Stiamo vedendo un nuovo Icardi?

Emilio Andreoli/Getty Images

Negli ultimi giorni si è spesso parlato di Mauro Icardi sui giornali in preda alla febbre da calciomercato, si è ricamato tanto sul suo ritardo nel ritorno dall’Argentina e soprattutto in merito al suo terzo rinnovo di contratto (l’ultimo è stato siglato quasi due anni e mezzo fa e scadrà nel 2021). Purtroppo poco si è parlato di come Icardi abbia modificato il suo modo di stare in campo e di interagire con la squadra. Nelle gare giocate a dicembre Icardi non avrà fatto 9 reti come Zapata o non sarà andato a rete in ogni gara disputata come Quagliarella, ma ha aggiunto dei pattern al suo gioco prima inesistenti o venuti a galla sporadicamente.

Il campione di gare in questione è abbastanza esiguo, infatti riguarda le gare disputate dal capitano nerazzurro nel mese di dicembre (7 partite): anche se il campione di partite è ridotto, ci vengono in soccorso i numeri a mostrarci come il gioco di Icardi si stia evolvendo, aggiungendo nuove dimensioni al suo gioco  e slegandosi dalla sola finalizzazione.

Ode al finalizzatore
Lo scorso campionato Icardi si è laureato capocannoniere della Serie A a pari merito con Ciro Immobile, realizzando 29 reti e trascinando a suon di reti i nerazzurri in Champions League.  L’importanza di Icardi nello scorso campionato in termini di responsabilità realizzative è stata enorme, infatti l’argentino ha realizzato il 44% delle reti dell’Inter in Serie A. Affidandoci al modello Expected Goal (xG) per vedere ai raggi X il livello della prestazione realizzativa di Icardi, si può notare come l’argentino abbia realizzato 29 reti a fronte di un valore xG di 23,02; in parole povere, per la qualità delle occasioni che ha avuto Icardi per segnare era lecito attendersi che realizzasse 23 reti, ma l’argentino ha reso al di sopra delle aspettative realizzando 6 reti in più della previsione del modello statistico (solitamente solo i migliori attaccanti riescono a rendere al di sopra di quanto pronosticato dal modello statistico degli Expected Goal).

Punte ed evoluzione del gioco
In un articolo di Rivista11 Alfonso Fasano, analizzando il trend tattico relativo ai reparti offensivi al mondiale, ci offre un piccolo spaccato del calcio contemporaneo e di quali esigenze offensive debbano soddisfare le squadre e i loro attaccanti per rendere efficaci e pericolosi i loro attacchi: «Il gioco moderno è orientato ad uno sviluppo più armonico, tende ad attaccare in situazione dinamica, gli uomini e il pallone vengono mossi per attirare i difensori avversari, e liberare spazi da aggredire». In tale contesto la punta non può più essere un riferimento statico in area che deve dettare il passaggio in profondità: il calcio è sì uno sport democratico che lascia spazio a tante interpretazioni del ruolo, ma certamente, per imporsi oggi ad alti livelli, un attaccante non può concentrarsi solo sui compiti di finalizzazione, ma deve diversificare la sua offerta di movimenti e di compiti per rendere la struttura di gioco meno rigida e prevedibile. Non va dimenticata la centralità del goal nel calcio, ma ormai è tremendamente anacronistico parlare di giocatori deputati solo a fare goal. In tante squadre può avvenire che  il giocatore che nominalmente ricopre il ruolo di prima punta  non sia necessariamente il giocatore che abbia maggiori responsabilità realizzative.

Old school Icardi
Abbiamo prima snocciolato gli incredibili numeri offensivi di Icardi nello scorso campionato, numeri da killer dell’area di rigore, cui fanno da contraltare i dati relativi alla sua partecipazione al gioco. Icardi nello scorso campionato è stato praticamente un corpo estraneo alla squadra fin quando il pallone non transitava in area di rigore. Nei 2970 minuti disputati dal capitano nerazzurro nella Serie A 2017-18, Icardi toccava appena 23 palloni ogni 90 minuti (p90), effettuando in media  13,5 passaggi  p90. L’influenza nel gioco del capitano nella pass-map nerazzurra si attestava al 2,17%. Anche in termini di rifinitura la prestazione di Icardi si è rivelata estremamente scadente con 0.9 passaggi chiave p90, che hanno portato ad un solo assist.

