Le pagelle di fine anno vol. 3 – Esterni

Proseguiamo ora con quello che a conti fatti è il reparto che complessivamente ha mostrato più discontinuità di rendimento nel corso di quest’annata e che probabilmente verrà maggiormente rivoluzionato nel corso di questa sessione di calciomercato: i quinti di centrocampo, o, più semplicemente, gli esterni.

Antonio Candreva 6,5

Stagione in chiaroscuro quella di Candreva, da una parte Conte è riuscito indubbiamente a rigenerare quello che durante la scorsa stagione sembrava un giocatore ormai  destinato ad un inesorabile declino, dall’altra è doveroso ammettere che, più volte nel corso dell’anno, ha dimostrato che purtroppo se l’Inter vuole raggiungere dei traguardi importanti ha bisogno di maggiore qualità su quella fascia (evidentemente lo sapevano anche dalle parti di Viale della Liberazione ed hanno già portato a casa Hakimi). Accennavo prima alla sua rigenerazione, sicuramente la fiducia datagli dall’allenatore ha influito, ma in maniera ancora maggiore ha influito lo spostamento (rispetto allo scorso anno) in un ruolo più consono alle caratteristiche del Candreva attuale, un giocatore con tanta gamba, in grado coprire tanto campo, ma privo sia di un primo passo in grado di dar seriamente fastidio ai difensori avversari negli uno contro uno, che della lucidità adeguata per prendere scelte importanti negli ultimi 20 metri.

Candreva conclude il poker della prima giornata di campionato con uno dei gol più belli dell’anno.

In definitiva 6 gol e 8 assist considerando tutte le competizioni, tanto impegno e tanti km percorsi, nonostante dei limiti palesi la sufficienza abbondante se la merita tutta.

Cristiano Biraghi 5,5

Arrivato sottotraccia, in un’operazione che ha scaldato il cuore dei tifosi più per la partenza del vituperato Dalbert che per il suo arrivo, possiamo dire che tornando alla Fiorentina (pare che lo scambio di prestiti non verrà rinnovato) non lascerà i tifosi nerazzurri con tanti rimpianti. Ad onor del vero la sua applicazione ai dettami tattici di Conte è stata pressochè encomiabile, e i suoi numeri nemmeno così malvagi in relazione alle presenze (3 gol e 6 assist in tutte le competizioni, in 23 partite complessive) ma la sua ferrea volontà nel non voler mai puntare l’uomo e la sua sostanziale incapacità nel creare superiorità numerica sulla  fascia, ci impediscono, nonostante tutta la buona volontà e una seconda parte di stagione in leggero crescendo, di dargli la sufficienza.

Biraghi va a segno con un potente destro sul secondo palo a Ferrara contro la Spal.
Danilo D’Ambrosio 6

Stagione inizialmente problematica per D’Ambrosio, patisce 3 diversi infortuni, 2 dei quali richiederanno quasi un mese per una completa guarigione, come se non bastasse Conte non sembra puntare molto su di lui, dietro ci sono già Godin e Skriniar a contendersi il posto di terzo di destra dopo l’esplosione di Bastoni, a centrocampo Candreva gode di grande fiducia da parte del mister e a Gennaio arriva anche Moses. Incredibilmente però, l’inossidabile Danilo, si riscopre mattatore di fine stagione, sigla 2 gol nelle ultime due partite di campionato e si ritrova titolare inamovibile nella volata finale in Europa League, purtroppo la storia non avrà un lieto fine, ma, nonostante tutto, farei veramente una gran fatica a non mettergli la sufficienza.

Un esterno crossa, l’altro conclude l’azione stringendo in area, un classico di Antonio Conte, qui eseguito da Biraghi e D’Ambrosio a San Siro contro la Lazio.
Ashley Young 6,5

Sufficienza abbondante per l’esterno arrivato a Gennaio per cercare di ritrovare spunti e qualità su una fascia sinistra ormai orfana di Asamoah e diventata proprietà esclusiva di Biraghi. Il giocatore inglese mostra sin da subito che, nonostante le tante primavere alle spalle, può ancora dire la sua in un campionato di alto livello (ok, la Serie A non sarà la Premier, ma non è nemmeno la Super League cinese), mostrando di avere una prestanza fisica invidiabile ed andando a segno 4 volte in campionato (aggiungendo anche 4 assist), ma soprattutto mettendo un insperato freno ai minuti in campo di Biraghi, che da quando il ghanese è scomparso dai radar iniziavano a diventare decisamente troppi.

L’azione personale di Young contro l’Atalanta si conclude con un bel destro a girare sul secondo palo.
Victor Moses 5,5

Arrivato a Gennaio tra molti dubbi e perplessità, soprattutto legate alla sua propensione agli infortuni, li conferma praticamente in toto facendosi male 2 volte ed in generale non mostrando ciò che di positivo ha mostrato Young sulla corsia opposta. O meglio, delle cose positive le fa anche vedere, a sprazzi isolati, come la splendida giravolta che porta all’assist per Bastoni a Parma, o il cross per il gol di Lukaku nel derby di ritorno, due giocate assolutamente notevoli, da giocatore di talento quale lui è, ma contornate da grande inconcludenza e acciacchi fisici.

L’assist di Moses regala a Bastoni una palla con scritto “spingimi” per strappare i 3 punti nella complicata trasferta di Parma.
Valentino Lazaro 4,5

Onestamente il voto (che ovviamente sa di pesante bocciatura) più che averglielo dato io gliel’ha dato Conte, lui l’ha visto in allenamento e lui ha deciso che, nonostante la cifra tutto sommato importante spesa per garantirsi le sue prestazioni, Lazaro non poteva essere parte di questa rosa. Certo, per quel poco che ha mostrato in campo non ha sicuramente dato l’impressione di essere una folgore sulla fascia, magari un po’ indisponente sul piano tattico, ma da qui a grantirsi un’esclusione così netta e decisa ce ne passa. La maledizione della fascia destra quindi continua, dopo Jonathan, Schelotto, Wallace, Montoya e lo sfortunato Vrsalijko si allunga lista degli eredi inadeguati dell’indimenticato Maicon; di Valentino Lazaro ci ricorderemo dell’assist per Vecino contro il Verona, delle treccine sgargianti e veramente poco altro.

L’assist per Vecino contro il Verona rappresenta praticamente l’unica giocata degna di nota di Lazaro in nerazzurro. Peccato.
Kwadwo Asamoah s.v.

Che voto dare ad Asamoah? Ha giocato decisamente troppo poco per garantirsi la sufficienza, ma allo stesso tempo le insufficienze bisogna anche meritarsele sul campo. Sì, lo so che in realtà ha giocato più lui di Lazaro e che quindi non avrebbe senso non dargli il voto, però l’austriaco non ha giocato ed è stato poi mandato via in quanto ritenuto inadeguato, Asamoah ha avuto solo tanta, troppa, sfortuna.

Asamoah quando era ancora nel pieno delle sue facoltà fisiche.