Vecino visto da vicino

PARMA, ITALY - FEBRUARY 09: Matias Vecino of FC Internazionale in action during the Serie A match between Parma Calcio and FC Internazionale at Stadio Ennio Tardini on February 9, 2019 in Parma, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Nelle ultime settimane ho avuto modo di sentire molti tifosi criticare aspramente Vecino, addirittura etichettandolo come mediano di rottura o giocatore dalla tecnica individuale insufficiente per giocare da titolare nell’Inter. Ho voluto così approfondire la situazione di Vecino, affiancando alla visione della partita alcuni dati statistici della stagione in corso e delle stagioni precedenti.

Valutare un centrocampista non è mai agevole, ad esempio per un difensore o un portiere si può intuire l’andamento del rendimento in base ai goal subiti, così come per un attaccante lo si può stabilire andando a vedere il tabellino delle reti fatte. Per i centrocampisti la situazione è ben diversa, innanzitutto perché in base ai compiti che vengono loro richiesti i dati statistici possono variare; e in alcuni casi nemmeno la precisione dei passaggi è un indicatore veritiero.

A Vecino sono legati alcuni dei momenti più belli della stagione, come la rete contro il Tottenham o l’assist di Icardi nel derby, ma ciò non può certamente influire nella valutazione del giocatore in merito al rendimento attuale.

Photo by Emilio Andreoli/Getty Images

Per capire al meglio che giocatore sia Vecino, e anche come sia cambiato nell’ultimo anno e mezzo di militanza nerazzurra, è necessario fare un passo indietro a quando Vecino è arrivato in nerazzurro, nell’articolo di presentazione dell’uruguagio firmato da Francesco Lisanti per l’Ultimo Uomo: “Vecino è un giocatore in grado di sostenere la manovra a centrocampo su ritmi discretamente elevati, il dato aggregato delle ultime tre stagioni lo vede tentare 67 passaggi in media ogni 90 minuti, con l’85% di precisione. È molto sudamericano nel suo rapporto con il pallone, ossessionato dalla protezione, dall’uso del baricentro, con quella capacità di cambiare molto in fretta e ripetutamente il ritmo della progressione (uno dei suoi tratti distintivi all’arrivo in Italia) e la sensibilità per scaricare il pallone all’ultimo contro la pressione avversaria.
[…] Vecino non è un passatore particolarmente preciso, ma ha una visione sopra la media, e soprattutto ha qualità come la protezione e coordinazione negli spazi stretti fondamentali per orientarsi nei triangoli che compone Spalletti. Ha anche la personalità e la tecnica necessarie per spezzare il gioco con la conduzione”. In sostanza Vecino è un centrocampista abile a gestire il pallone, pur non avendo una pulizia tecnica degna dei migliori interpreti del ruolo, Vecino è un buon compromesso tra la difesa aggressiva e la tecnica, un giocatore utile che dà il meglio di sé nel terzo centrale del campo.

Involuzione o compiti differenti?

Spulciando i dati a disposizione si può subito notare come il volume di passaggi eseguiti da Vecino siano diminuiti passando da 67,3 p90 della scorsa stagione a 48,6 p90 nella stagione in corso. Il dato va in controtendenza con l’andamento della squadra, infatti l’Inter in questo campionato esegue più passaggi rispetto al campionato precedente. Ancora più paradossale la constatazione che, nonostante il campione di passaggi si sia ridotto, si è anche ridotta la precisione dei passaggi, passata dall’88,3% della scorsa stagione a 83,3% della stagione attuale (addirittura sotto la media storica di Vecino che si attesta a 84,7%). Utilizzando le statistiche avanzate si può notate come il valore relativo agli Expected Goal Build-Up (xGBup) sia calato passando dallo 0,42 p90 dello scorso campionato al 0,18 p90 della stagione attuale; questo indicatore è utile per stabilire quanto il coinvolgimento di un giocatore nel possesso palla possa creare pericoli alla squadra avversaria (escludendo i passaggi chiave e i tiri). In questa stagione Vecino è sotto anche nella media del ruolo, che si attesta a 0,23, addirittura il valore più basso tra i centrocampisti presenti in rosa.

