Pagelle 18-19 vol.17: Matteo Politano

during the Serie A match between FC Internazionale and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on May 26, 2019 in Milan, Italy.

Matteo Politano è approdato a Milano per 25 mln di euro (5 per il prestito, 20 per il riscatto) e si è rivelato uno dei pilastri dell’Inter di quest’anno. Nonostante lo scetticismo dei tifosi verso un nome poco commerciale, l’italiano ha dimostrato impegno e dedizione sin da subito, conquistando l’affetto di San Siro in poche partite.

Titolare sin dalle prime giornate (nelle prime tre, 270 minuti su 270 mettendo persino a segno 2 assist), Politano ha giocato ben 36 giornate in Serie A (saltandone 2 per squalifica), 6 in Champions League, 4 in Europa League e 2 in Coppa Italia. Possiamo notare come, per Spalletti, Matteo sia un imprescindibile dei suoi 11 titolari.
Il 16 nerazzurro si è sempre posizionato come ala destra ed è innegabile il suo enorme peso offensivo per la squadra.
Non è difficile capire il perché: Politano è il giocatore dell’Inter di maggiore fantasia sulla trequarti, capace di trovare alternative nella manovra offensiva quando le difese erano schierate. La catena di destra, infatti, è stata quella più capace a rendersi pericolosa durante l’anno: oltre alle sovrapposizioni di D’Ambrosio, Politano è stato abile nell’alternare movimenti a rientrare sul mancino (concludendo in porta o trovando un filtrante per i compagni) e ad allargarsi sull’esterno per poi crossare. Tutto ciò gli è permesso da una buona tecnica (ma comunque limitata), da un bel dribbling e da un tiro discreto.
Il tutto è riassumibile dal goal in Inter Fiorentina (finita 3-3): dopo un azione prolungata, la palla arriva a Politano che prima si libera di Veretout con un dribbling secco e poi calcia a giro sul secondo palo (Lafont non è esente da colpe, ma il concetto rimane lo stesso).

Le statistiche confermano lo stile di gioco offensivo di Politano, che registra 2,8 tiri p90 (di cui il 65% da fuori area) e 2,9 dribbling tentati p90 (55% riusciti). L’italiano viene cercato spesso dai compagni e tocca una discreta quantità di palloni, garantendo il suo contributo all’interno della manovra nerazzurra: effettua 42,6 passaggi p90 con l’80% di precisione, più bassa rispetto ai centrocampisti a causa della zona in cui vengono effettuati e il tipo. Ben 7,6 di questi, infatti, sono cross, portati col 26% di precisione.
Ad ogni modo, Matteo conclude 2,3 passaggi chiave p90, avvalorando così le sue giocate.
L’italiano conclude l’anno con
5 goal e 6 assist: un numero sufficiente, ma che non premia le sue qualità e il suo apporto alle partite giocate. Questo non vuol dire che abbia underperformato, anzi: i suoi expected goal e expected assist stagionali confermano i numeri reali: 4,93 xG e 6,26 xA, molto vicini a quanto conquistato da Politano.
La realtà indica che, per quanto sia stato forse il giocatore più importante in attacco, l’italiano faccia fatica nella fase conclusiva, quando si tratta di effettuare l’ultimo passaggio o tirare in porta.
Un altro difetto di Politano riguarda la fase difensiva: il giocatore (soprattutto nella prima parte dell’annata) si addormenta e non segue l’avversario da marcare, arrivando in ritardo o assentandosi senza motivo, lasciando il proprio terzino in una situazione di 2v1. Per Spalletti è fondamentale che l’ala del 4-2-3-1 ritorni in difesa proprio per evitare situazioni di disparità numerica.

Nel complesso, Politano ha giocato un’ottima stagione, sicuramente sopra le aspettative. L’algoritmo whoscored gli conferisce un rating di 6,92. La redazione di Linea Inter conferma il voto: 7 per l’italiano, che non solo ha stupito tutti i nerazzurri, ma si è anche rivelato il giocatore che più è migliorato nella stagione.

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