LINEA INTER VAR REVIEW – LAZIO – INTER – GUIDA

LAZIO – INTER h.15.00
GUIDA
CARBONE – LONGO
IV: MASSA
VAR: IRRATI
AVAR: VIVENZI

Una designazione coerente con le aspettative quella di Guida in Lazio- Inter, coadiuvato al VAR da Irrati, top mondiale in questo ambito, poiché l’arbitro campano è, in un roster tra i meno qualitativi di sempre, uno dei migliori.

Analizzare l’operato di Guida in questa partita non è affatto semplice. La sua prestazione può infatti essere vista in due prospettive diverse. In una si può dire che Guida abbia fatto un’ottima prestazione, nell’altra pessima.

I motivi di tale discrepanza sono da ritrovare in un discorso ben più più ampio che rientra in tutta la sfera dell’arbitraggio in sé e non del singolo caso di Guida.

È un discorso lungo e difficile da spiegare in poche righe. Riassumendo quanto più possibile possiamo dire che ci sono due modi di arbitrare: uno regolamento alla mano e uno più “Popolare” che tiene più conto di fattori esterni quali: ambiente, gara, agonismo, importanza.

Il punto focale dell’analisi ruota intorno a due casi. Le espulsioni di Immobile al 68’ e di Sensi all’86’.

Nonostante sia diversa l’entità delle due reazioni, in realtà sono ben più simili di quello che sembrano.

Partiamo da ciò da ciò a cui ogni arbitro deve fare riferimento: il regolamento. Entrambe le due espulsioni sono state dirette per condotta violenta.

*Condotta violenta: Un calciatore si rende colpevole di condotta violenta quando usa o tenta di usare vigoria sproporzionata o brutalità contro un avversario in mancanza di contesa per il pallone, o contro un compagno di squadra, un dirigente, un ufficiale di gara, uno spettatore o qualsiasi altra persona, a prescindere dal fatto che si concretizzi o no un contatto. Inoltre, un calciatore che, in mancanza di contesa per il pallone, colpisce intenzionalmente con le mani o le braccia un avversario o qualsiasi altra persona sulla testa o sul volto è colpevole di condotta violenta, a meno che la forza usata sia irrilevante.

Analizziamo dunque i casi:
– in entrambi non vi è contesta del pallone e il gioco è fermo
– entrambi hanno colpito intenzionalmente un avversario con le mani al volto (collo è come volto).

Fermandoci qui con il regolamento potremmo dire che Guida ha fatto bene in entrambi in casi.

Tuttavia, è sulla parte finale della regola che è bene soffermarci: a meno che la forza usata sia irrilevante”.

Lo schiaffo di Immobile, anche se è di striscio, è sicuramente un gesto in cui è stata usata forza, basti vedere come era teso il braccio mentre caricava il colpo.

La manata di Sensi invece si configura più come un buffetto, e dunque rientra nei casi in cui la forza usata è irrilevante. Di conseguenza si può dire che al livello regolamentare l’espulsione di Sensi sia un errore.

A parer esclusivamente personale, dal basso delle mie 400 partite arbitrate nelle categorie minori, se Immobile non fosse stato espulso prima, Guida non avrebbe mai fatto lo stesso con Sensi.

Ma allora come mai resta quell’altra prospettiva secondo cui Guida abbia fatto bene in entrambi i casi?

In questo caso bisogna rifarci a quella situazione di ambiente e coerenza di una gara che non sono scritte sul regolamento. Quella che gli arbitri chiamano “Regola 18”: la regola del buon senso (e della coerenza, ndr).

L’arbitraggio di Guida, al livello di gestione tecnica e disciplinare della gara al di fuori dei due sopracitati episodi non si può ritenere che ottima, ma soprattutto coerente.

Fin dal primo minuto ha impostato la gara con la maturità di un arbitro esperto che sa e vuole essere coerente da una parte e dell’altra. Pochi e mirati i falli fischiati da ambo le parti, di cui sono esempio le ammonizioni contemporanee di Inzaghi e Lukaku per proteste. Tra le due sicuramente quella di Inzaghi sarebbe stata la più meritevole, ma essendoci stata anche la protesta di Lukaku, Guida, per coerenza, ha colto al balzo l’occasione di ammonire entrambi così da sedare le polemiche su entrambi i fronti.

L’ammonizione di Lukaku è dunque esagerata, ma coerente al pari dell’espulsione di Sensi.

Se dunque si deve analizzare l’episodio al livello regolamentare: giusta l’espulsione di Immobile, errata quella di Sensi.

Se si vuole analizzare l’episodio per economia della gara: sono corrette entrambe.