l’andamento degli xG Build-up riassunto in un comodo grafico

Questi dati sono probabilmente dovuti al fatto che Vecino ha sempre meno compiti in costruzione e consolidamento del possesso, mentre ha maggiori compiti in fase di finalizzazione; pur non essendo aumentato il numero dei suoi tiri (passato da 1,7 a 1,8) sono aumentati i tiri scagliati all’interno dell’area di rigore; e mentre lo scorso anno il 47% dei suoi tiri era in area, quest’anno è passato al 61%. Ma il dato che rende tutto più evidente è quello dei tocchi in area di rigore: Vecino, venendo coinvolto meno nella circolazione palla ha visto diminuire il numero dei tocchi effettuati (quest’anno 65 ogni 90 minuti), ma il numero dei tocchi in area di rigore è (paradossalmente) aumentato passando da 2,8 a 3,8, segno che il raggio di azione del giocatore è stato avanzato nel campo.

Capita spesso di vedere Vecino scattare verso l’area di rigore, soprattutto quando l’azione non si sviluppa nella sua zona di competenza, per riempirla  e fare da sostegno ad Icardi sui numerosi cross che partono dalle fasce. Vecino ha sì la statura per rendersi pericoloso, ma non ha i tempi di inserimento di centrocampisti come Matuidi o Nainggolan, che sono degli autentici centravanti ombra che sanno materializzarsi coi tempi giusti alle spalle della prima punta. Analizzando le prestazioni realizzative di Vecino attraverso il modello Expected Goal (xG), si può notare come l’uruguagio sia un realizzatore normale, i cui xG vanno di pari passo con le reti, ma, complice l’esiguo numero di tentativi, si dimostra come Vecino non sia un centrocampista che fa del goal la sua dote migliore.

L’azione si sviluppa sulla fascia sinistra, Vecino dalle retrovie va a riempire l’area al fianco di Icardi sul cross che sta per partire dai piedi di Perisic.
Sul cross Veicno va a tagloare sul primo palo, ma il cross si rivela troppo lungo per tutti.
Immagini fornite dal canale Youtube di Simone Nerazzurro

Cosa farne di Vecino?

Abbiamo visto come Vecino sia un centrocampista maggiormente votato al fraseggio, e pur non avendo una pulizia tecnica straordinaria ha un’ottima gestione della palla. Nelle prime gare in nerazzurro era Vecino il giocatore che faceva più tocchi e più passaggi, gradualmente questa sua centralità è venuta meno, complice anche l’esplosione di Brozovic. Vecino è diventato sempre più periferico nel gioco, al punto da diventare un modesto incursore che in questa stagione ha realizzato solo la rete contro il Tottenham. Vecino, pur giocando spesso più avanzato rispetto al suo ruolo naturale (come mezzala di un centrocampo a 3), ha dimostrato di essere più un facilitatore di gioco/smistatore piuttosto che un incursore/rifinitore (come testimoniano gli 0,8 passaggi chiave p90, in calo rispetto all’1 p90 della scorsa stagione). Questo non favorisce di certo il giocatore, anche se in parte è necessario visto che l’Inter ha difficoltà a sfruttare gli strappi in profondità di Nainggolan (che si trova a giocare alle spalle di un centravanti abilissimo a riempire l’area di rigore). Il ritorno al 4-2-3-1 con Vecino in mediana (anziché mezzala nel 4-1-4-1) potrebbe certamente ridare centralità all’uruguagio all’interno della pass-map nerazzurra; non a caso nella gara di Parma, quando schierato mediano al fianco di Brozovic, ha effettuato 55 passaggi col 91% di precisione.

Dalle posizioni medie si evince come l’Inter sia disposta in campo con un 4-2-3-1.

Il ridotto apporto alla circolazione palla di Vecino ha reso l’Inter la squadra col possesso palla più elevato del campionato e la seconda squadra della Serie A per passaggi eseguiti, questi incrementi però non hanno portato un vantaggio competitivo alla squadra, infatti la circolazione del pallone è più lenta e macchinosa. Certamente riportare Vecino nel suo ruolo naturale potrebbe migliorare la circolazione palla dei nerazzurri, anche se l’uruguagio tende più a smistare che non a forzare la giocata; questo gli consentirebbe anche di tentare alcuni strappi in conduzione per saltare le linee di pressione avversarie.