Pagelle 18-19 vol.5 Kwadwo Asamoah

Marco Luzzani/Getty Images

Giunto in estate a parametro zero dai rivali bianconeri, Kwadwo Asamoah sarebbe dovuto essere l’innesto di esperienza per ricoprire il ruolo di terzino sinistro, un ruolo che per la narrazione nerazzurra ha un ché di mitologico, un ruolo nel quale durante le ultime stagioni si sono alternati giocatori che hanno puntualmente deluso le aspettative. La scelta di portare a Milano Asamoah segue la logica di prendere un giocatore a basso rischio, solido, che conosca già il campionato e che possa garantire un rendimento affidabile.

Nel corso del precampionato Spalletti lo aveva schierato come mediano, in tanti pensavano che il ghanese avrebbe potuto rinforzare la batteria del centrocampisti nerazzurri, ma in realtà era stato schierato in quella zona per supplire alla penuria di centrocampisti nel periodo estivo.

Visti i cronici problemi al ginocchio per il ghanese Spalletti ha preferito impiegarlo come terzino, ruolo che ha ricoperto stabilmente dal 2012. Nelle prime gare ufficiali della stagione Asamoah ha ricoperto differenti ruoli nello scacchiere tattico di Spalletti, ancora in vena di sperimentazioni estive: nella gara di esordio in campionato il ghanese partì esterno di centrocampo nel 4-4-2, nella gara col Torino giocò come terzino/esterno a tutta fascia; a partire dalla gara col Bologna Asamoah è stato schierato definitivamente come terzino di una difesa a 4.

Sin dalle prime gare in nerazzurro l’inserimento di Asamoah è stato semplice e immediato, il suo carico di esperienza portava in dote alla squadra sicurezza anche nelle situazioni difensive più intricate, che nella gestione del pallone nella costruzione dal basso. Asamoah nei primi mesi della stagione nerazzurra si era rivelato uno dei giocatori più positivi. Il punto più alto del suo inizio di stagione in nerazzurro era stato l’assist per il goal dell’uno pari di Icardi contro il Tottenham; da lì in poi il suo rendimento si è stabilizzato sulla sufficienza. Col passaggio al 4-3-3 sono aumentati i compiti in costruzione del ghanese, riducendo i compiti di spinta, spesso privando Perisic di un supporto sulla corsia e rendendo la manovra nerazzurra sempre più lenta, prevedibili e statica. Il punto più basso della sua avventura nerazzurro si è toccato nell’ultima gara del girone di Champions, durante la quale un suo pallone perso al limite dell’area ha complicato non poco la rincorsa alla qualificazione agli ottavi poi sfuggita. L’errore contro il PSV è stato parzialmente rimediato dal salvataggio contro il Napoli nella gara d’andata. Nella seconda parte della stagione si è adagiato all’andamento della squadra, un andamento sufficiente e con rari momenti di esaltazione.

Asamoah ha avuto maggiori compiti in fase di costruzione di gioco e di consolidamento del possesso, che non di spinta, infatti è stato il terzo giocatore con più passaggi effettuati, dietro a Skriniar e Brozovic con 62,7 passaggi p90. Il ghanese si è visto poco nell’ultimo terzo di campo, privando spesso Perisic di un supporto offensivo e soprattutto di un giocatore che portasse via un uomo sulla fascia, non a caso il ghanese ha effettuato meno di 2 cross ogni 90 minuti (1,7), anche se nelle poche sortite offensive è stato in grado di eseguire un passaggio chiave p90. Spesso la sua scarsa intraprendenza privava la squadra di uno sbocco sulla fascia sinistra costringendo Perisic o un centrocampista ad allargarsi nel corridoio più esterno, in compenso ciò dava maggiore stabilità alla linea difensiva nel fronteggiare le transizioni avversarie. In fase di non possesso Asamoah ha mostrato ancora una volta tutta la sua solidità, nonostante i limiti fisici; il ghanese ha tentato 2,2 contrasti p90, vincendone 1,5, ha eseguito 1,3 intercetti p90, si è disimpegnato bene anche nei duelli aerei vincendone 0,8 su 1,5 tentati.

L’algoritmo di valutazione di Whoscored.com dà al giocatore un rating di 6,92. Basandoci su questa valutazione il nostro voto è 6,5. Una sufficienza piena per un investimento a basso rischio.