Come esce l’Inter dal mese di Novembre

Photo by Claudio Villa - Inter/Getty Images

Sintesi sui risultati

Bologna v Inter 1-2 (Soriano, Lukaku, Lukaku) | 11a Serie A
Borussia Dortmund v Inter 3-2 (L. Martinez, Vecino, Hakimi, Brandt, Hakimi) | 4a Champions League
Inter v Hellas Verona 2-1 (Verre, Vecino, Barella) | 12a Serie A
Torino v Inter 0-3 (L. Martinez, De Vrij, Lukaku) | 13a Serie A
Slavia Praga v Inter 1-3 (L. Martinez, Souček, Lukaku, L. Martinez) | 5a Champions League

Classifica dopo 13 giornate
Classifica del Girone F di Champions League

Report sull’andamento tattico della squadra

Il mese di Novembre ha regalato all’Inter un calendario (sulla carta) abbordabile, evitando ai nerazzurri un’eccessiva influenza sui risultati da parte dei numerosi infortuni (una costante del centrocampo).
L’Inter ha vinto tutte le partite del mese, fatta eccezione per la trasferta a Dortmund dove non è riuscita a compiere l’impresa nei 90 minuti a causa di un calo nel secondo tempo.

Questi 30 giorni sono serviti come consacrazione definitiva della saldissima mentalità degli uomini di Conte, arrivata al culmine nella partita di Praga dove i giocatori hanno superato la “mazzata” del 2-0 annullato e trasformato in un 1-1 (più due traverse).
Il progresso nell’apprendimento del sistema di gioco del mister può non sembrare evidente, ma è netto: basti pensare come l’Inter non sia dipendente da nessun singolo, bensì ogni calciatore sa dare il suo contributo poiché messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie qualità. È certamente interessante il fatto che la squadra non sia tuttora al suo picco, ma abbia molto potenziale da esprimere: i reparti non sono collegati al 100% e la difesa posizionale ha ancora ampi margini di miglioramento, così come la manovra corale offensiva. Ma l’esplosione della coppia offensiva Lukaku-Lautaro, inizialmente accusati (erroneamente) di non essere adatti a giocare insieme, non solo certifica l’importanza della costruzione di un’intesa, ma anche come siano perfettamente complementari per caratteristiche.
La possibile evoluzione della squadra non si limita ai giocatori in campo, ma anche alla tattica del mister: Conte non è mai stato un allenatore amante del possesso palla ma, vista la presenza in rosa di giocatori molto abili nel gestire il pallone, è probabile un ulteriore evoluzione del suo sistema.
Per questo non escludiamo che l’Inter, nei mesi a venire, vedrà aumentare la statistica del possesso palla.

L’esordio di Novembre ha visto l’Inter affrontare la trasferta di Bologna con non poche difficoltà: i nerazzurri si sono trovati sotto nel secondo tempo e sono riusciti a spuntarla grazie alla doppietta di Lukaku. La compattezza e l’aggressività della squadra di Mihajlovic è stato un tema costante della partita. Infatti, gli uomini di Conte hanno faticato a verticalizzare (Bastoni e Skriniar sono i giocatori che hanno toccato più palloni nel match) e la partita è stata impostata prevalentement sugli esterni dove, soprattutto Lazaro è riuscito a mettere in difficoltà gli avversari con cross e dribbling. Il primo goal di Lukaku , infatti, è arrivato dopo una respinta del portiere su tiro di Skriniar: azione nata da un cross (di Brozovic, però).

1v1 di Lazaro e cross dall’esterno di Brozovic

A Dortmund, invece, i goal dei nerazzurri sono arrivati grazie a un lancio lungo e ad un’azione manovrata. Però, il tema degli esterni rimane una costante, questa volta in negativo: tolto l’alibi della stanchezza, i goal sono tutti nati da inserimenti sugli esterni. Nonostante siano l’arma più pericolosa del gioco contiano (un duello vinto sull’esterno può portare ad azioni veramente pericolose), rimangono un’arma a doppio taglio: se l’Inter viene schiacciata, il 3-5-2 si riformula secondo un 5-3-2 fisso. Il baricentro rimane troppo basso, si fatica a ripartire e si rischia di subire imbucate esterne in caso di pallone perso all’inizio della transizione offensiva (proprio come contro il Borussia).

