Candreva: “Parlare ora di scudetto non mi sembra giusto: in questo momento il vero scudetto, per tutti, sarebbe vincere contro questo virus”

Intervistato dal Corriere dello Sport, Antonio Candreva, ha parlato dell’attuale situazione del calcio italiano, dell’emergenza Coronavirus e del suo futuro in nerazzurro

EMERGENZA – “Pensare a questo scenario pensando a quanto successo in Cina? Sinceramente no. L’immagine simbolo? Quelle degli infermieri nei vari ospedali d’Italia con il volto segnato dalla fatica e dalle maschere di protezione. Davvero terribile. Voglio dire grazie per l’immenso coraggio che dimostrate ogni giorno, per la vostra dedizione, per i vostri sacrifici. Ce la faremo sicuramente. Ne usciremo più forti di prima”

JUVE-INTER – “Ero molto dispiaciuto per Daniele Rugani e allo stesso tempo mi sono preoccupato per noi, anche se personalmente non lo avevo incrociato né in campo né negli spogliatoi. La mia preoccupazione più grande era quella di contagiare la mia famiglia. Mi sarei sentito tremendamente in colpa. Se rispettiamo le regole che ci vengono date non dobbiamo avere paura”

IL PAPÀ –  “I miei parenti sono ancora a Roma e questa è la cosa che mi fa soffrire di più: non poter andare a trovare mio padre, che è malato da circa un anno, è davvero brutto. Il mio pensiero costante va a lui”

PAROLA FINE SUL CAMPIONATO – “Finire a giugno o luglio? Sicuramente sarebbe un’esperienza nuova… Magari non ottimale visto il caldo e uno stop così lungo, ma vedremo. Ovviamente rispetterò ciò che decideranno”

SCUDETTO – “Chi vince? Mancherebbero tante partite da giocare… Parlare ora di scudetto, però, non mi sembra giusto: in questo momento il vero scudetto, per tutti, sarebbe vincere contro questo virus. La Juventus è uno squadrone che da anni è ai vertici e non scopriamo niente. Ogni partita però fa storia a sé: ogni sconfitta va presa nel migliore dei modi e analizzata con l’obiettivo di migliorarci. Sono questo tipo di incontri quelli che fanno crescere in vista delle sfide future”.