il Barcellona arriva a questa partita

Il Barcellona con Messi a mezzo servizio, con Griezmann ancora in fase di adattamento tattico, un Luis Suárez non al massimo della forma fisica e Jordi Alba fuori dai giochi, fatica a disordinare gli avversari col pallone. Ci sono volute diverse settimane a Valverde per scegliere a tutti gli effetti il centrocampo titolare: Arthur Melo e Frenkie de Jong come mezzali davanti a Busquets. 

Se non si attivano le mezzali o Griezmann non è vicino al pallone, la squadra ha problemi di creatività, di capacità di saltare l’uomo e dare il cambio di passo alla manovra.

Quando però Arthur Melo e De Jong riescono a gestire il pallone al loro ritmo, con il primo che si muove a fisarmonica e il secondo che sceglie i punti in cui intervenire e dare il cambio di ritmo, saltando l’uomo o facendo un filtrante la squadra, ha più senso in campo e lo stesso Griezmann può brillare.

Se l’avversario (in questo caso l’Inter) riuscirà a imporre il proprio ritmo a centrocampo, tutto il sistema del Barcellona potrebbe crollare, d’altronde  la squadra blaugrana non è mai stata brava a difendere posizionalmente.

La chiave del match l’Inter la potrà trovare nelle mezzali

L’intensità e la verticalità nella fascia centrale del campo, con il gioco tra le linee delle due mezzali potrà essere decisivo: che siano Sensi, Barella, Gagliardini o Vecino (con i primi due che dovrebbero giocare titolari), le due mezzali saranno fondamentali per difendere Arthur Melo e de Jong. A loro volta, però, potranno essere utilissime per colpire il Barcellona, perché il sistema di Conte riesce a sfruttare con intelligenza il gioco delle proprie mezzali, riuscendo spesso a trovare quella libera dietro il centrocampo avversario e ai lati del regista.

Con le due punte che tengono occupati i centrali avversari, l’Inter può far avanzare la manovra anche per la fascia centrale del campo grazie ai movimenti coordinati delle mezzali.

Questo è particolarmente utile contro una squadra con il centrocampo del Barcellona attuale, in cui le mezzali tendono ad alzarsi in zona di rifinitura quando in fase di possesso lasciando il solo Busquets a presidiare il centro. Una volta riconquistato il pallone, quindi, l’Inter potrà scegliere di non lanciare subito lungo per Lautaro (anche se pure questo ha i suoi vantaggi) ma cercare invece di giocare il pallone contro la transizione difensiva avversaria, che inizialmente sarà votata alla riaggressione per il recupero veloce del pallone.

Giocare con filtranti mezzala per mezzala o regista per mezzala ai lati di Busquets può forzare Piqué o Lenglet ad uscire in anticipo e quindi aprire completamente il campo per l’attacco alla profondità di Alexis.

Il Barcellona fa fatica in fase di difesa posizionale contro le squadre in grado di giocare il pallone tra le linee in zona di rifinitura, ma è ancora più in difficoltà contro chi sa attaccare la sua transizione difensiva. L’Inter di Conte ha un centrocampo che non sarà elegante e tecnico come quello del Barcellona, ma può mettere i blaugrana in seria difficoltà.

Fonte: Sky Sport