Candreva segue in ritardo Hakimi perché preoccupato dell’uomo più esterno. Il centrocampista (Brozovic) rinuncia alla rincorsa a causa della mancanza di energia. Nessuno degli altri componenti della difesa esegue una scalata di marcature per assorbire il taglio di Hakimi.

La partita contro il Verona, altra squadra dalla squadra difensiva arretrata molto solida, ha visto faticare la coppia d’attacco e la partita è stata risolta dai centrocampisti. In particolare, ci siamo ricordati di un’altra arma molto valida della scacchiera di Conte: i tiri da fuori. Barella ha regalato i 3 punti all’Inter: meritati, dato il dominio territoriale e di occasioni. Anche contro i gialloblu, l’apporto dei difensori e degli esterni è stato fondamentale: 4 dei 5 giocatori che hanno costruito più occasioni in quel match arriva proprio da quei reparti (de Vrij, Bastoni, Lazaro e Biraghi). Segno come le verticalizzazioni dei centrali e i cross dagli esterni siano fondamentali per Conte.

Il goal di Vecino contro il Verona: apertura di Bastoni su Lazaro e cross per l’inserimento della mezzala.

Dopo la pausa nazionali, l’Inter ha dovuto affrontare il Torino con condizioni atmosferiche difficili: la pioggia ha reso il campo pesantissimo, rovinando i piani alla preparazione precedente. Non a caso, la maggior parte delle occasioni è nata su cross e ben due goal sono stati segnati in ripartenza, grazie alla maggior reattività dei nostri giocatori. In particolare, questa prestazione ha dimostrato quanto la coppia d’attacco può essere devastante in campo aperto.

Contro lo Slavia Praga abbiamo assistito ad un’altra magnifica prestazione da parte delle due punte: l’intesa tra Lukaku e Lautaro migliora di minuto in minuto e, soprattutto, i due stanno trovando la loro dimensione ideale all’interno della squadra. In altre parole, la loro posizione in campo e i loro movimenti sono sempre più sincroni al gioco nerazzurro.

Fonte: “Calcio Datato

Soprattutto in queste due ultime partite del mese, l’Inter ha esibito un notevole progresso nella capacità di giocare su diverse altezze: risale il campo con pochi passaggi, trovando ottime verticalizzazioni di cui tanto parla Conte. Compattezza e buona difesa posizionale: dopo essersi chiusi dietro, i nerazzurri riescono a ripartire grazie a transazioni veloci ed efficaci.
Lascia ben sperare anche il salto di qualità nella mentalità nerazzurra: contro il Bologna e l’Hellas, i giocatori sono riusciti a rimontare il risultato e contro lo Slavia hanno saputo superare il 2-0 annullato dal Var e trasformato in un 1-1 (più le due traverse). In questo caso, invece, l’Inter è stata capace di alzare il baricentro e chiudere gli avversari prima che potessero ripartire: un’altra faccia di questa squadra è il pressing alto in determinate occasioni.
A causa dei persistenti infortuni (Barella e Sensi torneranno, molto probabilmente, dopo la sosta), Conte sarà costretto a dare spazio anche alle seconde linee: Borja Valero, chiamato in causa a fine mese, sta dando buoni segnali, dimostrando anche di poter giocare al centro al posto di Brozovic (col croato che slitta a mezzala). Magari anche Asamoah potrà ricoprire il ruolo da interno di centrocampo: l’allenatore dovrà inventarsi qualcosa per il reparto, magari dando anche spazio ad elementi della primavera come Schirò e Agoumé.

In sintesi, possiamo constatare che il gioco dell’allenatore sta, partita dopo partita, diventando sempre più evidente: le punte si trovano, gli esterni vengono serviti in condizione di 1v1, le mezzali si inseriscono e i difensori sono i primi ad impostare.
Il miglioramento è apprezzabile soprattutto in un discorso di approccio alla partita: quando bisogna difendere, la beneamata si compatta dietro con efficacia e riesce a contrattaccare trovando le mezzeali in posizioni intelligenti che, a loro volta, servono le punte in maniera coerente e ragionata.
Quando si alza il livello in un determinato reparto, ne beneficia tutta la squadra: per questo l’esplosione delle punte non è un caso, ma solamente uno step in più da parte del progetto.