Non si tratta in nessuno dei due casi di dubbi così eclatanti da far intervenire il VAR.

Probabilmente si può anche affermare, in gergo giornalistico, che Guida “abbia rovinato la partita” con queste espulsioni. Non è corretto sostenerlo poiché, come visto, l’espulsione di Immobile è un provvedimento “di regolamento” mentre proprio quella di Sensi è stata fatta per dare equilibrio alla gara.

Giova inoltre sottolineare un aspetto molto importante. Un arbitro, quando è chiamato a prendere una decisione, per quanto giusta, impopolare come l’espulsione di Immobile, non aspetta altro che un altro episodio dall’altra squadra per fare lo stesso e bilanciare nuovamente gli equilibri.

Il buffetto di Sensi non è ovviamente paragonabile allo schiaffo di Immobile, ma per un arbitro e soprattutto per l’ambiente assumono lo stesso valore perché rientra perfettamente come visto in 3 dei 4 punti della regola.

Una scelta dunque più popolare che corretta, fermo restando che l’errore principale non è quello di Guida dell’espellere ma quello di Sensi di esporsi al rischio di farsi cacciare cadendo nella trappola di Patrick.

Conte aveva giustamente sostituito Vidal proprio per non farlo cadere in questo prevedibile tranello. Curioso come a caderci ci sia stato proprio colui a cui è subentrato. Bastava semplicemente richiamare l’arbitro, o rimettere il pallone addosso a Patrick che sarebbe sicuramente stato ammonito per mancanza della distanza dalla ripresa di giuoco.

In tale ottica, la fotografia perfetta di questa situazione ce la dà un tifoso della Lazio che pubblica questa foto con didascalia che recita “Migliore in campo” (riferendosi a Patrick, ndr).

Un altro episodio chiave, per quanto a molti sarà sfuggito, avviene al min 68’, giusto un minuto prima della reazione di Immobile: la Lazio giova di un calcio di punizione diretto a centrocampo, il calciatore della Lazio prende il pallone, e mentre ancora rotolava, quindi non era fermo, batte colpendo Barella che si ritrovava a pochi centimetri da lui. La Lazio protesta, innervosendosi, per la mancata ammonizione di Barella. Tuttavia, è assolutamente corretta la scelta di Guida di non farlo, poiché la ripresa di giuoco era stata effettuata non correttamente (pallone in movimento).

Guida non è stato bravo, forse, a sedare sul nascere le proteste della Lazio con un adeguato richiamo verbale, tant’è che come visto la squadra si è innervosita il che è culminata con l’espulsione di Immobile che fino a 30’’ prima si stava lamentando con l’arbitro.
Una maggiore presenza verbale di guida, che è solito “fischiare e andare via” avrebbe evitato i sopracitati eventi.

Chiudendo dunque il discorso sulle espulsioni ha ragione chi dice che Guida è in torto nell’aver espulso Sensi, così come avrebbe avuto ragione chi lo avesse detto se non l’avesse fatta alla luce dell’espulsione precedente, ma avrà anche ragione Rizzoli che chiamerà Guida dicendogli “Non hai seguito alla lettera il regolamento, ma ci sta anche la seconda espulsione nell’economia e nella coerenza della gara”.
(ndr: spero sia chiaro che Rizzoli non lo dica perché bisogna favorire la Juventus e bla bla bla, ma semplicemente perché lui era il primo quando arbitrava a prendere decisioni quanto più popolari, leggasi epiteti ingiuriosi di Totti, Bonucci, ecc.).

Passando in rassegna alla VAR REVIEW invece gli altri episodi:

-36’ primo giallo della gara a Fares, sacrosanto.

-62’ episodio più di tecnica che di gestione (non c’entra niente quanto detto sopra delle decisioni popolari o meno) su un lancio di bastoni il pallone cade sul polso di Parolo.

Innanzitutto, non è certo se fosse dentro o fuori dall’area, mi piace pensare che lo fosse, invalidando così la possibilità di una Review al VAR (non si può intervenire per calci di punizione).
Se invece lo si è rilevato all’interno, è più difficile capire la logica di Guida nel non fischiare rigore. L’anno scorso lo sarebbe stato sicuramente, quest’anno essendo tornati in auge i principi di volontarietà e involontarietà non è facile capire quanto sia il braccio ad andare incontro al pallone o il contrario. Ad ogni modo non è un episodio da gridare più di tanto allo scandalo.
Dalle immagini si vede che l’ha preso con il polso, su questo non vi erano dubbi, bisogna capire solo se volontario o meno, e un fermo immagine non aiuta.