L’istantanea che possiamo ricavare da questi dati ci parla di una punta che si sente come un pesce fuor d’acqua se lontano dall’acquario dell’area di rigore.  Addirittura nella gara con la Sampdoria il numero di passaggi e di goal quasi si eguagliano, nel 5-0 dei nerazzurri a Marassi Icardi contribuisce al tabellino con 4 reti, ma in campo esegue solo 5 passaggi. Icardi si astrae dalle fasi di definizione e rifinitura della manovra concentrandosi solo sulla finalizzazione, ma il suo mancato contributo lontano dall’area di rigore comporta delle serie difficoltà alla squadra nel trasmettere palla in area di rigore. Icardi è slegato dal resto della squadra, che dunque si trova in difficoltà nel rifornirlo. La partita che probabilmente ha messo a nudo questa discrepanza è stato l’incontro di Champions League tra Barcellona e Inter. Al Camp Nou i nerazzurri si sono trovati in seria difficoltà non solo a costruire azioni, ma anche a mantenere il possesso palla e soprattutto a risalire il campo: in questa situazione Icardi risultava totalmente tagliato fuori dal gioco, incapace di aiutare concretamente la squadra a risalire il campo, anzi era tranquillamente controllato dai due centrali del Barcellona in marcatura preventiva, tanto che, pur cercando di attaccare lo spazio alle loro spalle, Lenglet e Piqué riuscivano sempre ad impedirne le ricezioni.

Icardi 2.0
In una delle prime conferenze stampa della stagione in corso Spalletti aveva dichiarato che Icardi avrebbe dovuto giocare maggiormente con la squadra, aggiungendo che ciò non lo avrebbe limitato dal punto di vista realizzativo, anzi lo avrebbe reso ancora più difficile da controllare per i difensori avversari. Le parole di Spalletti dimostrano quanto l’allenatore conosca bene i punti di forza (latenti e reali) del suo centravanti e le relative debolezze, alcune delle quali migliorabili a fronte di altre occultabili. Icardi non è una punta dominante in grado di spostare gli avversari o di anticipare gli avversari, se non attraverso una superiore velocità di pensiero (o di lettura dell’azione). Icardi è un giocatore che può essere agevolmente controllato dal diretto avversario anche per 90’, ma che al primo calo di concentrazione del difensore sa essere letale sotto porta. Qualora l’argentino riuscisse ad ampliare il suo raggio d’azione in campo, per i difensori diventerebbe ancora più complicato difendere sia contro la punta sia contro il resto della squadra, rendendo la manovra imprevedibile e magari riuscendo a creare anche più occasioni nitide per il capitano nerazzurro.

Dicembre 2018 è stato il mese cruciale per l’evoluzione di Icardi, l’argentino è “uscito dal bozzo” dell’attaccante-finalizzatore, diventando un giocatore più associativo, non più ancorato alla linea di difesa avversaria, che non dà mai le spalle alla porta avversaria e sempre pronto a scattare in profondità, ma variegando il suo set di movimenti su tutta la metà-campo avversaria, alternando giocate fronte alla porta con giocate spalle alla porta. Esaminando alcuni dati su tocchi e passaggi effettuati, oltre che sulla percentuale di partecipazione ai passaggi, si può notare come le funzioni di Icardi per la squadra si siano diversificate considerevolmente.

Mentre lo scorso anno toccava appena 23 palloni ogni 90 minuti (p90), quest’anno i suoi tocchi p90 sono 26, mentre, a voler ridurre il campione alle ultime 7 gare disputate (nel mese di dicembre), i suoi tocchi p90 diventano 32, dato impreziosito dal fatto che in queste 7 gare ci sono i match contro Roma, Juventus e Napoli, gare nelle quali spesso Icardi era totalmente astratto dal gioco, con la squadra in difficoltà a servirlo e lui disinteressato a contribuire allo sviluppo della manovra. I tocchi in area nelle ultime 7 gare disputate da Icardi sono aumentati passando da 5 (media della scorsa stagione e dell’inizio della stagione corrente) a 7 p90.

Anche per quanto concerne i passaggi Icardi si è disimpegnato maggiormente, principalmente con passaggi corti, sponde e appoggi, senza però disdegnare giocate con dall’alto coefficiente di difficoltà. Nella stagione 2017-18 Icardi effettuava 13,5 passaggi ogni 90 minuti (p90), con un’influenza nel gioco (in relazione ai passaggi effettuati) del 2,17%. Nella stagione in corso i passaggi p90 sono 16,4, non un aumento eccezionale, ma restringendo il campione alle gare disputate a dicembre i passaggi p90 diventano 20; anche la sua influenza nel gioco è aumentata, considerando che, a fronte del 2,5% nel dato complessivo su tutta la stagione, nelle ultime 7 gare Icardi ha totalizzato il 3,25% dei passaggi eseguiti dall’Inter.

I miglioramenti si vedono anche in fase di rifinitura: se lo scorso anno il centravanti argentino eseguiva 0,9 key-pass p90 (ovvero metteva in condizione di battere  rete un compagno meno di una volta ogni 90 minuti), quest’anno la casella dei key pass recita un sostanzioso 1,4 (praticamente ogni 2 gare Icardi riesce a mandare 3 volte al tiro un compagno); riducendo il campione alle ultime 7 partite vi è un ulteriore ritocco al rialzo, infatti nel campione di gare in questione Icardi ha effettuato 1,6 key-pass p90.