Chiave tattica: Attrarre la pressione avversaria
Nell’idea di calcio di Antonio Conte riveste una grande importanza la linea di difesa a 3. La difesa a 3 porta sì dei vantaggi dal punto di vista difensivo, ma ha benefici soprattutto nella fase di possesso palla, perché consente quasi sempre all’Inter di poter essere in superiorità numerica contro la pressione degli attaccanti avversari. Ai 3 difensori si aggiungono inoltre Handanovic, portiere sempre più affidabile nel gioco coi piedi, e Brozovic, il regista della squadra.

Solitamente Brozovic e i tre centrali formano un rombo di costruzione, con Brozovic che cerca di smarcarsi orizzontalmente per ricevere palla dai difensori per poi smistare la sfera. Molto spesso però le squadre che si trovano ad affrontare l’Inter predispongono un apposita marcatura su Brozovic per limitarne il gioco, in questi casi, maggiori responsabilità in fase di costruzione, ricadono sui 3 centrali.

Brozovic è francobollato da Kukusevski

In questi casi, il croato è abile a manipolare la struttura difensiva avversaria, portando fuori posizione il giocatore deputato a controllarlo facendo gestire la palla al centrale più distante, così che questi possa avere maggiori opzioni di passaggio.

Il rombo di costruzione risulta anche utile quando l’Inter si trova contro un avversario che si compatta centralmente e prova ad innescare la pressione avversaria, aggirandola attraverso il palleggio (favorito dall’ottimo scaglionamento e dalla fluidità nella disposizione) per trovare i compagni liberi alle spalle della linea di pressione.

L’Inter attrae la pressione del Torino, per poi giocare alle spalle degli avversari pescando Brozovic subito pronto a lanciare in profondità gli attaccanti. Con pochi e semplici passaggi l’Inter è in grado di risalire il campo.
Foto UltimoUomo

Il vero fine del possesso arretrato, anche quando è prolungato e lento, resta comunque quello di costringere l’avversario a dilatare le sue distanze tra i reparti per poi attaccarlo alle spalle.

Su questo aspetto i giocatori dell’Inter sono sempre più sicuri e abili nell’aggirare la pressione avversaria, anche quando questa si fa molto aggressiva. Ciò può portare notevoli vantaggi nella metà campo avversaria potendo in alcuni casi attaccare in parità numerica in spazi ampi, aspetto nel quale le nostre due punte sono fenomenali.

Giocatore del mese: Romelu Lukaku

L’acquisto di Lukaku è stato sicuramente il tema più caldo dell’estate nerazzurra e non, col belga al centro di critiche e paragoni senza che nemmeno avesse avuto l’opportunità di dimostrare il suo valore con la nostra maglia. Noi vi avevamo già parlato di Lukaku, elencandone i pregi e quelli che potevano essere i suoi difetti, cercando di spiegare perché fosse il nome tanto voluto da Conte.
E nonostante non abbia lasciato il segno durante le prime partite (nelle quali, ricordiamo, non era in condizione ottimale), il nostro nuovo 9 è arrivato a vincere il premio “giocatore del mese”.
Merito del suo lavoro, della fiducia del mister e degli incoraggiamenti dei compagni: il fattore tempo si è rilevato decisivo, perché ha permesso al belga di entrare in forma e a trovare la sua posizione ottimale in campo.
In particolare, vediamo Lukaku farsi trovare spesso nel mezzo-spazio di destra, per ricevere la palla in una zona ideale alla progressione: arrivato al limite, può decidere sia di rientrare per il tiro, sia di allargarsi per il cross (come contro lo Slavia sul primo goal di Lautaro).

Il goal di Lukaku col Torino. Il belga quasi si fa attrarre dalla tentazione di tagliare il campo, ma capisce subito la pericolosità dell’attacco dell’half-space.

