Pagelle 18-19 Vol. 20: Keita Baldé

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Keita Baldé dopo anni di corteggiamento nerazzurro nell’estate 2018 è approdato all’Inter. Le aspettative intorno a lui erano alte, ma conoscendo le qualità del giocatore in tanti erano sicuri che l’attaccante senegalese si sarebbe imposto da titolare e che l’Inter al termine della stagione avrebbe certamente speso i 30 milioni per riscattarlo da Monaco.

Sin dalle prime gare Keita viene impiegato da Spalletti, contro Sassuolo e Torino subentra, mentre nella trasferta di Bologna e nella gara contro il Parma parte addirittura titolare, trova spazio anche nella ripresa contro il Tottenham. La sua velocità, la sua fantasia e soprattutto il suo istinto per il goal lo rendono una riserva di lusso di Ivan Perisic. Nel corso dell’autunno trova spesso spazio non tanto da titolare, ma da subentrato, infatti la sua velocità con squadre lunghe può essere letale. Si sblocca segnando una doppietta al Frosinone, si ripete contro la Roma, in quel periodo il senegalese mette seriamente in dubbio la titolarità di Ivan Perisic, un feticcio di Spalletti. Keita chiude il 2018 in crescendo realizzando l’assist per Lautaro nella vittoria contro il Napoli nel Boxing day e soprattutto con la rete che dà all’Inter gli ultimi 3 punti del girone d’andata. Alla ripresa del campionato Keita si infortuna al bicipite femorale, un infortunio inizialmente di lieve entità, il cui recupero si rivelerà più lungo del previsto. L’ex Lazio ritorna in campo nella gara di Europa League contro l’Eintracht, schierato da punta cerca di piegare l’inerzia di una gara complicata per un Inter decimata dagli infortuni e dalle limitazioni della rosa imposte dall’UEFA. L’infortunio oltre ad aver fatto saltare a Keita la parte nevralgica della stagione, lo ha privato anche della brillantezza che lo aveva contraddistinto nel suo momento migliore. Keita da lì in poi giocherà titolare solo contro la Lazio, per il resto della stagione troverà solo spazio da subentrato. Nell’ultima gara della stagione viene schierato ad inizio secondo tempo, arretrando Perisic a terzino, in quei 45’ Keita dà un saggio delle sue doti e dei suoi limiti, porta in vantaggio l’Inter con un tiro secco dal limite dell’area, però sulla sinistra lascia sempre Dalbert (subentrato a Perisic, nda) in inferiorità numerica e in occasione del pari di Traorè non segue Di Lorenzo libero di poter risalire il campo e disordinare la struttura difensiva nerazzurra; in pieno recupero poi compie un’ingenuità colossale commettendo un fallo inutile su Dragowski, che causa l’annullamento della rete di Brozovic e soprattutto gli costa un cartellino rosso, oltre a prolungare di un minuto l’agonia di tutti i tifosi nerazzurri.

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Keita in nerazzurro ha disputato 1.045 minuti, tra campionato, Champions League ed Europa League, mettendo a segno 5 reti e 3 assist, un bottino discreto, ma non sufficiente al punto da far spendere all’Inter 30 milioni per riscattarlo. Offensivamente era lecito aspettarsi qualcosa in più, non tanto da un punto di vista realizzativo, quanto da un apporto in termini di fantasia, infatti Keita ha tentato solo 1,4 dribbling a partita di cui solo 0,8 riusciti ed ha effettuato solo 0,8 passaggi chiave a partita. In fase di non possesso il suo apporto è stato mediocre con solo 0,1 intercetti e 0,7 contrasti tentati a partita (di cui 0,4 vinti). Un rendimento nel complesso al di sotto delle aspettative, visti i compiti assegnatigli e le qualità del giocatore.

L’algoritmo di valutazione di Whoscored.com assegna a Keita un rating di 6,5; la redazione di Linea Inter assegna al senegalese un voto di 5,5 vista la grossa discrepanza tra le aspettative attorno al giocatore al suo arrivo e il suo rendimento effettivo.

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