Perchè Conte ritiene fondamentale Lukaku

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Stando alle voci di mercato, Antonio Conte ha espressamente richiesto l’acquisto di Romelu Lukaku, punta del Manchester United su cui basare l’attacco dell’Inter. Ma perché proprio lui?

Le dimensioni del belga si attestano sui 190 cm per 93 kg ma che non gli impediscono di raggiungere velocità altissime (è solito arrivare fino ai 35 km/h). Nonostante i 26 anni, Lukaku è un giocatore già maturo, conscio dei propri mezzi ma anche dei propri limiti, mostrando una mentalità salda e improntata al lavoro.

Lukaku fa del fisico il suo punto di forza e ne è cosciente: “I’m very fast, I’m very strong, and I work a lot”. Il giocatore si impegna anche per comprendere il gioco del calcio: “You need to have that awareness because awareness is the most important thing in football”, consapevolezza stante a significare sensibilità tattica, ovvero coscienza di quello che accade in campo (posizione dei giocatori, prevedere l’azione, studiare i movimenti). Un giocatore dirompente, conscio dei propri mezzi e lavoratore: non è difficile immaginare perché sia il primo obiettivo del nuovo allenatore nerazzurro.

Il tutto senza farsi mancare in zona goal: nonostante abbia svolto l’ultimo anno sottotono con lo United (dovuto soprattutto alle generali difficoltà offensive dei Red Devils) segnando 15 reti in 45 presenze tra tutte le competizioni, nella sua carriera in Premier League ha segnato 112 goal e 42 assist in 252 presenze.
Ha quindi una media di 0,44 goal a partita (0,6 p90), ottenendo 0,49 expected goal p90: in altre parole, è probabile che una partita su due veda Lukaku timbrare il cartellino.

Nonostante quello che potrebbe portare a pensare la sua grossa corporatura, Lukaku non è il tipico attaccante statico che funge da “pivot” per i lanci lunghi, ma è un giocatore dinamico e veloce: pur non possedendo due piedi sensibili da numero 10, la sua tecnica è superiore rispetto alla media dei suoi colleghi. Di fatti, durante la sua carriera, il belga ha ricoperto la posizione di ala destra in più occasioni e tutt’ora, nel suo calcio, ha mantenuto alcuni movimenti da ala: Romelu si allarga costringendo il centrale a seguirlo, creando spazio per inserimenti suoi e dei compagni.

Grazie al suo fisico, spalle alla porta, Lukaku riesce tranquillamente a proteggere il pallone e a consentire gli appoggi.
Quando attacca palla al piede, invece, è ottimo ad attirare gli avversari a sé, liberando corridoi per i compagni e poi a servirli.

Lukaku segna la maggior parte dei goal in area di rigore con un ristretto raggio d’azione “ad imbuto” orientato verso il lato destro del campo. Si vede l’influenza del piede preferito, il sinistro, nonostante il giocatore si sia allenato tanto da poter calciare anche col destro senza troppi problemi.

La maggior parte dei goal di Lukaku avviene per colpo di testa o conclusione al volo in area di rigore sui cross dei compagni: il giocatore è abile a liberarsi dei difensori e a farsi trovare libero dai compagni.
Il belga segna anche una gran quantità di reti su respinte e seconde palle, mostrando un ottimo posizionamento.
Questo non vuol dire che non abbia un buon tiro, anzi:

Prendendo in considerazione tutte le competizioni dal 2011, Lukaku si attesta sui 3,2 tiri p90 segnando 0,6 goal p90: un cinismo impressionante. Un dato interessante riguarda la fascia oraria in cui avviene una buona fetta delle sue reti: gli ultimi 15 minuti, in Premier League, raccolgono ben il 25% del suo bottino. Nel suo ultimo anno all’Everton, ben 10 goal su 25 sono arrivati nell’ultimo quarto d’ora. Questo indica la costante concentrazione del giocatore fino al fischio finale e anche come, con le squadre che si allungano, sia ancora più difficile contenerlo.
Il belga riesce anche a fare da torre, se chiamato in causa: effettua 7,1 duelli aerei p90, anche se ne vince il 43%, data la sua scarsa elevazione (compensata, soprattutto in area di rigore, dal fisico e dal posizionamento).
Romelu si dimostra solido anche nel possesso palla, perdendo solamente 2,2 palloni p90 ed effettuando 26,3 passaggi p90 (però col 70% di precisione, dato che gli appoggi del giocatore spesso avvengono in zone affollate del campo) di cui 1,2 è un passaggio chiave.

Come si inserirebbe nell’Inter?

Nel 3-5-2 di Conte, Lukaku potrebbe sfruttare al massimo le sue caratteristiche e vedersi limitati i difetti grazie all’apporto dei giocatori attorno a lui.
Affiancandogli un giocatore fantasioso e creativo, come Lautaro o Politano, verrebbero meno i compiti di costruzione e Romelu si dedicherebbe ai compiti di profondità, indietreggiando quando necessario per far salire la squadra.
Il belga, devastante nella corsa grazie alla combinazione tra fisico (per reggere gli urti) e velocità, sfrutterebbe gli spazi sugli esterni portandosi un centrale con se, liberando spazi e bruciando gli avversari sullo scatto.
Aiutato da una buon senso di posizione, Lukaku riuscirebbe a sfruttare i cross dei compagni, rappresentando una continua minaccia in area di rigore.

Rispetto ad Icardi, è meno incisivo in zona goal ma è più improntato alla partecipazione alla manovra e a caricarsi la squadra sulle spalle: l’argentino, infatti, effettua meno passaggi p90 (15) di Lukaku (come detto prima, 26,3).
Il dato si rispecchia nell’xGBuildup90: la pericolosità del belga (n verde), misurata in expected goals, quando entra in possesso del pallone (escludendo i passaggi chiave e tiri).
Per il resto, i due attaccanti hanno circa lo stesso peso offensivo.

Dati della carriera in Premier League e in Serie A dei due giocatori.

Grazie alle sue qualità e alla mentalità improntata al lavoro, è possibile che Lukaku, sotto la gestione di Conte, possa persino migliorare come giocatore ed è indubbio che riuscirebbe a rinforzare la squadra.