Unico dato in controtendenza, ma giustificato dall’aumento del numero di palloni giocati, è quello relativo alla precisione dei passaggi, calata circa del 4% (dal 74% dello scorso campionato a poco più del 70% della stagione attuale).

Come ti divento un centravanti di manovra
Per completare l’analisi sul rinnovato Icardi, dopo aver fatto parlare i numeri facciamo ora parlare il campo. Abbiamo selezionato alcuni frammenti di giocate di Icardi, che ci hanno fatto dare di gomito a chi vedeva la partita con noi per poi esclamare “ma da quando Icardi fa queste giocate?!”.

  1. conquista della seconda palla e consolidamento del possesso. La prima Gif è quella relativa a Juventus-Inter. La difesa allontana il pallone dall’area di rigore con una spazzata volta più ad interrompere la trama di gioco avversaria che non a proporre un contropiede. Sul pallone vagante si avventa Icardi, che è abile a liberarsi da una blanda marcatura preventiva. Entrato in possesso della sfera, Icardi manda a vuoto il tentativo (per giunta solitario) di riconquista di Bentancur, per poi fare una piccola pausa così da consentire un buon scaglionamento ai propri compagni di squadra, fino a quel momento schiacciati a ridosso della propria area di rigore, oltre a rendere la transizione negativa juventina una fase di difesa posizionale.

  1. Il passaggio chiave a Gagliardini. Sempre nella stessa gara, al 28esimo minuto Icardi riceve, spalle alla porta e in piena area di rigore, il suggerimento di Politano; l’argentino attrae le attenzioni di Bonucci e Chiellini e serve centralmente l’accorrente Gagliardini, mettendolo in condizione di calciare a rete, e solo il palo impedisce al key-pass di Icardi di tramutarsi in assist.

  1. Opzione di passaggio. Sullo 0-1 nella sfortunata trasferta di Verona contro il Chievo, l’Inter si ritrova in una fase di attacco posizionale, ma la staticità dei giocatori fa ristagnare il possesso palla tra i piedi dei difensori centrali, che non hanno ben chiaro cosa fare del pallone. In questa situazione è Icardi ad offrire una linea di passaggio al portatore palla andandogli incontro. Icardi viene seguito da uno dei difensori centrali clivensi che si stacca dalla linea difensiva, ma nessun giocatore nerazzurro si muove per andare ad occupare lo spazio che si è liberato grazie al movimento di Icardi. Qui la presenza in campo di Nainggolan avrebbe procurato un vantaggio posizionale andando ad occupare la zona svuotata da Icardi.

Quando Nainggolan è sbarcato a Milano, Federico Aquè sul sito di sky sport ha sollevato alcune perplessità in merito all’integrazione di Nainggolan non con una punta che crei spazi per gli inserimenti di Nainggolan (come Dzeko), ma con una punta tesa ad occupare gli spazi avanzati a ridosso della difesa avversaria. Non a caso Nainggolan in questi mesi di Inter, più che giocare da centravanti ombra potendosi scambiare di posizione con Icardi, ha sfruttato gli spazi alle spalle dell’argentino per poter calciare a rete sulla respinta della difesa (come in occasione del goal al PSV).

*Bonus track. La rabona contro l’Empoli. Su un lancio lungo Icardi si trova a contendere il pallone a Silvestre, riesce ad impossessarsi della sfera, ma è costretto a defilarsi mettendo il corpo a protezione della palla. A questo punto Icardi girandosi trova una giocata splendida e allo stesso tempo utile, cross di rabona a centro area per l’inserimento di Lautaro Martinez, letto però ottimamente da Veseli.

Icardi dimostra ancora una volta un più che discreto bagaglio tecnico, ma a causa della poca associatività del suo gioco ha dato l’impressione di un giocatore molto limitato tecnicamente. Le ultime stagioni, in cui raramente ha attinto al suo bagaglio tecnico, ne hanno sopito le abilità mai particolarmente sollecitate, ma certamente non si può dire che Icardi sia un centravanti coi “piedi a ferro da stiro”.

  1. Apertura panoramica. Nella gara casalinga contro il Napoli Icardi conferma i progressi visti nelle gare precedenti in termini di partecipazione al gioco. Icardi ha buon tempismo nello scattare alle spalle della linea avversaria per attaccare la profondità, ma contro una squadra come il Napoli, pur riuscendo ad ottenere un iniziale vantaggio sulla linea difensiva, non è poi in grado di conservarlo venendo rimontato da un centrale eccezionale come Koulibaly nella copertura della profondità, che è in grado di mantenere un’elevata velocità per 30 metri. Per questo motivo Icardi in più occasioni si stacca dalla linea difensiva avversaria, giocando con la porta avversaria alle spalle e offrendo più volte una linea di passaggio a chi costruisce l’azione.

