Le pagelle di fine anno vol. 4 – Centrocampisti

Brozovic : 7
Marcelo si conferma, dopo le ottime annate con Spalletti, uno dei pilastri dell’Inter Contiana 2019/2020. Le partite giocate in Serie A sono 32 di cui ben 30 dal 1′, il terzo della squadra ad aver giocato di più da titolare. Il suo contributo in entrambe le fasi è stato molto prezioso, considerand il difficile compito nel dettare i tempi di gioco alla squadra che, per ragioni tattiche, aveva tendenze prettamente verticali con la ricerca immediata delle punte. Inoltre il suo lavoro senza palla in pressione sul metodista avversario oppure da schermo davanti alla difesa è stato uno dei fattori che ha contribuito a rendere l’Inter la miglior difesa del campionato. Peccato per il leggero calo di forma post lockdown.

Barella : 8
L’avvio di stagione del giovane centrocampista sardo non è stato scoppiettante, frenato dal folgorante impatto di Sensi e dal salto in un grande club. Dopo questo periodo di adattamento iniziale, si è preso la maglia da titolare ed i gradi di leader del centrocampo interista con prestazioni molto generose in fase difensiva, condite da interessanti giocate nella fase offensiva. I tackle scivolati sono ormai diventati un suo marchio di fabbrica e il contributo nel recuperare palloni è molto importante per la squadra. I margini di miglioramento riguardano soprattutto il “decision making” e la prolificità in termini di goal e assist, ma vista la carta d’indentità il tempo è decisamente dalla sua.

Sensi: 6+
Se dovessi basarmi sulle 9 partite giocate prima dell’infortunio con la Juve, nelle quali ha segnato 3 reti e fornito ben 4 assist, difficilmente il giudizio non sarebbe dall’8 in su, però la stagione è proseguita e ci sono state altre 37 partite alle quali non ha preso parte per infortunio. E’ stato sicuramente un peccato, soprattutto perchè l’Inter con lui e Brozovic stava impostando uno stile di gioco molto più ragionato e fondato sul possesso palla. In particolare i suoi smarcamenti alle spalle del centrocampo avversario negli half-spaces e incontro per eludere la pressione avversaria, avrebbero potuto proiettare l’Inter verso uno stile di gioco molto più europeo e meno speculativo e prevedibile.

Gagliardini: 6
Nonostante non fosse una prima scelta riesce a raccimolare in tutte le competizioni 32 presenze di cui addirittura 27 da titolare segnando 4 reti e fornendo 2 assist. Soprattutto dopo il lockdown ha trovato contuinità di prestazione e di presenze. Certo, approfitta degli innumerevoli infortuni accorsi al centrocampo interista. Le sue qualità con la palla non eccelse hanno fatto sì che il centrocampo dell’Inter prendesse una direzione spiccatamente fisica a discapito della tecnica e del possesso palla. Fino a  quando la condizione psicofisica di Lautaro e Lukaku è stata straripante, questa mancanza non è stata pagata in termini di punti, ma il periodo di crisi accorso successivamente ha mostrato come possa essere rischioso affidarsi con continuità a giocatori con caratteristiche monodimensionali come lui.

Vecino : 5
Stagione decisamente negativa per Vecino che pur partendo inizialmente da titolare, viene pian piano scalzato dalle rotazioni, prima a causa dell’esplosione di Barella e poi per diversi problemi fisici che ne hanno limitato il minutaggio. Si dice che un battibecco con Conte a Gennaio lo abbia messo ai margini della squadra, e sul mercato, con la cessione che poi è stata bloccata per mancanza di acquirenti. In campo conferma quanto fatto vedere negli scorsi anni, buona presenza fisica negli inserimenti in area e poco altro, tante scelte sbagliate e tanti palloni persi e una tecnica di base troppo inferiore per il livello sul quale si vuole assestare l’inter.

B.Valero: 6,5
Stagione più che sufficiente per il 35enne centrocampista spagnolo, partito in sordina come quinto/sesto centrocampista della rosa. Grazie alla propria tecnica e alla propria intelligenza ha dimostrato di potersi rendere più che utile strappando la riconferma di un anno. Risulta particolarmente utile nel periodo post lockdown dove nel 3-4-1-2 di Conte si sistema trequartista fungendo da collante tra i reparti in fase di possesso palla e da marcatore sul regista avversario in fase di non possesso. La sua esperienza lo ha aiutato a ricoprire il ruolo con intelligenza ed efficacia ed a farlo trovare pronte quasi tutte le volte che è stato chiamato in causa.

Photo by Claudio Villa via Getty Images

Eriksen: 6
Il suo inserimento nell’Inter è uno di quei temi ancora oggi in discussione e lo sarà anche per tutta la prossima stagione vista la conferma in panchina di Conte. Un suo impiego come mezzala nel 3-5-2 è stato bocciato dal mister vista la sua medio/scarsa capacità di coprire ampie porzioni di campo in fase difensiva. Così nel periodo post lockdown è stato l’attore principale del cambio modulo dell’Inter che lo ha visto interpretare il ruolo di trequartista nel 3-4-1-2. Il risultato è riuscito a metà perchè pur convincendo in alcune prestazioni, in altre ha dimostrato di non essersi ancora perfettamente inserito negli schemi dell’allenatore. Parliamo comunque di un giocatore che in 226 presenze di Premier League ha segnato 51 goal ed effettuato 66 assist ed un campione di 11 partite da titolare è troppo poco per poter dare giudizi definitivi.

Agoumé: s.v.
Viste le potenzialità di cui si parlava al suo arrivo e al prezzo pagato non banale per un 17enne ci si poteva aspettare qualche presenza in più per il giovane francese rispetto ai 3 scampoli contro Fiorentina, Sassuolo e Brescia. Sicuramente non è stato aiutato dall’abbondanza numerica del centrocampo dell’Inter. Comunque è stato un perno dell’Inter Primavera di Madonna e nelle poche presenze in prima squadra ha fatto intravedere cose interessanti, se non altro ha dimostrato una certa personalità.