Pagelle 18-19 vol.1 Samir Handanovic

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Iniziamo con questo articolo l’analisi della stagione appena andata in archivio con le schede di valutazione dei protagonisti della stagione nerazzurra. Non potevamo che cominciare questa rubrica se non dal numero 1 nerazzurro, nonché capitano, Samir Handanovic.

Proveniente da un finale della scorsa stagione deficitario, alla soglia dei 34 anni, era opinione prevalente, in molti tifosi e secondo buona parte della critica, che Handanovic fosse giunto nella fase calante della propria carriera e che da lì a poco l’Inter sarebbe dovuta intervenire sul mercato per sostituire il portiere sloveno. L’opinione prevalente indicava Handanovic come un portiere la cui interpretazione del ruolo era superata, infatti lo sloveno oltre a non essere sempre sicuro fuori dai pali appariva anche limitato nel gioco coi piedi.

L’inizio di stagione è stato tutt’altro che positivo, 3 goal subiti nelle prime due giornate; particolarmente negativa si rivelò la prestazione di Handanovic nella prima gara casalinga contro il Torino, i due goal subiti dall’Inter sono propiziati da due errori dello sloveno.  Da quell’iniziale passo falso è però cominciato il riscatto di Handanovic, che nelle successive 12 gare è riuscito a concludere la gara da imbattuto in 6 occasioni. Handanovic gara dopo gara ha offerto sempre maggiori garanzie alla sua retroguardia, grazie alle solite parate prodigiose nel fermare i tiri avversari. A febbraio ha ricevuto la fascia da capitano, simbolo della sua leadership silenziosa e della sua importanza per la squadra anche fuori dal campo. Nell’ultima gara di campionato contro l’Empoli Handanovic ha tenuto in piedi i nerazzurri con 3 interventi a tu per tu col diretto avversario decisivi alla fine della qualificazione in Champions League. La Lega Serie A, a fine stagione, lo ha premiato come miglior portiere della stagione, inoltre il capitano nerazzurro è stato inserito nella Top11 della Serie A redatta da Opta.

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Handanovic nonostante i 34 anni si è migliorato ulteriormente, aumentando la sua centralità nella circolazione palla arretrata, grazie al lavoro di Spalletti sia sui fondamentali che nello scaglionamento arretrato dei giocatori e nelle tracce di gioco, ha reso Handanovic un portiere più che affidabile nel giocare palla coi piedi.

In questa stagione Handanovic ha disputato 4.440 minuti (49 presenze complessive), portando a casa ben 20 imbattibilità ed effettuando 3,2 parate a partita, con una percentuale di parate effettuate pari al 78,7%. Handanovic si è rivelato decisivo, al punto tale che il peso delle sue parate è anche maggiore del numero delle sue parate; in Europa le sue parate sono state fondamentali per l’Inter che solo in un’occasione ha vinto con più di una rete di scarto; sia in campionato dove l’Inter non è mai stata in grado di vincere in situazione di svantaggio e dunque le parate di Handanovic quando le gare erano in equilibrio sono state importantissime per il conseguimento degli obiettivi stagionali. Anche in questa stagione, stranamente, Handanovic non ha parato nessun rigore, nonostante i numeri parlino di uno dei migliori portieri nella storia del campionato italiano su questo specifico fondamentale.  Ancora una volta vogliano sottolineare i miglioramenti di Handanovic nel gioco coi piedi, infatti il capitano nerazzurro ha effettuato 26 passaggi ogni 90 minuti (p90) ed ha avuto una precisione nei passaggi pari all’80,4%, inoltre si è rivelato utilissimo nel riciclare i possessi arretrati con ben 626 palloni rigiocati, con una precisione dell’86%.

Handanovic nella sua settima stagione in nerazzurro, all’alba dei 35 anni, ha sfoderato probabilmente la miglior annata della sua carriera, dimostrando ancora una volta la sua grande affidabilità e confermandosi nella top 20 mondiale del ruolo.

L’algoritmo di valutazione del sito Whoscored.com dà un rating stagionale allo sloveno pari a 6,91; la nostra valutazione come Linea Inter è di 7,5.