Pagelle 18-19 vol.11: Marcelo Brozovic

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Marcelo Brozovic si è presentato ai nastri di partenza della stagione 2018-19 con grandi aspettative. Da quando Spalletti lo aveva messo mediano davanti alla difesa affidandogli enormi responsabilità in costruzione e definizione dell’azione il croato, fino a quel punto discontinuo e inaffidabile, si era imposto come uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Brozovic nell’arco di poche gare era diventato un giocatore cardine all’interno del sistema di gioco nerazzurro. Dalla stagione della riconferma, dopo il secondo posto ottenuto da protagonista ai mondiali, era lecito aspettarsi che il croato mostrasse le sue doti con continuità, finora suo vero tallone d’Achille in carriera.

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Titolare sin dalla prima gara stagionale, nonostante si fosse aggregato alla squadra da poche settimane, il croato riprende da dove aveva lasciato nella stagione precedente. La sua presenza in campo è un faro per i compagni e un porto sicuro al quale affidare il pallone, soprattutto nella circolazione bassa insistita. Decisivo nella gara con la Sampdoria dove a tempo scaduto regala i 3 punti ai nerazzurri, dando il via ad una striscia di 7 vittorie in campionato. A novembre per assecondare al meglio le sue responsabilità in costruzione Spalletti decide di passare al 4-1-4-1, in un modulo fortemente statico, Marcelo Brozovic riesce a dare un tocco di imprevedibilità ad una squadra sempre meno creativa e incentrata sui cross. I problemi del nuovo assetto però mettono in difficoltà il croato che si trova a difendere una porzione di campo enorme, costringendolo sovente  farsi  ammonire. Col ritorno al 4-2-3-1 Brozovic mantiene  la sua centralità all’interno della passmap nerazzurra. In Europa League il suo rigore sbagliato nella gara d’andata contro l’Eintracht Frankfurt è un primo mattoncino verso l’eliminazione dal torneo. Con ormai solo il campionato da disputare Brozovic viene schierato sempre, anche se non al top della condizione. Nell’ultima gara di campionato il suo eurogoal viene cancellato dalla sciocchezza di Keita. Sarebbe stato un degno coronamento per la grande stagione del MVP nerazzurro 2018-19.

Una precisione nel gioco lungo con pochi eguali

Marcelo Brozovic nel campionato appena concluso è stato il giocatore con più chilometri percorsi e con più passaggi effettuati (nonostante la grande mole di passaggi ha mantenuto una precisione del 90%), Brozovic ha effettuato oltre 80 passaggi ogni 90 minuti con un’influenza nel gioco nerazzurro pari al 15,3%. Il croato si è dimostrato anche un regista estremamente creativo, infatti ogni 90 minuti ha eseguito 1,7 passaggi chiave. Brozovic è stato il fulcro del possesso nerazzurro e sembra assurdo che un giocatore che arrivava a giocare anche 100-120 palloni a partita abbia perso solo 2,4 palloni p90. L’importanza di Brozovic non è solo limitata alla fase di possesso, ma anche alla fase di non possesso, il croato è stato l’ago della bilancia del sistema difensivo nerazzurro, infatti il castello difensivo interista e i problemi strutturali nel recupero palla dei nerazzurri sono stati occultati da un giocatore come Brozovic capace di coprire porzioni di campo immense, il 77 nerazzurro ha effettuato 5,3 contrasti p90 vincendone 3,4 (riuscita del 65%), oltre a 1,5 passaggi intercettati, 1,8 respinte. Il grande lavoro difensivo al quale è stato chiamato a eseguire Brozovic ha avuto un costo importante in termini di cartellini con ben 10 gialli e un rosso.

L’algoritmo di valutazione di Whoscored.com assegna a Brozovic un rating di 7, noi di Linea Inter abbiamo però deciso di assegnare al croato un voto pari a 8, valutazione che può risultare molto generosa, ma necessaria per ciò che il croato ha apportato alla causa nerazzurra in questa stagione.