Pagelle 18-19 vol.12: Matías Vecino

MILAN, ITALY - MAY 26: Matias Vecino of FC Internazionale in action during the Serie A match between FC Internazionale and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on May 26, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Matías Vecino ha svolto l’annata come jolly del nostro centrocampo, ricoprendo tutti i ruoli nel mezzo: mediano, mezzala e trequartista. Grazie alle sue caratteristiche, peculiari nella rosa dell’Inter, Spalletti ha potuto schierare un’arma in più, decisiva in alcune partite (nel derby vinto 3-2, il Milan non ha saputo leggere la sua posizione). Nonostante qualche leggero infortunio, Vecino è stato, di fatto, un titolare del centrocampo della stagione appena conclusa: 30 presenze in questa Serie A, 5 in Champions League e 4 in Europa League.

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Vecino è capace di difendere bene e scaricare il pallone a centrocampo grazie al buon uso del fisico (187 cm) e del baricentro ma le qualità per cui è stato tanto utilizzato da Spalletti sono il suo dinamismo e l’ottimo cambio di ritmo in progressione, fondamentali per alzare il baricentro salendo palla al piede. Uruguagio, infatti, si muove bene negli spazi stretti e si inserisce efficientemente nei triangoli. Il giocatore è anche capace di dare il suo contributo in fase difensiva, mostrandosi disponibile per il pressing e ingaggiando dei duelli in cui ne esce spesso vincitore.
In particolare, quest’anno, gli sono stati affidati più compiti nell’ultimo terzo di campo: Vecino effettua 2 tiri p90 di cui 1,5 in area di rigore. Infatti, è comune vedere l’uruguagio inserirsi in area di rigore durante le azioni offensive.

Testimone anche il dato sui passaggi: Vecino effettua 49,2 passaggi p90 con l’82% di precisione.
In pratica, Vecino viene meno ai compiti in costruzione ma gioca in una posizione più avanzata. Il cambiamento è netto rispetto alla scorsa stagione: viene chiamato meno spesso in causa, ma tocca il pallone spesso vicino alla porta, arrivando più spesso alla finalizzazione.
Anche in fase difensiva è apprezzabile lo sforzo dell’uruguagio: 3,4 contrasti tentati p90 (65% vinti) e 1 intercetto p90.

Stagione 2017/18 e 2018/19 a confronto.

Vecino non è un top player, ma possiede una tecnica discreta (non eccelsa) sufficiente a garantirgli una buona gestione della palla, fondamentale per quello che è stato il gioco di Spalletti nella sua era. Grazie a lui, l’Inter ha avuto un’alternativa offensiva in più oltre agli ormai prevedibili cross sugli esterni, ormai conosciuti da tutte le squadre. Inoltre, il suo apporto nelle partite fondamentali ci è noto, in primis il goal al Tottenham del 2-1 che ci ha consentito di giocarci la qualificazione agli ottavi di finale.
Non si può dire che l’uruguagio non metta impegno nelle partite ed è questa la sua forza, la cosiddetta “garra charrua” come direbbe Adani.
La stagione di Vecino va considerata positiva, soprattutto considerando il suo apporto nelle partite importanti. Non è il giocatore preferito dei tifosi perché non ha la tecnica che ci si aspetta da un centrocampista di livello, ma è innegabile che, senza Vecino, l’Inter non sarebbe dov’è, data la poca ampiezza del reparto di centrocampo.

L’algoritmo whoscored assegna a Vecino un rating di 6,75. Per quanto alcune partite siano state giocate sotto la sufficienza, l’uruguagio merita un 7 in pagella grazie a delle giocate che hanno portato punti pesanti: l’assist nel primo derby e il goal nel secondo, il goal contro il Tottenham e, purché solamente un legno, il palo contro l’Empoli nell’ultima giornata che ha portato al goal di Nainggolan.