Nella Gif qui sopra Icardi riceve palla nel cerchio di centrocampo e apre immediatamente sulla fascia per la corsa di Perisic, sfruttando un difetto di concentrazione di Callejon che per un momento si mette col corpo in parallelo alla linea di fondo. Il lancio di Icardi aggira completamente l’improvvisato terzino Callejon, provando a sfilacciare le linee di difesa e centrocampo del Napoli.

  1. Movimento ad aprirsi. Ancora nella gara contro il Napoli Icardi si apre per andare a ricevere il passaggio in diagonale di Borja Valero, un’azione per certi versi simile a quella del goal di Perisic contro il Torino alla seconda giornata. Qui Icardi si defila per consentire ai suoi compagni di poter attaccare l’area di rigore, soprattutto cercando di sorprendere i difensori avversari sul lato cieco. In un recente articolo su Ultimo Uomo, Dario Pergolizzi imputa alla scarsa fluidità posizionale dei giocatori offensivi dell’Inter le principali ragioni della prevedibilità delle azioni d’attacco dei nerazzurri, aggiungendo che gli scambi di posizioni tra i giocatori avvengono quasi esclusivamente tramite sovrapposizioni laterali.

In questa ulteriore Gif Icardi si allarga nel mezzo spazio portando Politano a stringersi per attaccare il centro dell’area, mentre Borja Valero e Joao Mario attaccano con poca convinzione lo spazio tra difesa e centrocampo, privando Icardi di preziose linee di passaggio. L’argentino è poi abile a far filtrare il pallone sotto le gambe di Albiol, ma alla fine la palla è facile preda di Koulibaly. Il più ampio set di movimenti di Icardi potrà certamente rendere più imprevedibili le azioni offensive dei nerazzurri, rendendo anche la rifinitura meno dipendente dai cross (non a caso anche quest’anno l’Inter è la squadra che effettua più cross in Serie A).

  1. Ricezione spalle alla porta e smarcamento per andare al tiro.

Anche qui Icardi riceve con le spalle alla porta avversaria. La sponda di ritorno del 9 argentino non è particolarmente precisa, ma Nainggolan è bravissimo a recuperare immediatamente il possesso del pallone e con una combinazione stretta manda in porta Icardi, ancora una volta bravissimo a smarcarsi dal diretto avversario. La sua conclusione è potente, ma per nulla angolata.

L’argentino spreca una buona occasione da rete. Nelle ultime 6 gare di campionato (in quanto una delle 7 indicate in precedenza è Inter-PSV di UCL), che sono il campione della nostra analisi, Icardi è andato a rete solo 2 volte (per giunta una su rigore e una da calcio d’angolo, contro Udinese e Roma). Andando a vedere però i valori degli xG delle ultime 6 gare di campionato, Icardi ha prodotto 4,47 xG, mentre nella prima parte di stagione (nelle altre 10 gare disputate in campionato) Icardi pur totalizzando 4,77xG ha messo a segno 7 reti. Complessivamente la prestazione realizzativa di Icardi in questa stagione è equilibrata (9 reti in campionato da 9,24xG), dato discreto, ma in controtendenza con le prestazioni realizzative degli anni precedenti, infatti negli ultimi 4 campionati Icardi ha realizzato più reti di quanto “pronosticato” dal modello Expected Goal.  Sempre confrontando le ultime 6 gare di campionato contro le 10 precedenti, anche il valore xG medio per singolo tiro è aumentato ( da 18% a 23% di probabilità di conversione in rete). Icardi in queste 6 gare ha cestinato addirittura 4 “big chances” (occasioni facilmente convertibili in rete, con valore xG di almeno 0,35). Si tratta per ora di un’anomalia nel rendimento del giocatore evidenziata da un campione di partite ridotto. L’aver più occasioni e di qualità ancora migliore sicuramente potrà aiutare Icardi a segnare molte reti e probabilmente anche a superare le 20 marcature in Serie A, sempre che l’Argentino ritorni il killer d’area di rigore ammirato nelle ultime stagioni.

L’Icardi ammirato nel mese di dicembre ha fatto intravedere miglioramenti tali da poterlo collocare, in un futuro prossimo, tra i migliori attaccanti al mondo, consentendogli di abbinare ad una finalizzazione da cecchino anche uno spiccato senso associativo per rendere più fluido il gioco e mandare a rete anche i compagni di squadra. L’Icardi monodimensionale votato alla finalizzazione è sicuramente un buon attaccante, le cui prestazioni, se non arricchite da almeno una marcatura, lo rendono un peso per la squadra; l’Icardi visto recentemente può essere invece un giocatore decisivo e importante nel gioco della sua squadra, a prescindere da quanti goal andrà a segnare.