Ma parlare di Lukaku senza menzionare Lautaro è difficile: i due sono diventati una coppia sincronizzata, si trovano meglio ogni partita e l’intesa comincia ad essere rodata discretamente.
Lu-La sono perfettamente complementari per caratteristiche: il belga ha a disposizione un fisico di un 9 ma con una mentalità da 10, l’argentino ha la tecnica di un 10 ma battaglia coi difensori in area da 9, liberando il belga da compiti che ne limiterebbero le caratteristiche. Per questo le due punte riescono a combinare perfettamente e a migliorare insieme, non pestandosi più i piedi come un tempo. Non a caso, sono sempre i migliori in campo: Lukaku, però, questo mese è stato incontenibile sotto ogni aspetto. Sponde, scatti, dribbling, assist e goal: “l’armadio che sa dribblare” (Adani docet) ci ha mostrato ogni partita il suo miglior repertorio, non facendosi mancare nulla.

Lautaro, a memoria, lancia Lukaku nel mezzo-spazio. Il belga gli restituirà il favore con un assist (vedere giocate del mese poco più sotto).

Lukaku ha dimostrato di essere un uomo squadra, capace di segnare ma anche di contribuire all’azione con passaggi e sponde (primo in A). I dati dimostrano la sua disponibilità: tocca 38 palloni a partita ed effettua 24 passaggi p90. Statistiche di una punta sempre più presente all’interno del gioco nerazzurro. Celebrato anche dalla pagina di Champions League per l’assist d’esterno, Romelu Lukaku è, senza dubbio, il giocatore del mese Linea Inter.

Le 3 giocate più belle

Azione da PlayStation a Dortmund

Apriamo la rubrica con quella che è a tutti gli effetti una delle azioni più belle di questa prima parte di campionato, un’azione in cui i 4 interpreti principali (5 volendo aggiungere anche Lukaku) hanno recitato la propria parte in maniera impeccabile, un mix di giocate a memoria ed instintività che ha fatto sicuramente balzare sul divano non solo i tifosi interisti ma tutti gli amanti del bel calcio. Tutto parte da Skriniar che appoggia corto per Brozovic in fase d’impostazione; il croato riesce ad eludere senza grandi affanni la pressione del duo Brandt-Goetze guadagnando qualche metro di campo palla al piede, prova a fermarlo Weigl ma il mediano tedesco viene saltato secco da Brozo che poi con la punta del piede allunga la palla a Lautaro. Il pallone, una manciata di secondi prima, sui piedi di Skriniar al limite dell’area di rigore si trova ora all’altezza della trequarti campo offensiva tra i piedi del toro. L’attaccante argentino con un colpo di genio se lo sposta di tacco, eludendo il rientro di Hakimi prima ancora che possa pensare di rubarglielo, alza la testa e vede Candreva largo sulla destra con parecchi metri di spazio, sventagliata precisa e l’esterno si trova a tu per tu con Schulz. Con la palla in zona cross Lukaku si lancia come un missile verso il primo palo costringendo Hummels a schiacciarsi verso l’area piccola e creando spazio per Vecino, nel frattempo abile nel correre verso il limite dell’area più veloce di Witsel; Candreva lo vede e lo serve con un passaggio perfettamente sulla corsa, destro ad incrociare dell’uruguaiano e gol, uno dei più belli di questa stagione. Chapeau!

Primo assist di Lukaku a Praga

La partita in casa dello Slavia si prospettava sin dalle analisi pre-match piuttosto complicata per via dell’organizzazione tattica della squadra di Praga ed era chiaro fin da subito che le nostre due punte avrebbero avuto un ruolo importantissimo per provare a scardinare il lucchetto difensivo ceco. Non a caso il gol che sblocca la partita è figlio di quella capacità di “sfondare” le difese che contraddistingue un giocatore tanto grosso quanto esplosivo come Lukaku. Il centravanti belga, infatti, controlla con grande maestria un pallone che si era alzato a campanile e invece di puntare la porta a testa bassa attende che Lautaro si posizioni in mezzo all’area, quasi noncurante del rientro di Boril. Il terzino ceco, infatti, rientrato prontamente in posizione prova subito a dare fastidio a Romelu ma senza successo, ci riprova immediatamente ma invece di infliggere il body-check lo subisce, quasi rimbalzando sul corpo del nostro attaccante che può quindi puntare Frydrych per andare sul fondo, lo lascia sul posto e alza la testa, il toro è esattamente dove dovrebbe essere, passaggio preciso in mezzo all’area e gol dello 0-1.

