Pagelle 18-19 Vol. 22: Lautaro Martínez

during the Serie A match between FC Internazionale and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on May 26, 2019 in Milan, Italy.

Lautaro Martínez è stato l’acquisto che, probabilmente, ha incuriosito maggiormente il tifo nerazzurro, dato che è stato etichettato come l’erede del Principe. El Toro è stato bloccato dall’Inter nel Gennaio 2018, colpo studiato da Javier Zanetti e Diego Milito, abbattendo la concorrenza di Borussia Dortmund e Atletico Madrid.

Complice la scarsa condizione dell’intera rosa e dei numerosi infortuni, Lautaro parte titolare nella prima gara di campionato contro il Sassuolo giocando 70 minuti piuttosto scialbi. Fino alla settima giornata rimarrà praticamente sempre in panchina (a causa di un infortunio al polpaccio) ma, contro il Cagliari, giocherà l’interezza della gara mettendo a segno una rete. Il goal avviene di testa e, per un calciatore alto 1,74 metri, indica grandi cinismo e tempismo nell’inserimento. Il toro è un giocatore che non ha paura di nessuno e ama la sfida, mettendo sempre impegno nelle partite e non mollando di un centimetro. Ma il titolare è Icardi: Martínez è una riserva, una risorsa in più che deve ancora maturare, e nella prima parte del campionato riceverà la maglia da titolare solamente per far riposare Icardi in occasione della Champions League.

Pur partendo spesso dalla panchina, Lautaro comincia ad ambientarsi nella squadra e in Serie A, tanto da guadagnarsi uno spazio negli ultimi minuti in circa tutte le partite, raggiungendo l’apice contro il Napoli: in soli 7 minuti ha deciso il match segnando una rete pesantissima che, a dicembre, sembrava avere ipotecato il terzo posto (persino avvicinando l’Inter al secondo).

Con l’arrivo di febbraio e l’autoesclusione di Icardi dalla rosa, Lautaro diventerà perno centrale dell’attacco nerazzurro, col passaggio di testimone in Parma-Inter della 23 esima giornata dove, subentrando al 77’, segnerà il goal dell’1-0.
Da qui giocherà tutti i minuti fino ad Inter-Lazio, dove resterà fuori dal campo per un problema alla coscia.
Prima, però, c’è stato il derby di Milano: Lautaro qui conquista definitivamente i tifosi, giocando una gara strepitosa condita da un goal su rigore e un assist e riportando l’Inter al terzo posto, scacciando i fantasmi dell’Europa League.

Nelle ultime giornate, Icardi viene reintegrato e gioca più di Lautaro anche a causa del suo recente infortunio ma Napoli-Inter funge da messaggio per la squadra: El Toro è l’attaccante titolare dell’Inter.
Martínez conclude la stagione con 9 goal (6 in Serie A, 1 ogni 196’) e 2 assist, dimostrando di poter dire la sua pur avendo solo 21 anni.

Nonostante un’annata problematica per i nerazzurri, Lautaro si è messo in mostra abbastanza per farci intuire tutte le sue doti: tecnica, classe, grinta, tiro e anche visione di gioco.
Guardando i dati della Serie A, El Toro tira 4,41 volte p90 producendo ben 0,54 xG90 e in totale 8,02 xG, underperformando di 2 reti che ci indicano del potenziale inespresso nel ragazzo, che tenta anche 1,9 dribbling p90 (completandone il 47%). Il problema risiede nell’estraneità dal gioco per gran parte del match: Lautaro sta ancora imparando a leggere le partite, infatti conclude solamente 16,2 passaggi p90 ma quando tocca il pallone, è sempre pericoloso; infatti, registra 1,42 passaggi chiave p90 e 0,19 xA90 (in totale 2,78). La spiegazione è presto data: l’argentino è solito tentare giocate rischiose (perde 3,9 palloni p90), ma riesce sempre a farsi valere, guadagnandosi una xGChain90 di 0,55 (quando è coinvolto nel possesso, l’azione produce 0,55 xG per 90 minuti). Nonostante l’altezza, ingaggia 5.8 duelli aerei p90 e ne vince il 40%, segno di grinta e tempismo. La “garra” è confermata dai 0,7 contrasti effettuati p90 con una certa aggressività, testimoniata dai 1,8 falli commessi p90 e i 7 cartellini stagionali ricevuti in tutte le competizioni con l’Inter.

L’algoritmo whoscored assegna a Lautaro un rating di 6,64. Noi di Linea Inter alziamo il voto a 7: per un ragazzo di 20 anni il balzo in Serie A è sicuramente difficile ma Martínez ha mostrato una voglia non indifferente, ottenendo grandi risultati senza deludere le nostre aspettative. El Toro si è rivelato decisivo già alla sua prima stagione in maglia nerazzurra nonostante le difficoltà ambientali, quindi lo riteniamo promosso a pieni voti.

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