LINEA INTER VAR REVIEW – ATALANTA VS INTER – GIACOMELLI

Per l’ultima gara della stagione 2019-20 dell’Inter è stato Scelto Piero Giacomelli di Trieste. Un premio alla carriera di un arbitro che lascia per limiti di permanenza in Serie A. Ricordiamo subito infatti che un arbitro non internazionale non può stare per più di 10 stagioni in organico CAN A. Una carriera quella di Giacomelli che per l’appunto mancando lo step da internazionale si chiude cosi dopo più di 120 partite nella massima categoria. Un peccato per un atleta molto simpatico dentro e fuori dal campo, che ha fatto sempre della tranquillità e del sorriso la sua arma migliore, cosa molto rara tra i suoi colleghi, alle quali però purtroppo non ha mai saputo abbinare la necessaria continuità. 

Atalanta-Inter era il match clou della giornata, è con Rocchi dirottato a Torino per la sua passerella in Juve- Roma (partita che non arbitrava da quella famosa del 2014 ricca di polemiche) la scelta è ricaduta di conseguenza sull’altro arbitro che da domani appenderà il fischietto al chiodo. 

ATALANTA – INTER
GIACOMELLI
PERETTI – BINDONI
IV: DOVERI
VAR: NASCA
AVAR: MONDIN 

La gara di Giacomelli più che una passerella in realtà si è rilevata un pò come la scalinata di San Remo, non particolarmente impegnativa se non hai i tacchi, ma neanche facile come un Red Carpet. 

Giacomelli ha arbitrato mostrando ancora una volta la sua calma e la tranquillità che lo hanno sempre contraddistinto, tenendo sempre gli animi sereni anche laddove magari un altro arbitro avrebbe reagito con più “aggressività”. 

Ha saputo leggere bene la partita, capendo che nonostante la posta in palio, l’obiettivo principale di entrambe le squadre era quello di giocare al calcio, sebbene facciano dell’aggressività la loro forza al livello difensivo. 

Analizziamo dunque in dettaglio gli episodi: 

-10’ Zapata nel tentativo di raggiungere il pallone in scivolata finisce per travolgere Handanovic in uscita bassa: è un intervento negligente sebbene in “live” potesse sembrare imprudente e dunque giusto non ammonire, come avrebbe potuto invece fare un arbitro meno esperto è più “agitato”. 

-13’ D’ambrosio reclama per una sospetta spinta di Gosens ai suoi danni in area di rigore, ma si tratta più che altro di un semplice appoggio, giusto lasciare giocare. 

-22’ Giallo a De Vrij, primo intervento sopra le righe della partita, più per la pericolosità che per la volontà di fare il fallo, senza farlo apposta il contatto è con la gamba alta e dunque imprudente, giusta l’ammonizione. 

-36’ Forse l’unico vero errore della gara di Giacomelli: manca il giallo a D’ambrosio che scivolando colpisce pienamente il piede di Gomez. Sicuramente era più giallo questo di quello di De Vrij e probabilmente, ma questa è solo una teoria personale, se non l’avesse fatto avrebbe sicuramente ammonito in questa occasione. 

-37’ Un giocatore dell’Atlanta colpisce leggermente con il piede la testa di Lautaro disteso a terra a seguito di un fallo, il quale reagisce dandogli una manata all’altezza del ginocchio. 

Questi sono i classici casi dove emerge di più la personalità dell’arbitro, che deve capire chi si sta “scontrando” e soprattutto il momento della partita. 

La decisione più corretta da prendere sarebbe stata quella di fischiare tempestivamente e allontanare l’atalantino in modo tale da evitare la reazione di Lautaro. Non essendo riusciti a fare questo allora si possono scegliere due strade: ammonire entrambi i calciatori o richiamarli verbalmente. Questa la seconda scelta di Giacomelli, corretta per il tipo e il momento di una gara tutto sommato tranquilla per delle “scaramucce” comunque sia lievi e che non hanno causato nessuna ferita o conseguenze più gravi. 

-44’ Giallo facile per Toloi che sgambetta in scivolata Lautaro 

-73’ Djimisti colpisce con una ginocchiata da dietro Barella. Non fosse stato già ammonito, non fare giallo sarebbe stato sicuramente un errore, trattandosi invece di un secondo, come detto più volte nelle rubriche precedenti, può essere condivisibile la scelta di non ammonire e di conseguenza non espellere il calciatore in un momento della partita tranquillo e con un ambiente che ha accettato serenamente la decisione (strano che non si siano sentite le urla di Conte). 

In conclusione si è trattato di un dignitoso “Canto del cigno” per Giacomelli a cui va un sincero in bocca al lupo per il futuro, che se dovesse, come fanno quasi tutti, trovare posto nei quadri tecnici dell’AIA, sicuramente saprà portare una ventata di simpatia e di frizzantezza alle giovani leve, spesso appesantite da chi si prende troppo seriamente. “Prosit!”. 

*Ndr: con questo episodio si conclude il progetto della rubrica Linea Inter VAR Review di Linea Inter per questa stagione. Con l’augurio di rivederci in pianta stabile dal prossimo campionato, un ringraziamento va a tutti coloro che ci hanno letto e seguito, specialmente a chi, con educazione e rispetto e permettetemi anche un minimo di intelligenza, ha commentato i vari post chiedendo delucidazioni e chiarimenti. Come ha giustamente detto Caressa ieri intervistando Rocchi l’ultimo step che manca all’AIA è quello di spiegare al popolo le decisioni prese attraverso le parole degli stessi arbitri. Purtroppo questo ancora non è possibile. In tale ottica l’intento di questa rubrica è sempre stato proprio questo: cercare di diffondere il regolamento del giuoco del calcio e le varie disposizioni AIA attraverso le gare dell’Inter con l’obiettivo di rendere più consapevoli e meno “complottisti” i tifosi dell’Inter, da sempre e per sempre primi in quanto ad eleganza e sportività.