Parata di Handanovic a Torino

Concludiamo la nostra rubrica con una grande parata del nostro portierone sloveno che, nella palude dello stadio Grande Torino, nega la gioia del gol ad un De Silvestri che non potrà fare altro che rimanere a dir poco incredulo davanti all’accaduto. L’Inter per la verità stava conducendo per due reti in quel momento, ma subire un gol durante il recupero del primo tempo, praticamente due minuti dopo l’uscita dal campo, circondata da ansia e paura, di Barella, sarebbe stato sicuramente un brutto colpo, soprattutto conoscendo le difficoltà dei nerazzurri nei secondi tempi.

L’intervento di Samir è però perfetto per intuizione e tecnica, quando parte il cross di Verdi fa un mezzo passo verso il centro della porta e non appena la palla viene intercettata da De Silvestri il portiere si abbassa per respingerla sulla linea di porta con una prontezza felina e con la mano destra ben aperta spinge il pallone fuori dallo specchio. Insomma, se qualcuno avesse qualche dubbio, Handanovic è ancora ben lontano dal cedere il suo ruolo di estremo difensore interista a qualche giovanotto rampante e a noi va bene così.

 

Il goal più bello di novembre: Barella vs Hellas Verona (2-1)

Con quello che pare essere quasi un plebiscito è Nicolò Barella ad aggiudicarsi il “Gol del mese” in quel di Novembre; sarà stato per le circostanze nelle quali è stato realizzato o per la sua pregevolissima fattura estetica, o ancora perché nel frattempo Nicolò si è infortunato e manca già un po’ a tutti, fatto sta che il popolo nerazzurro pare non aver avuto molti dubbi sulla decisione.

La partita era bloccata sul risultato di 1-1 dopo che Vecino con un perentorio colpo di testa era riuscito a ricucire lo svantaggio maturato poco dopo il fischio d’inizio, il Verona aveva ormai rinunciato alla costruzione della manovra, mantenendo un baricentro basso e cercando di creare una grande densità nell’area centrale degli ultimi 30 metri. L’Inter d’altra parte stava mantenendo il pallino del gioco oramai da parecchi minuti, creando anche delle situazioni interessanti in zona gol, senza tuttavia riuscire a concretizzare.

A meno di 10’ dal termine del match, quando Barella riceve palla da De Vrij (a questo punto stabilmente nella metà campo offensiva a sostegno della costruzione della manovra), sulla fascia sinistra, Lazaro si apre prontamente per creare la linea di passaggio sulla corsia laterale ma l’ex Faraoni gli sta vicino perché consapevole che un 1vs1 con l’esterno austriaco andrebbe a rappresentare una situazione decisamente pericolosa, Nicolò se ne rende conto e decide di puntare la porta, giocandosi il suo 1vs1 con Amrabat, ma sull’accelerazione con cui la nostra mezzala converge verso il centro del campo, Amrabat resta un passo indietro dando a Barella la possibilità di far partire un destro a giro sul secondo palo sul quale Silvestri (una delle rivelazioni di questo inizio campionato) non può fare veramente nulla.

Questo suo primo gol in campionato peserà 3 punti nell’economia del match, ma soprattutto sa tanto di consacrazione per un Barella che fin dal suo approdo a Milano è stato insignito da alcuni del titolo di erede spirituale di un altro celebre Nicolino, ad altri aveva suscitato qualche perplessità per via del costo del suo cartellino, quel che è certo è che partita dopo partita sta mettendo d’accordo tutti facendo innamorare i tifosi interisti!

Calendario del mese di dicembre:

Inter v Spal domenica 1 dicembre ore 15 (sky) | 14a Serie A
Inter v Roma venerdì 6 dicembre ore 20:45 (sky) | 15a Serie A
Inter v Barcellona martedì 10 dicembre ore 20:45 (sky) | 6a Champions League
Fiorentina v Inter domenica 15 dicembre ore 20:45 (sky) | 16a Serie A
Inter v Genoa sabato 21 dicembre ore 18 (sky) | 17a Serie A

Si ringraziano per la partecipazione S STEFANOFerrero e Gabriele Raso