Pagelle 18-19 vol.15: Joao Mario

Marco Luzzani/Getty Images)

Rientrato dal prestito al West Ham, Joao Mario ha passato l’estate con la valigia in mano, in attesa di una nuova squadra che puntasse su di lui. La richiesta dell’Inter era eccessiva, giustificata dalla somma spesa nell’estate 2016 per accaparrarselo, e purtroppo nessuno se l’è sentita di presentare un’offerta che accontentasse tutte le parti in causa.

Joao Mario ha dunque cominciato la stagione coi nerazzurri  indietro nelle gerarchie del centrocampo, non inserito nella lista UEFA (a causa delle limitazioni del Settlement Agreement), il portoghese nel corso delle settimane si è allenato con costanza e grande professionalità. L’esordio stagionale è avvenuto nella gara contro la Lazio, lanciato a sorpresa da Spalletti in una mediana a tre con Brozovic vertice basso e con Joao Mario e Borja Valero mezzeali. L’Inter gioca una delle migliori gare della stagione e porta a casa la vittoria con uno 0-3 perentorio. Nella gara successiva Spalletti ripropone il portoghese dal 1’ contro il Genoa, in 15 nerazzurro gioca una partita scintillante, probabilmente la migliore gara da quando è in nerazzurro, mette a referto un goal e 3 assist (ironia della sorte l’unico goal e gli unici assist realizzati in tutta la stagione), ma dà dimostrazione di un dominio tecnico degno dei migliori centrocampisti. Complice la pesante sconfitta con l’Atalanta, nella quale Joao Mario era stato assente, Spalletti decide di passare al 4-1-4-1, varando il centrocampo di qualità con Joao Mario e Borja Valero ad affiancare Brozovic. Inizialmente il cambio di modulo sembra portare frutti, in particolare Joao Mario dimostra miglioramenti in fase di smarcamento e di dialogo coi compagni, riesce ad utilizzare spazi più interni nella struttura difensiva avversaria.

Complice la crisi di risultati che colpisce la squadra ad inizio 2019, vengono fuori i limiti nell’ultimo terzo di campo di Joao Mario e Borja, l’Inter fa fatica a segnare, tra la 15esima e la 23esima giornata l’Inter realizza la miseria di 5 reti, questo andamento spinge Spalletti a restaurare il 4-2-3-1, riducendo drasticamente il minutaggio di Joao Mario. Da quel momento in poi il portoghese partirà titolare nella sola gara contro la Spal per poi giocare degli spezzoni nelle gare disputate contro Lazio, Genoa, Frosinone, Roma e Juve. La sua stagione si conclude a pochi giorni dalla sfida contro il Napoli, quando Spalletti lo sospende dall’allenamento accusandolo di scarso impegno.

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Nei 1168 minuti disputati in stagione il portoghese ha dato il suo contributo, anche se il suo rendimento dopo un ritorno scoppiettante è andato sempre in calando, dimostrandosi un giocatore poco incisivo nell’ultimo terzo di campo e soprattutto una mezzala di possesso poco fantasiosa, ma molto abile nel gestire il possesso, soprattutto in squadre che utilizzano il pallone per ordinare la propria struttura offensiva e soprattutto per disordinare la struttura difensiva avversaria. Il portoghese ha avuto grande influenza nel gioco arrivando a effettuare 35,2 passaggi a partita, giocati con grande precisione, con solo 1,4 palloni persi sempre a partita. Il suo contributo si è visto poco nell’ultimo terzo di campo, dove ha effettuato 0,8 tiri a partita e 0,9 passaggi chiave. La sua utilità nel secondo terzo di campo la si può apprezzare oltre che con i passaggi anche con il dribbling, che sono scaturiti dalle sue conduzioni palla, infatti il 15 nerazzurro ha tentato 1,2 dribbling, con una riuscita del 66%. In fase di non possesso il suo contributo lo si è apprezzato soprattutto nel contrastare l’avversario tentando 2,5 contrasti, ma con soli 1,4 riusciti a partita, molto basso il dato relativo agli intercetti solo 0,3 a partita.

L’algoritmo di valutazione del sito Whoscored.com dà a Joao Mario una valutazione di 6,7, noi di Liena Inter assegniamo al portoghese un modesto 5,5. Su di lui non vi erano grandi aspettative, aveva fatto intravedere qualcosa di buono quando schierato da mezzala, ma nel corso delle settimane si è rivelato un fuoco di paglia stabilizzandosi su un rendimento tutto sommato mediocre.