Pagelle 18-19 Vol. 21: Mauro Icardi

Emilio Andreoli/Getty Images

Attenzione! Col seguente articolo non tratteremo la vicenda della destituzione di Icardi, ma faremo semplicemente una valutazione sul  suo rendimento stagionale dentro al campo.

Mauro Icardi alla vigilia della stagione 2018-19 era il giocatore al centro del progetto tecnico e comunicativo, alla quarta stagione da capitano, un autentico leader tecnico e trascinatore dei nerazzurri, fresco del titolo di capocannoniere conseguito con 29 reti.

La stagione di Icardi parte a rilento, fa un assist a Perisic contro il Torino, ma in zona goal latita, complice anche un lieve infortunio che gli fa saltare la trasferta di Bologna e il primo tempo contro il Parma. La prima rete stagionale arriva in Champions League con un goal da fuori area (il secondo da fuori area da quando veste nerazzurro) che vale il temporaneo pareggio. La prima rete in campionato arriva contro la Fiorentina su rigore, nella stessa gara fa anche l’assist decisivo per la rete del 2-1 di D’Ambrosio. Ottobre è il mese d’oro di Icardi, vince anche il premio di miglior giocatore AIC per il mese di ottobre, segnando 5 reti in campionato (2 alla Spal, una al Milan e due alla Lazio) oltre alla rete in Champions League contro il PSV. Il periodo in cui Icardi segna con regolarità è certamente il miglior periodo della stagione dell’Inter, che battaglia per il secondo posto col Napoli e mette in cascina buona parte dei punti stagionali. Con l’arrivo di dicembre Icardi comincia a mutare il suo gioco, entra maggiormente nel vivo della manovra e delizia il pubblico col un bagaglio tecnico che in pochi gli riconoscevano, questa mutazione nel suo stile di gioco lo rende più pericoloso in campo, vedendo aumentare il livello medio dei suoi Expected Goals, ma arrivano pochissime reti. Icardi sembra sempre più uomo squadra e trascinatore, lo si vede sia da alcuni gesti fuori dal campo, come i Rolex regalati ai compagni di squadra, ma anche dalla determinazione messa in campo nelle gare decisive per l’accesso agli ottavi di finale di Champions League, il girone si chiuderà con un’amara eliminazione, ma con Icardi assoluto protagonista con 4 reti nelle sue prime 6 gare di Champions League.

Con l’arrivo del 2019 si addensano le nubi, Icardi non vede più la porta, segna contro Benevento e Lazio in Coppa Italia su rigore, ma nella gara casalinga contro il Bologna ha almeno due palle goal che normalmente insaccherebbe, il suo momento di difficoltà si protrae fino alla sfida contro il Parma, fino al 13 febbraio. Alla vigilia della sfida contro il Rapid Vienna Icardi viene destituito da capitano, su ciò che è successo prima di tale evento e tutto il casino che ne è scaturito nei mesi successivi se n’è già parlato ampiamente, ma questo articolo non tratterà della vicenda Icardi.

L’argentino ritorna in campo il 3 aprile nella gara esterna contro il Genoa, segna su rigore (da lì in poi segnerà solo su rigore) e fa un assist per Perisic; per un momento sembra che Icardi sia tornato al suo posto a fare ciò che meglio sa fare e che il peggio è passato. Nelle gare successive si contenderà la maglia da titolare con Lautaro, riuscendo sì a mantenere il posto da titolare ma non trovando mai la via del goal, come se qualcosa si fosse rotto, non tanto a livello fisico, ma psicologico. Icardi segna il goal della bandiera nella caporetto di Napoli prima di sbagliare il rigore decisivo in casa contro l’Empoli, un errore pesante che ha ribaltato l’inerzia psicologica della gara. La sua stagione e probabilmente la sua avventura nerazzurra si concludono al 71’ minuto di Inter-Empoli quando viene sostituito da Lautaro Martinez, in un’ideale staffetta argentino-nerazzurra.

Inquadrare statisticamente la stagione di Icardi è estremamente complicato. Icardi ha realizzato 11 reti da 15,23 Expected Goal (xG), un’underperformance molto pesante, per un attaccante che nelle stagioni precedenti era sempre stato ampiamente in overperformance. La sterilità offensiva nerazzurra a partire da Dicembre in poi è stata fortemente condizionata dallo scarso rendimento realizzativo dell’ex capitano. Icardi rispetto alla stagione precedente ha mantenuto lo stesso numero di conclusioni 2,94 p90 e non ha visto neanche ridursi di molto i suoi xG p90 passati da 0,69 a 0,60, ma i suoi goal p90 passati da 0,87 a 0,43, praticamente dimezzati. In compenso è migliorato in rifinitura con 1,35 passaggi chiave p90, un valore più alto anche rispetto alla stagione 2016-17 nella quale realizzò 8 anni, quest’anno i suoi assist sono stati solo 4, nonostante un valore di Expected assist p90 rimasto costante. La partecipazione al gioco da parte di Icardi, nonostante in un periodo fosse maggiormente coinvolto nel possesso, è rimasta comunque marginale con solo 16,2 passaggi effettuati (un numero comunque maggiore rispetto ai passaggi effettuati nelle 2 stagioni precedenti).

L’algoritmo di valutazione di Whoscored.com ha assegnato ad Icardi un rating di 6,89 noi non condividiamo questa valutazione e assegniamo all’ex capitano un 4,5; non tanto per le arcinote vicende legate alla sua destituzione da capitano, ma perché riteniamo Icardi una delle principali cause dell’underperformance realizzativa nerazzurra nella stagione appena conclusa, non a caso l’Inter ha realizzato 9 reti in meno rispetto al campionato precedente, 9 reti che mancano presumibilmente dal tabellino di Icardi; mentre il mezzo punto in più è dato dal grande rendimento dell’Argentino in Champions League.

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